Developed in conjunction with Joomla extensions.

Ci Penso Io...!

COLABORAMOS

SITIOS AMIGOS

NOS APOYAN

Eventi

June 2021
M T W T F S S
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30

Counter

Today1
Month790
All242005

Cerca


REGISTRO DE OBRAS

Gli scavi nel Parco Archeologico di Segesta, per la SNS

Gli scavi della Scuola Normale Superiore nel Parco Archeologico di Segesta, in provincia di Trapani, hanno portato al rinvenimento di un nuovo edificio monumentale, nei pressi del portico che chiudeva l'antica agorà, con la base di un'antica statua su cui sono incisi il nome e le opere di un personaggio che sostenne finanziariamente e curò opere monumentali di edilizia pubblica.

«Sono risultati importantissimi, che dimostrano il fondamentale ruolo che ricopriva la munificenza delle grandi famiglie nella storia della Sicilia antica e il rilievo che veniva dato ad esse nei luoghi più strategici», commenta la direttrice degli scavi Anna Magnetto, professoressa di Storia greca alla Scuola Normale Superiore e direttrice del Laboratorio Saet, «proprio come avviene adesso con i grandi sponsor di restauri e di eventi ».

Dallo scorso 3 maggio l'équipe della Scuola Normale Superiore, con studenti specializzandi e dottorandi provenienti da varie Università, aveva ripreso le indagini nell'agorà di Segesta con i suoi edifici pubblici. Lo scavo, concluso venerdì scorso, era diretto, oltre che da Magnetto, da Maria Cecilia Parra (docente di Archeologia della Magna Grecia e della Sicilia antica, Università di Pisa) e coordinato sul campo da Riccardo Olivito (ricercatore IMT di Lucca), sotto la supervisione della Direttrice del Parco Archeologico di Segesta, Rossella Giglio. Carmine Ampolo, Professore Emerito della Scuola Normale, era presente per lo studio del materiale epigrafico e degli aspetti storici.

La piazza di Segesta fu costruita su tre terrazze digradanti, dal II secolo a.C., secondo modelli urbanistici e monumentali diffusi nelle città e nei santuari del Mediterraneo, dall'Asia Minore all'area egea e a quella italica.
«Lo scavo» spiega Parra, «si è svolto sul versante meridionale della grande piazza, dove un portico (stoa) monumentale chiudeva l'agorà. Fu costruito realizzando grandi tagli della roccia, come hanno chiarito le possenti opere di sostruzione messe in luce lungo il pendio: un complesso imponente quanto quello sul lato nord riportato alla luce negli anni passati».

Il portico superiore si affacciava sulla piazza, davanti a un edificio monumentale, con una facciata a livello inferiore prospiciente al percorso viario. Qui si apriva un'ampia porta d'accesso, con vani che avevano un'importante funzione pubblica: grazie alle nuove scoperte sappiamo che chi entrava poteva leggere su una base, conservata al suo posto originario, il nome e le opere di un personaggio di spicco a Segesta, uno di quelli che tra II e I sec. a.C. sostennero finanziariamente e curarono monumentali opere di edilizia pubblica: Diodoro, figlio di Tittelo.

«Era la base» come riconosce il prof. Ampolo, «ben conservata e leggibile, di una delle statue fatte innalzare da questo personaggio, già noto per aver eretto la statua della sorella, sacerdotessa di Afrodite Uranìa, rinvenuta presso il tempio dorico nel XVII secolo. Un'altra iscrizione greca, scoperta presso la porta, arricchisce così il quadro delle testimonianze di evergetismo, di munificenza per la comunità, della Segesta ellenistico-romana: vi compare lo stesso nome che era iscritto su una base di statua (ora a Palermo) nel teatro di Segesta, forse quello del suo finanziatore. Diodoro fa porre qui la statua di suo padre Tittelo, che era stato ginnasiarca e aveva a sua volta finanziato la costruzione di un edificio per i giovani della città. Tutte queste testimonianze mostrano chiaramente il ruolo che avevano le grandi famiglie nella storia della Sicilia antica».

«I risultati raggiunti quest'anno» conclude Magnetto «possono dirsi straordinari. Un tassello del tutto nuovo si è aggiunto alla nostra conoscenza dell'antica città, mostrando un complesso archeologico inedito, che la nuova iscrizione consentirà di interpretare. Vorrei aggiungere che tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno della Scuola Normale e la lungimiranza del suo Direttore, Luigi Ambrosio, che ha creato le condizioni perché potessimo proseguire le nostre ricerche in sicurezza a tranquillità anche in un momento così complesso. Siamo particolarmente lieti di poter ripagare la sua fiducia con questi importanti risultati.»

(De: https://normalenews.sns.it/segesta-sicilia-rinvenuto-un-edificio-monumentale-dellantica-agora-e-la-firma-del-suo-finanziatore).

work in progress...

Una micro molecola di RNA...

Un interessante articolo pubblicato nel UniPi News lo proponiamo in questo Blog.  Presto la Versione Spagnola

"Una micro molecola di RNA lo spartiacque tra mammiferi placentati e gli altri vertebrati?
Pubblicati i risultati di uno studio coordinato dall'Università di Pisa e dalla Scuola Normale Superiore

Potrebbe essere una minuscola molecola di RNA, mir-541, lo spartiacque evolutivo tra "noi"  A RNA 541

mammiferi placentati e gli altri vertebrati. È questa l'ipotesi che scaturisce da uno studio della

Scuola Normale Superiore e dell'Università di Pisa pubblicato sulla rivista Stem Cell

Reports.

La molecola mir-541, un micro RNA presente nell'uomo e negli altri mammiferi placentati, assolverebbe a una funziona

decisiva nella formazione del corpo calloso, il ponte di fibre nervose presente all'interno del cervello, fondamentale per far

comunicare l'emisfero destro con quello sinistro. Nell'uomo, 200 milioni di fibre attraversano il corpo calloso. Gli altri

vertebrati, compresi i mammiferi marsupiali, non hanno questa via di connessione, una differenza che segna un netto

distacco evolutivo.

Coordinato da Federico Cremisi (ricercatore del Laboratorio di Biologia della Scuola Normale  A 541

Superiore Bio@sns, diretto da Antonino Cattaneo), e Robert Vignali (Dipartimento di Biologia

dell'Università di Pisa), lo studio, a firma di Manuela Martins, perfezionanda della Scuola Normale,

ha coniugato approcci di biologia molecolare dello sviluppo, trascrittomica, bioinformatica e analisi

statistico-matematica.

Qual è l'azione decisiva di mir-541? Quella di ritardare la sintesi della proteina Satb2, le cui funzioni sono fondamentali in

una precisa fase temporale dello sviluppo della corteccia cerebrale. Questo consentirebbe a determinati neuroni corticali di

inviare le proprie fibre attraverso una nuova via di connessione (il corpo calloso) anziché attraverso la più antica e più lenta

via, la commessura anteriore, una connessione nervosa presente negli altri mammiferi non placentati.

L'importante risultato scaturisce da una collaborazione multidisciplinare tra diversi gruppi di ricerca, che hanno utilizzato un

modello in vitro di cellule staminali umane e di topo per studiare l'azione dei microRNA durante il loro differenziamento in

neuroni corticali.

"Abbiamo osservato che quando miR-541 viene inibito nei neuroni in coltura, la proteina Satb2 compare in anticipo, e

questo, anche alla luce di risultati di altri laboratori, potrebbe ostacolare la creazione del corpo calloso – dicono gli studiosi-.

Le implicazioni di questo meccanismo molecolare sono potenzialmente enormi, sia dal punto di  A cuerpo calloso

vista evolutivo che per eventuali aspetti clinici. Sono infatti note malformazioni del corpo calloso, il

cui non è completamente chiaro, o, in molti casi, completamente ignoto. Siamo adesso al

lavoro per caratterizzare l'azione dei geni regolati da miR-541 e le differenze genetiche che rendono così unica questa

fondamentale via di comunicazione tra gli emisferi cerebrali".

(De: unipi.it, dal 31 maggio 2021). Tradotto per la Redazione del Blog. Immagini de Google.

 

"Francigena e Cammini", per Visit Tuscany

VERSIONE SPAGNOLA

"La Toscana offre un'ampia varietà di antichi itinerari storici e religiosi dal valore paesaggistico e A via francigena

culturale inestimabile. Camminando lungo di essi, scopriamo le storie che hanno plasmato la

regione e che la rendono quella che è oggi: un luogo di incontro e di accoglienza.

Calcando le orme dei pellegrini, scopriamo intatta la bellezza indiscussa della Via Francigena o il

richiamo mistico del Volto Santo.

La Via Francigena Toscana è un cammino di origine religiosa che, tra tesori dell'arte e della storia, attraversa natura,

borghi e città dal paesaggio mutevole e sorprendente. Sigerico, arcivescovo di Canterbury, la percorse per arrivare a

Roma, facendo ingresso in Toscana presso l'attuale passo della Cisa. Oggi la Francigena rappresenta un importante

itinerario culturale che per bellezza e capacità di evocazione è paradigma del nuovo modo di viaggiare lentamente, facendo

dell'itinerario (a piedi e in bici) un viaggio che arricchisce immensamente l'esperienza personale.

Per i collegamenti con Roma, i fiorentini usavano la Via Sanese che costituiva il percorso più breve per giungere, dalla città

del Giglio, a Siena.

La Via Sanese attraversa l'area del Chianti e raggiunge borghi e paesi affascinanti, come San Casciano in Val di Pesa,

Badia a Passignano, San Donato in Poggio e Castellina in Chianti.

La Romea Strata ricalca le antiche vie che i pellegrini dell'Europa centro-orientale percorrevano verso il centro Italia per

raggiungere la via Francigena all'altezza di Fucecchio e San Miniato, e da lì proseguire il cammino verso i luoghi santi

dell'epoca, come Roma e Santiago de Compostela. Oggi nel nord Italia è possibile percorrere 5 diverse direttrici che si

riuniscono nel basso Veneto, da dove il cammino prosegue lungo il tratto noto come Romea Nonantolana-Longobarda.

In Toscana si trovano le 6 tappe finali, passando per Cutigliano, San Marcello Piteglio, Pistoia, Vinci, Cerreto Guidi e

Fucecchio.

La Via Romea Germanica segue uno dei principali itinerari che nel Medioevo collegava il Mare del Nord con Roma.

Descritta nel dettaglio nel 1256 da Alberto di Stade, monaco benedettino, percorre quasi 2.200 chilometri da Stade

(Germania) fino a Roma, e attraversa la Germania, l'Austria e l'Italia in 96 tappe di cui 46 in Italia. A piazza arezzo

In Toscana percorre il Casentino fino ad Arezzo. Continua attraverso la Valdichiana fino alla

città-museo di Cortona, per poi raggiungere Orvieto, in Umbria. Il percorso entra poi nel Lazio,

e a Montefiascone si unisce alla Via Francigena per finire nella scenografica piazza di San

Pietro.

Le Vie di Francesco sono un insieme di cammini che collegano i tanti luoghi legati alla vita di San

Francesco d'Assisi in Toscana.

Da Firenze i pellegrini moderni possono arrivare al rinomato Santuario della Verna dove San Francesco ricevette le

stigmate per poi attraversare la Valtiberina Toscana e raggiungere Arezzo. Il cammino A LaVerna

prosegue attraverso la Valdichiana Aretina, fino a Cortona dove è possibile visitare

l'affascinante Eremo Le Celle.

La Via Matildica del Volto Santo parte da Mantova incontra le pianure del Po e raggiunge la Toscana al passo di San

Pellegrino, attraversa Garfagnana e Media Valle del Serchio per poi giungere, infine, a Lucca. Meta del cammino è il

Duomo di San Martino, custode del Volto Santo, statua lignea venerata in tutto il mondo.

Infine, la Via Lauretana è un'antica strada che collega Cortona a Montepulciano e Siena. Utilizzata e ampliata dai

romani, nacque per collegare la città etrusca alle consorelle tirreniche. A cortonacentrostorico

In seguito divenne l'antica via di pellegrinaggio che per secoli ha collegato Siena (e quindi la via

Francigena) a Cortona in direzione della Santa Casa di Loreto, attraversando per intero il

territorio dei sei comuni toscani. (...)"

(De: https://www.visittuscany.com/it/temi/francigena-and-historical-hikes/). Credito Foto: Gonews, Visittuscany y Google

 

 

:: Cipensoio ::, Powered by Joomla! Hosting by SiteGround