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Dalla magia alla biologia molecolare: il rapporto tra epilessia e tumori endocranici nella storia della medicina

Dalla magia alla biologia molecolare: il rapporto tra epilessia e tumori endocranici nella storia della medicina

La ricerca pubblicata sulla rivista Neuroscientist, a febbraio scorso:

"Diagnosi e cure delle malattie sono cambiate radicalmente nel corso dei secoli e millenni, un  A EPILEPSIA

percorso che spesso affonda nella magia sino alla moderna scienza medica. A raccontare questa

storia, a partire dal rapporto fra epilessia e tumori endocranici come caso studio, c'è una ricerca

dell'Università di Pisa appena pubblicata sulla rivista Neuroscientist.

L'articolo scritto dai professori Gianfranco Natale e Guido Bocci e dal dottor Federico Cucchiara

affronta infatti in una prospettiva storica critica, il legame tra convulsioni e neoplasie endocraniche.

La prima parte del lavoro riassume dunque la lunga storia dell'epilessia, una patologia descritta fin dai tempi più remoti soprattutto in chiave magico-religiosa, con riferimenti anche alla possessione demoniaca.

Ippocrate fu il primo a comprenderne la natura e a fornire un'interpretazione medica e ciononostante, per molto tempo ancora, l'epilessia rimase una malattia misteriosa e da guardare con sospetto.

Solo nel secolo dei Lumi cominciò a trovare la giusta attenzione scientifica: nel 1770, il medico svizzero Samuel-Auguste Tissot pubblicò il Traité de l'épilepsie, una pietra miliare dell'epilettologia. Ma è il XIX secolo l'epoca d'oro degli studi

sull'epilessia che proprio in questo periodo iniziò a essere posta in relazione con le neoplasie endocraniche.

La seconda parte dell'articolo si concentra quindi su questo aspetto. Nel 1882, il padre dell'epilettologia 

a tumorendocarneal

moderna, John Hughlings Jackson riportò il caso di un paziente affetto da tipiche crisi epilettiche

in presenza di un tumore endocranico.

Ma fu grazie a due medici scozzesi - John Gairdner e William Macewen - che si si capì meglio la

relazione fra le due patologie.

"Da queste osservazioni pionieristiche siamo arrivati oggi allo studio dei cambiamenti biochimici e

molecolari dei tumori cerebrali, ricerche che hanno aperto ipotesi di lavoro senza precedenti

sull'epilettogenesi – spiega Gianfranco Natale - Questo notevole progresso scientifico consente oggi di trattare in maniera

meno empirica e più appropriata queste patologie, con la chirurgia, i farmaci e le terapie fisiche".

Gianfranco Natale è direttore del Museo di Anatomia Umana "Filippo Civinini" e docente di Anatomia Umana presso

il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia. Con lui hanno collaborato allo

studio Federico Cucchiara, medico specializzando della scuola di Farmacologia e Tossicologia Clinica, e Guido Bocci,

docente di Farmacologia presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale.  a brain

"Dalla passione per la storia della medicina e la ricerca scientifica in campo oncologico è nata l'idea

di un lavoro che ha ricostruito la lunga storia dell'epilessia e del suo legame, riconosciuto in tempi

più recenti, anche con la presenza di tumori endocranici – conclude Natale -.

La pubblicazione di questo articolo su Neuroscientist conferma la vocazione dell'Università di Pisa allo spirito di collaborazione fra le varie discipline: da un lato la ricerca storica, che trova naturale collocazione nel contesto museale, e le innovative ricerche nel campo della medicina"

De: https://www.unipi.it/index.php/news/item/20267-dalla-magia-alla-biologia-molecolare-il-rapporto-tra-epilessia-e-tumori-endocranici-nella-storia-della-medicina

Fotos: Google     ...work in progress!

Il cambiamento climatico e l’invenzione di nuovi miracoli...

"Il cambiamento climatico e l'invenzione di nuovi miracoli: il caso di San Frediano a Lucca che devia la piena del Serchio" pubblicata nel UniPi-news... VERSIONE SPAGNOLA

Santi che salvano città e campagne da tempeste e inondazioni e nubifragi, i cosiddetti miracoli dell'acqua e dell'aria, furono "inventati" nell'Italia centrosettentrionale nel VI secolo in risposta ai cambiamenti climatici.

La connessione piuttosto inaspettata fra eventi prodigiosi ed osservazione scientifica deriva da uno A SanFrediano afresco

studio appena pubblicato sulla rivista Climatic Change e guidato dal Dipartimento di Scienze della

Terra dell'Università di Pisa grazie ad un finanziamento della Fondazione della Cassa di Risparmio

di Lucca.

Al centro della ricerca, basata su dati climatici ottenuti da archivi naturali e fonti storiche, c'è la

vicenda del miracolo di San Frediano che nel VI secolo salvò Lucca dalle inondazioni del Serchio. Il fiume, che all'epoca

aveva diversi rami, rappresentava infatti un continuo pericolo per le sue imprevedibili piene. In occasione di una di queste,

come raccontato nei "Dialoghi sui miracoli dei Padri italiani" attribuiti a papa Gregorio Magno, Frediano prese un

rastrello, fece una traccia e impose al Serchio di seguirla allontanandolo così dalla città. A luccaloca

"Nel VI secolo, un periodo noto anche come "diluvio Medievale", l'Italia centro settentrionale era

diventata davvero una terra di piogge torrenziali e alluvioni - racconta Giovanni Zanchetta

professore di geologia dell'Università di Pisa e primo autore del saggio – la storia di San Frediano

non è un caso isolato e in questo studio, grazie ad un approccio multidisciplinare, che ha messo insieme esperti 

internazionali di geochimica, specialisti del clima, storici e geoarcheologi, abbiamo dimostrato quel cambiamento climatico a

cui fanno riferimento le fonti scritte"

Per ottenere dati sui climi passati, sono stati esaminati alcuni campioni di stalagmiti provenienti A RENELLA

dalla grotta Renella nelle Alpi Apuane nel nord della Toscana. Al loro interno i ricercatori

hanno trovato il segnale di intense precipitazioni di origine atlantica. Nella ricostruzione effettuata

nel VI secolo infatti importanti masse di aria umida provenienti dall'Oceano raggiunsero l'Italia

settentrionale e centrale provocando massicce precipitazioni e inondazioni.

L'analisi in particolare ha riguardato lo studio delle concrezioni della grotta nel corso dei secoli che

nelle loro proprietà chimiche e fisiche registrano le condizioni ambientali. La misurazione del rapporto degli isotopi

dell'ossigeno negli strati successivi che si deponevano progressivamente ha infatti permesso al team di distinguere tra

periodi più umidi e periodi più secchi, che sono stati datati utilizzando il metodo uranio-torio.

Su questa base, i ricercatori hanno quindi verificato che il VI secolo d.C. nell'Italia settentrionale e centrale si distinse

dagli altri per un eccezionale livello di umidità.

"Questo nuovo approccio "ibrido" allo studio degli impatti climatici sulle società passate basato su dati sia naturali che storici, – conclude Monica Bini responsabile del progetto finanziato dalla Cassa di Risparmio di Lucca – consente di comprendere meglio 'come andarono davvero le cose' e da un altro punto di vista ci mostra quanto siano varie e imprevedibili le risposte culturali che nel corso del tempo le società hanno dato al cambiamento climatico".

De: https://www.unipi.it/index.php/news/item/20572-il-cambiamento-climatico-e-l-invenzione-di-nuovi-miracoli-il-caso-di-san-frediano-a-lucca-che-devia-la-piena-del-serchio

Fotos: Google

 

Un evento internazionale e una nuova composizione musicale per "700 Dante"

Seguiranno le iniziative per conmemorare Dante Aligheri, stavolta, nella Università di Pisa, guardate!

Versione Spagnola

"In occasione del Dantedì, la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, l'Università di Pisa ha illustrato le principali

iniziative con cui l'Ateneo intende celebrare il settecentesimo anniversario della morte del Sommo  ACanto XVII

Poeta. Gli eventi danteschi del nostro Ateneo - ha detto Alberto Casadei, ordinario di Letteratura

italiana al Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica - entrano in sinergia con altri

importanti qui a Pisa, come la mostra dedicata alle magnifiche illustrazioni all''Inferno' dell'artista

inglese Tom PhillipsPalazzo Blu (marzo-luglio 2021). Nello stesso tempo si inseriscono

perfettamente in un quadro nazionale, grazie alla collaborazione con l'Associazione degli Italianisti

(Adi) per la serie di incontri "Nel nome di Dante" (il programma completo è disponibile sul

sito www.dantenoi.it)".

Nello specifico, a maggio, in continuità con gli appuntamenti organizzati a Pisa dal professor Marco Santagata sino al

2020, saranno proposti alcuni incontri di livello internazionale su "Dante a Pisa", coordinati dai professori Alberto

CasadeiStefano Garzonio e Biancamaria Rizzardi e in collaborazione con la Fondazione Palazzo Blu.

Tra gli ospiti ci saranno Maaza Mengiste, considerata una delle voci più potenti della letteratura contemporanea

afroamericana e autrice di opere che esplorano temi quali la guerra, l'esilio, la migrazione e la rivoluzione, con particolare

attenzione all'Etiopia, sua terra di origine, e Marija Stepanova, personalità di spicco nella poesia e nella prosa russa

contemporanea e autrice del romanzo "Memoria della memoria", vero e proprio caso letterario dell'anno 2017, che nel

ricostruire la storia della propria famiglia offre una riflessione storico-filosofica e politica sulle strategie di interpretazione del

passato. A Dante

In entrambe queste autrici la lettura di Dante ha lasciato il segno, e comunque è fondamentale

sentire la voce di scrittori contemporanei che rileggono il grande poeta a settecento anni dalla

morte, come già sono state innovative le letture dantesche di Eliot, Montale o Borges.

Oltre a queste autrici, che si collegheranno in streaming il pomeriggio del 10 maggio, il giorno 11

maggio parlerà della sua idea di Dante il fisico pisano Guido Tonelli, mettendo in rilievo gli aspetti cosmologici della

"Divina commedia" in rapporto alle convinzioni attuali. Sempre l'11 maggio, auspicabilmente in presenza, lo scrittore

Walter Siti proporrà le sue come sempre intelligenti e provocatorie riflessioni in un intervento dal titolo "Dante ci aiuta o

è un fantasma persecutorio?".

In questo ambito è previsto anche un ricordo di Marco Santagata a pochi mesi dalla sua prematura scomparsa, con la

partecipazione di Maria Cristina Cabani e Giuseppe Petralia.

Al termine di questi incontri sarà presentato il progetto dell'Università di Pisa dal titolo "Dante. L'altre stelle", che intende

proporre una nuova composizione su Dante Alighieri con un oratorio per soli, grande coro e orchestra composto per

l'occasione dal musicista pisano Marco Bargagna, del Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze, su testi originali e

antologia dantesca del professor Alberto Casadei.

Il concerto è in programma per novembre, in prima mondiale, al Teatro Verdi e vedrà come protagonista il Coro dell'Università di Pisa insieme a solisti di chiara fama sotto la direzione del maestro Stefano Barandoni.

Nel pomeriggio dell'11 maggio, alla Fondazione Palazzo Blu, sarà anticipata l'esecuzione di alcuni brani, con solisti

accompagnati da un pianoforte: si potrà quindi almeno "assaggiare" questa nuova composizione, che presenterà un Dante

inedito, quando pensa con rimpianto alla sua Firenze e medita di (ri)cominciare a scrivere la "Divina commedia", trovandosi

tra Lunigiana e Lucchesia all'incirca nel 1307A dante21

Biografia e poesia si intrecciano con una musica sempre variata, che accompagnerà il canto basato

su alcuni fra i più celebri versi della "Vita nova" e della "Divina commedia".

De: https://www.unipi.it/index.php/news/item/20527-un-evento-internazionale-e-una-nuova-

composizione-musicale-per-700-dante

 

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