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REGISTRO DE OBRAS

La Cura delle piccole cose per Fiorella Nicosia e Caterina Monasta

Stavolta vi presentiamo un articolo pubblicato lo scorso 14 nella web del Palazzo Strozzi:

Cosa significa prendersi cura delle opere di un artista che sono state affidate alla quotidiana attenzione di chi lavora in un centro espositivo come Palazzo Strozzi?

VERSIONE SPAGNOLA

"Si tratta di una manutenzione quotidiana che diventa quasi una partecipazione a un environment e una relazione diretta e

privilegiata con l'arte, e, nel caso della mostra Tomás Saraceno. Aria, anche con altre disciplineA RAÑA Saraceno Strozzi

come la scienza, la tecnologia, l'architettura e la biologia. Sono piccoli gesti che quotidianamente

ripetiamo nella nostra relazione con la mostra, per riparare, ricostruire, pulire e persino nutrire ogni

singola opera.

Prendersi cura delle opere di Tomás significa sentirsi parte di esse, viverle piuttosto che osservarle, immergersi in un sistema di equilibrio che si instaura tra noi esseri umani e gli elementi naturali e fisici che le caratterizzano, come frequenze sonore, raggi laser, aria, polvere, gas, inchiostro, fili di ragnatele, organismi vegetali e piante, come le meravigliose tillandsie, e animaletti, quali la piccola araña che vive all'interno di Particular Matter(s).

Ciò che più di ogni altra cosa abbiamo imparato dalle idee di Tomás, applicate visivamente alle sue opere, è che il nostro

mondo fisico è fatto di tanti piccoli organismi, di elementi microscopici e separati. Su piccola scala, per dirla con Carlo Rovelli,

"tutto è granulare", non c'è continuità ma granularità, in una rete di interazioni che è importantissima. A TOmaSaraceno hall

Ogni opera della mostra, pertanto, è un mondo a sé, un sistema autonomo fatto di singoli elementi

che riflettono la propria complessità nella materia, nella relazione con gli altri e nel loro

funzionamento. Così ogni singolo elemento di ogni singola opera che compone la mostra ha

necessità di essere curato per apparire poi come un tutto armonico e coerente.

Nella sala dedicata a How to Entangle the Universe in a Spider/Web?, la manutenzione avviene dal "dietro le quinte", entrando in uno spazio nascosto al pubblico, attraverso una porta nera ricoperta di tessuto morbido: un piccolo ambiente in cui sono allestite le 3 spider frames.

Queste architetture affascinanti e labirintiche, costruite da numerosi ragni, vengono illuminate da un A SARRACENO 2

raggio laser che si muove in senso orizzontale su un binario. Il movimento del laser di natura

meccanica ed elettrica ha bisogno di essere talvolta da noi accompagnato, controllato, aiutato nel

suo funzionamento. Per noi restare in quella saletta buia e segreta in compagnia di quelle ragnatele

maestose e silenziose possiede un fascino particolare di quiete e intimità.

Particular Matter(s) Jam Session è costituito da una lunga pedana in mezzo a vari elementi tecnologici come una lampada alogena, una videocamera, una cassa acustica e dei piccoli sensori, all'interno di una ragnatela, vive un piccolo ragno femmina, che abbiamo battezzato Arianna, e che rappresenta per noi la stabilità, la resistenza, la tenacia e la continuità.

Questa "ragnetta" ha vissuto nella ragnatela – tessuta in precedenza nello studio di Tomás da altri ragni – dall'inaugurazione

della mostra in febbraio, attraversando illesa persino due mesi e mezzo di chiusura della mostra per il lockdown.

È rimasta lì, al buio, senza nemmeno l'acqua quotidiana che spruzziamo per idratarla. Si è adattata, A RIA TS STROZZI

non si è spostata se non di pochi centimetri per mangiare o muoversi. Non è così comune che un

ragno viva tanto a lungo e da solo nella stessa ragnatela (che non è neanche la propria). Tomás

l'aveva inserita in febbraio l'ultima domenica dell'allestimento, senza dirlo a nessuno, e lì è rimasta

e c'è ancora. Arianna, l'araña.

Muoversi tra i proiettori e le sfere gonfiabili di A Thermodynamic Imaginary è come immergersi in un ambiente sospeso nel tempo e nello spazio, alla ricerca delle sculture in vetro e specchi da accudire e spolverare, così come in Connectome, l'altra installazione aerea della prima sala della mostra. Anche altre opere hanno necessità di essere "spolverate", ma la nostra sensazione è sempre quella di togliere qualcosa di importante che per l'artista andrebbe valorizzato e reso visibile, ossia la polvere, oggetto di tante sue opere e speculazioni sull'Universo.

Ogni pianta dei Flying Gardens occupa uno spazio proprio all'interno di sfere di vetro composte in sculture "volanti".

Nella sala luminosissima nulla tocca il pavimento, se non i piedi delle persone che la attraversano. A Tomasarraceno PIANTE

Per raggiungere le tillandsie da innaffiare – ogni due giorni con acqua rigorosamente potabile –

dobbiamo sporgerci, salire su scale, sollevarci sulla punta dei piedi e ci sembra quasi di entrare in

uno spazio vivo e magico, un giardino fluttuante e galleggiante, in una relazione anche fisica con

ciascuna pianta che viene raccolta tra le mani per essere annaffiata.

Particolarmente affascinante è la sala finale della mostra: Aerographies. Anche qui le opere hanno una vita propria, soprattutto per il movimento dei palloncini gonfiati a elio che si spostano, volando sulla carta e lasciando tracce di penna e disegni aggrovigliati.

I grandi fogli bianchi, di tre misure diverse, sono stati da noi tagliati, srotolati, arrotolati e sostituiti numerose volte durante la mostra, seguendo un rigoroso calendario che lo studio dell'artista ci ha fornito, al fine di archiviare ciascun disegno con un numero di inventario prestabilito.

Le penne si consumano, i palloncini si sgonfiano, la polvere arriva sui fogli e sulle cornici sul  A FOGLIE TS

pavimento, i pesi sulle penne vanno calibrati. È un lavoro costante e quotidiano che va fatto con

cura, sempre pensando a far prevalere la leggerezza, il fascino, la poesia e il senso artistico

profondo che quest' opera possiede per tutti. Essere dietro le quinte di tutto ciò è davvero un

privilegio. "

Dahttps://www.palazzostrozzi.org/la-cura-delle-piccole-cose/?mc_cid=99dbe8da9d&mc_eid=0ffb47e207

(Fotos: Tomadas del Google sobre la muestra del Palazzo Strozzi: "Aria", Tomás Sarraceno Firenze 2020; traducción por la Redacción con apoyo de Google traductor).

 

IF2020, sguardo sul futuro e sulla Rete dopo la pandemia...

VERSIONE SPAGNOLA

"Si parlerà di epidemiologia computazionale, ovvero di matematica, informatica e big data prestati alla medicina per predire

la diffusione della malattie, un tema quantomai di attualità.  a reset IF20

Ci sarà spazio per l'etica delle tecnologie, il diritto nella Rete, le nuove frontiere dell'intelligenza

artificiale ma anche per lo smart working. La Regione Toscana presenterà due progetti europei

sulla diffusione dell'utilizzo dei dati per gestire territorio e turismo. E poi mostre ed installazioni

d'arte, musica dalle terrazze panoramiche della città, satira, cinema e fumetti.

A Pisa torna l'Internet Festival, come sempre un caleidoscopio di visioni e suggestioni diverse, che alla decima edizione (1 e 0, come le cifre architrave del calcolo binario dei computer) però si 'resetta' e ripensa e se stessa, un po' per scelta e un po' per adattarsi all'emergenza da coronavirus ancora in atto con tutte le precauzioni e limitazioni che questa comporta.

L'appuntamento è dall'8 all'11 ottobre. Saranno quattro giorni di eventi in città, con dieci diverse location e fulcro al Centro Congressi "Le Benedettine", dal vivo e in streaming, per poi proseguire con una coda lunga altri tre mesi via web fino a dicembre.

L'Internet Festival di Pisa, fin dalla primissima edizione sostenuta e promossa dalla Regione Toscana, indaga la Rete come fenomeno sociale e culturale. E continua anche quest'anno a farlo. "Non abbiamo mai pensato di annullare l'appuntamento, abbiamo solo ragionato sul 'come' farlo" spiega il giornalista e direttore dell'evento Claudio Giua.

La pandemia di questi mesi ha sicuramente cambiato la vita delle persone e il web. Ne è cresciuto A reset octubre20

ovunque l'uso quotidiano, che rimarrà. #Reset è diventata così è la parola chiave di questa

edizione in cui occorre fare tabula rasa e ripartire analizzando condizioni alquanto mutate.

Tra gli ospiti attesi durante la quattro giorni di ottobre ci sono il ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano e nomi di punta della sua task force anti Covid come Paolo De Rosa, Dino Pedreschi e Fosca Giannotti.

Ci saranno il fisico informatico, tra i maggiori esperti di epidemiologia computazionale, Alessandro Vespignani, il professore di etica delle tecnologie della Pontificia Università Gregoriana Paolo Benanti, la filosofa Barbara Carnevali, il rural hacker e antropologo dell'innovazione Alex Giordano, lo scrittore Antonio Moresco, l'esperto di culture digitali Tiziano Cancelli, autore anche di una introduzione all'accelerazionismo, filosofia di pensiero contemporanea per cui le nuove tecnologie possono aiutare a migliorare condizioni sociali e emancipazione, e poi la coordinatrice del College Digital Storytelling della Scuola Holden Alice Avallone, la studiosa Francesca Toni, impegnata nella ricerca di un algoritmo in grado di far "ragionare" le macchine, Mariarosaria Taddeo, considerata una delle scienziate più influenti in ambito di Artificial Intelligence, il responsabile del laboratorio di Data Science and Complexity all'Università di Venezia Ca' Foscari Walter Quattrociocchi, l'architetto Massimo Roj, la book influencer Giovanna Burzio. Cresce anche lo spazio per docenti e il mondo della scuola, che nei mesi del lockdown ha amplificato gli spazi nel web e l'uso delle nuove tecnologie.

Si parlerà a Pisa anche dei "Thick Data". Tutto più o meno hanno sentito parlare dei big data, quella quantità immensa di informazioni che raccontano cosa facciamo e che, raccolti ed analizzati da computer, aiutano a programmare in modo più intelligente le nostre città o a fare la scelta giusta. Ma i "big data" dicono essenzialmente "chi", "come", "quando" e "dove", ma non sempre sanno spiegare il "perché".

I numeri da soli non bastano. Vanno interpretati, anche sulla base di intuizioni ed emozioni umani. Oppure con la sociologia. Ed è questo che sono i dati 'spessi', i "thick data" per l'appunto.

Si discuterà di Rete, social e informazione pure. Il giornalista Claudio Giua, direttore di  A IF2020

IF2020 intervisterà l'8 ottobre alle 14.30 in streaming il direttore di Repubblica Maurizio Molinari.

Diversi saranno gli eventi per provare a sciogliere l'intreccio sempre più stretto tra virtuale e reale

anche dal punto di vista legale.

Tra gli ospiti, dal 9 ottobre, sono attesi Dianora Poletti, professore ordinario all'Università di Pisa e direttrice del Centro interdipartimentale di ricerca in Diritto e tecnologie di frontiera, e Fernanda Faini, docente in corsi e master universitari, chiamata dal Ministero per o sviluppo economico a far parte del gruppo di esperti sulla blockchain, tra le parole più gettonate delle Rete negli ultimi anni.

Questa tecnologia è stata utilizzata all'inizio, nel 2009, per i bitcoin e il mondo delle criptovalute, ma si può prestare anche ad altri usi: per rendere sicuri e inalterabili contratti e voti on line ad esempio, o per certificare la provenienza di un prodotto agroalimentare.

Nei sotterranei del Centro Congressi Le Benedettine si potrà visitare la mostra interattiva "Hello World", curata dal Dipartimento di informatica dell'Università di Pisa e pensata come un percorso narrativo in cinque sezioni che descrivono l'evoluzione degli strumenti per il calcolo, dalle macchine meccaniche fino ad arrivare ai computer Apple, dalla seconda metà dell'Ottocento fino a primi anni duemila.

Inaugurata lo scorso anno in occasione dei 50 anni del Dipartimento di Informatica – il primo in Italia – quest'anno la mostra si arricchisce con un docufilm interattivo, che sarà presentato giovedì 8 ottobre insieme al catalogo cartaceo.

In questa decima edizione intenso è stato anche l'impegno nel coinvolgere il tessuto economico e sociale della città, attraverso presentazioni di volumi nelle librerie cittadine, contest rivolti alle attività commerciali e in particolare alle categorie che più hanno sofferto della crisi dovuta al Covid.

Tra questi LogicaMente, sfida a colpi di logica che si svilupperà tra il web e le vetrine degli store cittadini con premi per cinquemila euro, e Gusto Digitale. Cocktail Competition, che impegnerà i migliori bartender a ispirarsi ai dieci anni di IF nell'arte del mischiare liquori e in gredienti inventando nuovi cocktail. In palio per il più apprezzato dalla giuria – sia tecnica che popolare – un premio da mille euro.

Tra gli eventi collaterali venerdì 9 ottobre sarà di scena, online, il Cybersecurity Day 2020, appuntamento annuale organizzato dall'IIT del CNR. Sabato 10 alle Officine Garibaldi torna la Tech Jobs Fair, una giornata di incontri tra professionisti e aziende tech.

Gran finale domenica 11 ottobre nel segno dell'intrattenimento: dalle 16 alle 19 su alcune tra le più panoramiche

terrazze della città musicisti, attori e performer tra cui Paolo Fresu, Sandro Lombardi, Nico Gori, Bobo Rondelli,

Musica NudaGiancane e I Sacchi di Sabbia si esibiranno dal vivo e le loro immagini rimbalzeranno in streaming su

maxi schermi e sul web.

Gli amanti dei concerti sui tetti ricorderanno quello storico dei Beatles all'Apple Corps di Londra. Ma molti non sanno forse che la tradizione del genere è stata tenuta a battesimo proprio a Pisa, nel 1966, con "I Monumenti" che suonarono in cima alla Torre pendente. In mesi in cui il Covid ha cancellato concerti ed esibizioni in teatro, un auspicio per una pronta ripartenza.

L'Internet Festival di Pisa anche quest'anno è promosso dalla Regione Toscana, dal Comune di Pisa, da Registro.it e Istituto di informatica e Telematica del Cdr, dall'Università di Pisa, dalla Scuola Superiore Sant'Anna e dalla Scuola Normale Superiore insieme a Camera di Commercio di Pisa, Provincia di Pisa e Associazione Festival della Scienza. La progettazione e l'organizzazione sono a cura di Fondazione Sistema Toscana, partecipata dalla Regione.

Tutto le informazioni sugli eventi in programma all'indirizzo www.internetfestival.it.

(Fonte: www.regionetoscana.it, ha collaborato l'ufficio stampa di Fondazione Sistema Toscana)

Il cervello si rigenera anche negli adulti...

Un interessante pubblicazione, stavolta de la UniPi che vi presenteremmo in Versione Spagnola:

"Il cervello si rigenera anche negli adulti: antidepressivi (ma pure sonno e attività fisica) aiutano il fenomeno"

L'Ateneo partner della ricerca pubblicata su Current Neuropharmacology Vol. 18,2020. A CN 2020

"La formazione di nuovi neuroni in alcune aree cerebrali come l'ippocampo avviene anche in età

adulta e alcuni farmaci come gli antidepressivi, ma anche l'attività fisica e il sonno, stimolano il

fenomeno.

E' questo quanto emerge da uno studio dei ricercatori delle Università di Pisa, L'Aquila,

Glasgow e dell'IRCCS Neuromed di Pozzilli pubblicato sulla rivista Current

Neuropharmacology Vol. 18, 2020.

Lo studio apre così a nuove prospettive per curare alcune patologie psichiatriche, come ad

esempio  la depressione, mettendo insieme terapie farmacologiche e non.

La funzione di questo processo, noto come "neurogenesi" – spiega Marco Scarselli professore di Farmacologia

dell'Ateneo pisano - sembra importante per la flessibilità cognitiva, la regolazione emotiva e la resilienza allo stress. Alcuni

farmaci, come gli antidepressivi stimolano questo processo e questo meccanismo è in buona parte responsabile della loro

efficacia clinica. Tuttavia, anche approcci alternativi non farmacologici come l'attività fisica ed il sonno ristoratore, inducono

la neurogenesi, con importanti conseguenze nella pratica clinica". A REDES

All'Università di Pisa la ricerca è stata condotta al Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle

Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia da un gruppo composto da Marco Scarselli,

Marco CarliStefano Aringhieri, Biancamaria LongoniGiovanna Grenno e Francesco

Fornai.

(Fonte: UniPi News; Current Neuropharmacology Volume 18, 12 Issues, 2020. ISSN: 1875-6190 (Online) e ISSN: 1570-159X (Print) )

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