Developed in conjunction with Joomla extensions.

Ci Penso Io...!

COLABORAMOS

SITIOS AMIGOS

NOS APOYAN

Counter

Today1
Month14478
All51884

Eventi

August 2016
M T W T F S S
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31

Cerca


REGISTRO DE OBRAS

La Laguna (47) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA (Work in progress)

Ciao a tutti e buon rientro!!!


Vi scrivo questo blog dalla poltrona di casa mia nella mattinata di questo penultimo mercoledì del ITALIATERREMOTO

mese di agosto e allora prima di qualsiasi altra cosa voglio mandare un abbraccio e tutta la mia

solidarietà alle famiglie colpite dal terremoto che c'è stato la notte scorsa nell'Italia centrale.

Egoisticamente, ho già verificato che non ho amici né parenti coinvolti nel sisma con epicentro ad

Amatrice, cittadina che fino a ieri era famosa solo perché è il luogo dove è stata inventata una ricetta classica della cucina italiana: i bucatini all'amatriciana.

È che da lontano queste tragedie si vivono in modo diverso e in un certo senso anche peggiore. Il mese scorso, per esempio, in occasione dell'incidente ferroviario verificatosi in Puglia ho sentito tutta l'impotenza e l'angoscia amplificate dalla distanza e la conseguente impossibilità di aiutare in qualche modo.

Mi sarebbe piaciuto, per esempio, andare a donare sangue così come hanno fatto moltissimi pugliesi. DONO

Tra l'altro proprio a Bari ho "imparato" a donare sangue e qui continuo a mantenere questa buona

abitudine e lo consiglio di cuore a tutti, in Italia e in Spagna.

Comunque la vita continua e proprio in queste occasioni è giusto anche celebrare la vita e anche

per questo motivo approfitto di questo spazio per fare gli auguri a Flavio, il più piccolo dei miei

nipotini che oggi compie cinque anni.

Per quanto riguarda questo mese di agosto che sta volgendo al termine, devo gioco forza parlarvi del mio viaggio a Berlino e

anticiparvi subito che purtroppo (o per fortuna;) non sono riuscito a farmi una foto con  LAGOMERA

la Merckel ;) anche perché normalmente in questo periodo dell'anno lei normalmente è

a La Gomera, piccola isola a quarantacinque minuti in traghetto dal sud di Tenerife la cui

parte occidentale viene praticamente colonizzata in estate (e non solo) da turisti

tedeschi.

Ricordo, infatti, che mentre prendevo una birra a Valle Gran Rey durante la mia prima e unica visita a La Gomera quasi nove anni fa, intorno a me sentivo solo parlare la lingua di Goethe.

Tornando a Berlino, devo dire che è stata una gran bella esperienza per vari motivi. Innanzitutto, la compagnia.

Finalmente, siamo riusciti a concretizzare quello che da vari anni con gli amici di Bari e non solo berlino

chiamiamo appuntamento internazionale, ovvero arrivare in una capitale europea da diversi punti

dello stesso continente. Infatti, io sono giunto a Berlino da Tenerife, Antonio ci è arrivato tre ore

dopo da Bologna e Ramon due giorni dopo da Malaga.

Con loro, come sempre, grasse risate e grande intesa. In secondo luogo, mi ci voleva una botta di metropoli che qui in paradiso si sta da Dio, ma ogni tanto fa piacere affacciarsi al mondo reale ;)

Inoltre, avevo bisogno di uscire dalla dinamica Italia e/o Spagna delle ultime vacanze e avevo voglia di parlare un'altra

lingua... evidentemente non il tedesco, ma l'inglese ;)


Che abbiamo fatto a Berlino? Un bel po' di cose... anche troppe! Come si dice in questi casi, ci siamo spaccati!BIRRATEDESCA

Soprattutto durante il giorno. Poche volte avevo camminato tanto in una sola settimana.

È che la nostra voglia di farcela quasi tutta a piedi e una metropolitana (a mio parere)

molto cara e non troppo efficiente, ci hanno portato a percorrere chilometri su

chilometri da un museo ad un altro passando ovviamente da un numero imprecisato di

birrerie per fare benzina ;)

Praticamente abbiamo toccato la metropolitana solo per arrivare in città dall'aeroporto e al ritorno, anche perché i taxi costavano pochissimo ed erano il mezzo ideale per tornare all'appartamento soprattutto di notte quando, dopo qualche birra, ci rendevamo conto di esserci allontanati un bel po'.

E poi c'è un elemento fondamentale da tenere in considerazione: la quantità di biciclette che ci sono in unaBICIBERLINO

città che si può attraversare da lato a lato seguendo le piste ciclabili. E così un giorno ci siamo uniti alla

tendenza cittadina e abbiamo affittato delle bici con le quali, in sole dodici ore, abbiamo percorso circa

venti chilometri tra musei, birrerie e parchi. Tra l'altro siamo stati anche molto fortunati perché è stato

il giorno più caldo del nostro soggiorno in Germania.

Il sole, inoltre, influenza molto anche il carattere dei berlinesi che sotto i raggi del carissimo Lorenzo si dimostrano molto più simpatici e socievoli.

Anche se odio fare di tutta l'erba un fascio, devo ammettere, infatti, che il tedesco medio è abbastanza riservato e un po' chiuso e mi ha sopreso anche il fatto che non così tanta gente parlasse inglese.

Nei musei, per esempio, molte delle didascalie erano solo in tedesco e il personale non sapeva MUSEOBERLINO

(o non voleva?) parlare in inglese. Ciò mi ha sorpreso non poco in una città che dovrebbe essere

abituata ad un certo aflusso di turisti.

A proposito di turismo, è stato un piacere attraversare la porta di Brandeburgo in bici, così come il viale dei tigli e il parco Tiergarten.

A mio parere, Berlino non ha la bellezza architettonica ed artistica che possono ostentare, per esempio, Roma o Madrid, ma è una città in cui si respira e si può toccare con mano la storia recente europea. Storia che gira intorno a due assi fondamentali: la seconda guerra mondiale e l'olocausto da una parte e la guerra fredda e la divisione della città e del paese dall'altra. E allora è possibile visitare un campo di concentramento a soli trenta minuti di treno da Berlino o il Meseo Ebraico o il Monumento all'Olocausto o esposizioni sugli orrori del nazismo.

Tutte queste sono state esperienze molto forti che mi hanno colpito e mi resteranno dentro, ma per MUROBERLIN

me è stato più interessante visitare i luoghi che ricordano il muro e com'era la vita in una città

spaccata a metà e nella Repubblica Democratica Tedesca. Perché? Forse perché è un tema del

quale sapevo meno o più probabilmente perché si tratta di storia più recente e più vicina alla mia

generazione.

Mi fa impressione pensare che dal 1961 al 1989 (quando io avevo già sette anni) c'era un muro che divideva in due non solo una città o un paese, ma il mondo intero separando e contrastando due filosofie di vita completamente diverse.

E così si rimane sorpresi, soprattutto dai musei o dalle esposizioni che raccontano com'era la vita nel blocco sovietico e dalle testimonianze di coloro che nel bene e nel male vivevano in una realtà completamente diversa da quella in cui sono cresciuto. L'Italia, infatti, ha sempre fatto parte del blocco NATO e quindi si trovava ad ovest del muro.


E proprio il muro è quello che più mi ha impressionato e in questo senso devo congratularmi con i tedeschi per come ne conservano la memoria.

Quasi tutti i musei e gli spazi che hanno a che fare con il muro sono gratuiti, ben conservati e MURO 2

ben spiegati e in alcuni casi basta davvero poco per farti fare un salto nella storia. Infatti,

mentre si cammina, in direzione del parco per esempio, ad un certo punto si può vedere a

terra una striscia argentata delimitata da mattonelle che ricostruisce il percorso del muro.

Inoltre, sono state mantenuti in piedi delle parti dello stesso muro che si possono visitare e

accanto alle quali si possono leggere le storie di famiglie separate dall'oggi al domani.

Potrei stare qui a scrivere ore e ore su ciò che significa passeggiare in mezzo alla storia, ma ora devo lasciarvi per preparare la valigia che domani mi porto a Gran Canaria nell'ultimo fine settimana lungo di questo interessante mese di agosto...
Un abbraccio e a presto!

Nico

 

La Laguna (46) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buone vacanze!!!


Sono già cominciate le vostre ferie? Io sono in ferie da circa una settimana, ovvero da fine luglio, eBERLIN

oggi sono in fase di riposo/organizzazione. Riposo perché negli ultimi giorni ho avuto visite e

organizzazione perché lunedì cominciano le mie vacanze in modalità viaggio.

Infatti, martedì mattina presto parto dall'aeroporto sud dell'isola per Berlino. E allora ho deciso di muovermi lunedì mattina per il sud dell'isola dove passerò una giornata al mare e la nottata previa al mio volo per la capitale tedesca.

L'ho già fatto altre volte visto che in questo modo evito di farmi una levataccia e faccio iniziare il mio viaggio un giorno prima. Comunque vi parlerò della mia esperienza in Germania nel prossimo blog. Per il momento vi dico solo che sono molto contento di visitare di nuovo un paese diverso dall'Italia o dalla Spagna. È un bel po' che non metto piede in un paese diverso da questi due. Perché proprio quest'anno? Per vari motivi. Per esempio perché a Pasqua sono stato in Puglia e quindi quest'anno ho già fatto la mia parte con la famiglia ;)


Ma ora parliamo un po' di luglio. È stato un mese molto particolare e prima di tutto devo raccontarvi una STACRUZ

grande novità: a metà mese ho cambiato casa e ora abito a Santa Cruz. Per quanto le due città siano molto

vicine e separate solo da circa otto chilometri, chi conosce un po' l'isola sa che si tratta di un cambio

abbastanza importante. Devo ammettere che non è stato facile lasciare la mia adorata Laguna, ma era

arrivato il momento di farlo. Per varie ragioni dovevo lasciare l'appartamento nel quale ho vissuto gli ultimi due

anni e ho optato per cambiare anche città. È che per quanto stessi bene a La Laguna avevo bisogno proprio di un cambio o

forse avevo proprio bisogno di un cambio... a voi la scelta ;) TOSCAL

Quelli di voi che non sono mai stati a Tenerife staranno pensando che esagero visti i soli otto

chilometri che separano le due città più importanti dell'isola. Però dovete sapere che il clima

cambia radicalmente, così come il tipo di residenti e le attività con cui occupare il tempo libero.

Comunque la cosa più importante è che sono contento del trasloco, della nuova casa e

soprattutto del mio nuovo quartiere. Ora abito in pieno centro a Santa Cruz in un quartiere che si chiama Toscal a due minuti

scarsi a piedi dal lungomare e nel cuore della città. Conoscevo già abbastanza bene la capitale dell'isola e sono stato sul

punto di venirci a vivere un sacco di volte, ma alla fine per un motivo o per l'altro ho passato i miei primi nove anni sull'isola a

La Laguna.


Ma non abbiate paura: continuo a visitare La Laguna con frequenza. Stasera per esempio, ci vado per mangiare un kebap e bere qualcosa con alcuni amici. La scusa è la despedida della mia amica Elena che se ne va a lavorare e vivere per almeno tre anni in Arizona. E allora ci riuniamo per cena per poi probabilmente andare a bere cicchetti di tequila e sale al Blues Bar.

Vi racconterò di questa serata nel prossimo blog, se sopravvivo ;) Un'altra visita a La Laguna, l'ho museociencia

fatta nell'ultimo giovedì di luglio con il mio amico Doramas, ancora una volta in visita per qualche

giorno a fine mese.

Siamo andati al Museo de la Ciencia a vedere The Imitation Game, gran bel film proiettato allo stesso

museo al modico prezzo di zero euro ;)

Credo di avervelo già detto ma tutti i giovedì in questo museo storico de La Laguna danno un film interessante in lingua originale e la proiezione è gratuita. Dopo il film, che vi consiglio di cuore, siamo andati a mangiare e poi a bere qualcosa al Tin Tin e all'Aguere, due locali di moda nel centro storico della mia ex città ;)

Doramas ed io siamo ritornati sul luogo del delitto anche sabato per fare un giretto al Blues Bar e per far vedere il centro storico de La Laguna a un altro paio di amici in visita. Chi? Garoé, il fratello di Doramas, e Cesare, amico d'infanzia del cui libro vi avevo parlato nel blog precedente.

Qualcuno di voi starà pensando che ho fatto male a cambiare casa se poi passo tutto il tempo libero a La Laguna. Mi dispiace dirvelo, ma siete in errore. In realtà, in questi giorni sto scoprendo anche quello che offre Santa Cruz e devo dire che che sto ricevendo notevoli sorprese. Per esempio negli ultimi giorni ho visto due film al cinema in due luoghi diversi al costo complessivo di zero euro.

Avantieri, infatti, presso il TEA (luogo che ha praticamente stregato il mio amico Cesare)  TEA16

abbiamo visto la seconda parte della saga di Alien. Nessuno dei due è particolarmente

appassionato di fantascienza, ma valeva la pena vedere al cinema un film che è uscito nel

1986 in lingua originale con sottotitoli in italiano. Tra l'altro ritornerò al TEA dopo Berlino

perché tutti i mercoledì di agosto danno un film del 1986 nell'ambito del ciclo trentanni di cinema. E quindi probabilmente nel

prossimo blog vi racconterò com'è vedere al cinema "Grosso guaio a Chinatown";)


L'altro film l'ho visto presso la Fundación Caja Canarias, uno spazio culturale a cento secondi a  CAJACANARIAS

piedi dalla mia nuova casa. Il titolo originale è The invention of Hugo Cabret e si tratta di una

storia che introduce lo spettatore al fantastico e fantasioso modo di George Melies. Per chi non lo

sapesse, Melies è stato uno dei padri del cinema e, senza ombra di dubbio, colui che ha inventato

gli effetti speciali nella settima arte.

Il suo capolavoro è Viaggio alla Luna nel quale è riuscito a portare sul grande schermo molti dei trucchi imparati durante gli anni di collaborazione con il grande mago Houdini. Come so tutte queste cose? È semplice: nello stesso spazio culturale c'è una mostra proprio su questo straordinario personaggio vissuto a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo ed evidentemente un grande appassionato di cinema come me non poteva perdersela. Se non ricordo male, è possibile visitare la mostra fino ai primi di ottobre e non escludo un secondo salto anche perché qualche giorno fa ho già sbirciato la programmazione di film e concerti del prossimo autunno.


Un'altra bella serata l'ho passata, come tutti gli anni, nella Piazza davanti all'Auditorio di Santa  HeinickenJazz

Cruz dove sabato sedici luglio ho assistito al concerto gratuito dell'Heineken Jazz Festival. La

differenza è che quest'anno ci sono andato a piedi e mi sono davvero goduto la passeggiata al

ritorno sul lungomare. Quindici minuti di piacevolissima solitudine che mi hanno in un certo senso

riportato sul lungomare di Bari.

E siccome se si sta bene da soli, si sta ancora meglio con gli altri, è stato anche più bello vivere la Romeria de La Laguna e e la successiva finale dell'Europeo con amici nuovi e vecchi che hanno condiviso con me la mia ultima Romeria giocata in casa ;) e la storica vittoria del Portogallo.

Un'ultima cosa, anche è soprattutto per uscire dal nord dell'isola:ieri sono stato all'inaugurazione ROMERIALAGUNA

di una macelleria/ristorante gestita da pugliesi ad Abades, circa cinquanta chilometri a sud di Santa

Cruz. Bella atmosfera, ottima carne e bagno in spiaggia prima e dopo ;)

Ora vi lascio che devo continuare con l'organizzazione pre Berlino... e vediamo se al prossimo blog

possiamo allegare una foto con la Merkel ;)

Un abbraccio e buone vacanze!

Nico

(N.R.: Buone vacanze a te, Nico...mille grazie ;)

 

La Laguna (45) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buona estate!!!

Questa volta ufficialmente visto che vi scrivo nella mattinata di quest'ultima domenica di giugno, poco SANTODOMINGO

prima di andarmene al mare ;) Che cosa vi posso raccontare di questo mese che volge al termine?

Beh, per lo meno in onore a mia madre, mi sembra d'obbligo cominciare dal mio compleanno che

quest'anno è caduto di sabato. E allora mi sono preso tutto il primo fine settimana di giugno per

festeggiarlo.

Ho organizzato per il sabato un picnic/botellón notturno urbano nella Piazza davanti all'ufficio postale de La Laguna.

Ho portato un paio di bottiglie di vino e ho ordinato panzerotti e focaccia in una rosticceria gestita da unJAZZLALAGUNA16

barese nel centro de La Laguna. Il tutto allietato dalla musica dell'ultima serata del festival jazz e dalla

compagnia di alcuni amici.

Non tutti perché alcuni non potevano venire sabato e allora venerdì ho riunito tutti quelli che non potevano il giorno dopo e siamo andati a cenare in un bel ristorantino canario nel centro storico de La Laguna.

Di lì evidentemente (ed inevitabilmente;) siamo andati al Blues Bar dove l'idea era fermarsi fino a poco dopo mezzanotte, giusto per festeggiare il compleanno, e invece, come al solito, ci siamo fermati quasi fino alla chiusura anche perché tutti continuavano ad offrirmi da bere per il mio compleanno, inclusi i proprietari del locale.

E quindi potete ben immaginare che il giorno dopo avevo una resaca importante.

Nonostante ciò ho fatto un bagno al Médano con la mia amica Sandra e sono anche andato al concerto del quale vi parlavo prima.

Ovviamente l'idea era passare la domenica seguente in casa a dormire e a smaltire i postumi dei  PRIS16

bagordi del fine settimana, ma proprio domenica mattina arrivavano sull'isola la mia amica

calabrese Maria e il suo simpatico fidanzato inglese Barney.

Vivono a Montpellier e sono venuti a passare una settimana a Tenerife, isola nella quale Maria ha

vissuto qualche anno fa e che voleva far vedere al suo ragazzo.

Seguendo i piacevoli capricci dei turisti, abbiamo deciso di andare al Pris, piccolisima località sul mare nel nord dell'isola dove ci siamo concessi una giornatina di mare ed un bel pranzo a base di pesce appena pescato. In settimana ho dovuto lavorare un bel po' ed anche riposare ;) e allora ho rivisto 

SANANDRES

Maria e Barney direttamente il venerdì nella loro ultima giornata sull'isola. Di nuovo pranzo a base

di pesce, ma questa volta a San Andrés e siesta per ricaricare le pile in attesa di una despedida

serale al Blues Bar... e dove se no? ;)

Potete ben immaginare che ho avuto un altro sabato di resaca terminato poi con una cena nella nuova casa di Manu, Marte e Mikkel.

Vi ho già parlato varie volte di Manu che finalmente è ritornato a vivere sull'isola (per un annetto almeno) e questa volta con sua moglie Marte e con Mikkel, un fantastico bambino di quasi sei mesi.

Hanno preso casa al Sauzal e abbiamo inaugurato la casa con una cena tranquilla davanti ad un magnifico tramonto e con il

Padre Teide che ci osservava e ci proteggeva dall'alto. Bella gente, bella casa e bella atmosfera. SAUZAL16

Tanto che ho deciso di ritornare sul luogo del delitto anche il sabato dopo quando Manu e famiglia

hanno organizzato un barbecue diurno con tanto di bagno in piscina. Me li scelgo bene gli amici, non

trovate? ;)


Il giorno dopo di nuovo a El Médano per una bella giornata di sole e mare.

Sarà per la Montaña Roja o per la compagnia di Sandra o per l'atmosfera hippy e rilassata che ci si
montanaroja

respira, ma è uno dei miei posti preferiti dell'isola e ci vado appena posso, soprattutto se devo

smaltire gli eccessi della nottata precedente. E chissà perché in alcuni periodi dell'anno finisco per

andarci quasi tutti i fine settimana;)

E così arriviamo a quest'ultimo weekend del mese che si sta rivelando molto più tranquillo dei precedenti. E meno male... che

l'età avanza! ;)

Ieri Elena ha festeggiato il suo compleanno in un ottimo ristorante peruviano de La Laguna e dopo un LACONCEPCION16

bel pranzetto siamo andati a bere un gin tonic in uno dei locali della Plaza de la Concepción. Anche

perché in tutto il centro della città si festeggiava la Festa della Musica con cantanti e gruppi che

suonavano in tutte le piazze a partire dal primo pomeriggio.

Come vi dicevo all'inizio, oggi mare e poi nottata elettorale. Infatti, ho invitato alcuni amici a casa per vedere quali saranno i risultati delle elezioni di oggi.

Indipendentemente dalle idee e preferenze politiche, credo che sarà molto interessante vedere quali VOTOS

scenari si aprono a partire da stasera e chissà se il Brexit influirà sul voto e soprattutto se questa volta

riusciranno a formare un governo.

Elezioni a parte, qui, come del resto in tutto il continente, si parla quasi esclusivamente del Brexit e dell'europeo. E visto che

in questo blog non ho ancora parlato di calcio mi toccherà parlare del massimo torneo continentale per nazioni.

Evidentemente tutti i fari sono puntati su Italia-Spagna di lunedì prossimo, partita giunta troppo presto. Infatti, più che un

ottavo di finale, sarebbe stata un'ottima finale. Ma la sconfitta degli spagnoli contro la Croazia ha complicato le cose.

UEFA

Tra l'altro la nazionale balcanica che aveva impressionato tutti contro la Spagna si è fatta eliminare

ieri da un Portogallo che gioca veramente male.

Oggi tra un voto e l'altro, ci sono altre interessanti partite e in nottata anche la finale della Copa

America nella quale si affrontano Cile ed Argentina. Io tiferò per il Cile un po' per appoggiare la squadra a priori più debole,

ma soprattutto in onore ai vari amici cileni che ho conosciuto negli ultimi anni.

Finita la Copa America, verrà la parte più appassionante dell'europeo con quarti, semifinali e finale AMERICACOPA16

domenica dieci luglio in coincidenza con la romería de La Laguna della quale vi parlerò nel prossimo

blog.

Per il momento vi saluto e me ne vado al mare! Fatevi un bagno anche voi che il mare vi rilassa e vi porta via tutte le

preoccupazioni!

Un abbraccio
Nico

 

"Via...sur Ponte..!" per F. Sodi

 

VIA .... SUR PONTE!
(gròria pe' tutti ' 'Ombattenti)

 

Quer córpo 'n aria ' rriva dritt'ar còre, GIOCODELPONTE


ma l' aspettav' óm' aspettà ll' amore,


ci son avvézzo, sono 'r Combattente,


devo fa' forz'e nun penzà' più gnente,

 

'un devo vacillà, anco s' è dura

e mi ripeto... 'n c'è d' avè' ppaura,

devo spinge' di là quest' accidente

GIOCO 2pe' la gròria del Giöo...pe' la gènte.

 

Forza ragazzi, forza, nun sia detto


che ci pòssino fa' 'vésto sgambetto

su Capitano, 'n cénno 'ólla fronte...

GIOCO 4

fàcci volà' 'n un córpo là dar Ponte.

 

Sento sur viso gocciolà' 'r sudore


ch' è 'r bacio della gròri' e dell' onore;


só' sfatto, ciò la vista ballerina, GIOCO 1


ll'urtima spinta, giù la bandierina!

 

 

(Fulvio Sodi, luglio 2007)

 

La Laguna (44) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

 

Ciao a tutti e buona estate!!!

 

Ormai ci siamo, no? Qui ancora non si nota tanto nel senso che le temperaturePISCINABAJAMAR

sono ancora gradevolmente primaverili. Però evidentemente, come praticamente

durante tutto l’anno, si può tranquillamente andare al mare.

E, infatti, proprio ieri sono andato a fare un paio di bagni nelle piscine di acqua

naturale di Bajamar.

 

Forse ve l’ho già detto, comunque si tratta di piscine che contengono acqua dell’oceano sparse in quei paesi dell’isola dove il mare arriva alla costa con più forza. Grazie a questo sistema di piscine e frangiflutti, si da l’opportunità ai bagnanti di fare un tuffo anche dove le onde sono molto alte.

 

Poi, dopo un paio di bagni, mangiata di pesce e vino blanco nella Cofradia de Pescadores, seguita da una bella siesta che ci voleva proprio anche perché in serata sono andato ad un concerto con susseguente botellón presso l’auditorio di Santa Cruz. Presso l’Auditorio ho assistito al primo concerto di musica classica della mia vita e devo ammettere che è stato meglio di quanto pensassi.

 

Vi starete chiedendo il perché di questa mia improvvisa passione.

Il mistero è presto svelato: ci sono andato perché un’amica di recentissima acquisizione, o meglio l’amica di un’amica, suonava il violoncello nello stesso concerto.

 

 

E allora dopo mi sono “infiltrato” nella comitiva formata da una parte dei musicisti VIOLONCELLO

dell’orchestra.

Se non ricordo male, ero l’unico non musicista delle circa dieci persone

che con un piccolo tavolino zeppo di buon vino e qualcosina da stuzzicare brindavano

davanti al mare con alle spalle l’edificio progettato da Calatrava e soprattutto sotto un

bel cielo stellato.

 

Tutto ciò è successo ieri… e allora che succede oggi? Diciamo che sto aspettando degli amici che ho invitato a casa per vedere la finale della Champion’s League che comincierà tra circa un’ora.

 

E quindi avrete capito che vi sto scrivendo nel pomeriggio di questo ultimo sabato di maggio e che sto già incrociando le dita per il mio Madrid che stasera avrà il difficile compito di provare a battere un combattivo Atletico. In ogni caso sarà una grande partita… godetevela anche voi.

 

E parlando di belle partite, anche quella di domenica scorsa tra Barca e Siviglia non è stata affatto male. Dopo centoventi minuti di gran ritmo e tensione la squadra catalana è riuscita a sconfiggere la formazione andalusa per due a zero.

 

Il tutto davanti agli occhi delusi del mio amico sivigliano e siviglista Pato, che però quest’anno si può tranquillamente consolare con la Europa League che la sua squadra del cuore avevo vinto appena quattro giorni prima.

 

 

Vabbé, vedremo che succede stasera e in ogni caso (per festeggiare o per JAZZ2016

consolarsi) nel post partita andremo ad un concerto jazz gratuito nella Plaza Santo Domingo, davanti all’ufficio postale de La Laguna.

E sicuramente non ci andrò solo stasera perché si tratta di un festival di jazz che durerà fino a sabato prossimo.

 

E quindi il fine settimana che è cominciato bene, continua anche meglio anche perché è un po’ piu lungo del solito perché in tutto l’arcipelago si festeggia el Dia de Canarias.

 

Un buon modo di celebrare la mia terra adottiva sarebbe andare ad una delle romerie che ci sono in giro per l’isola, non trovate? Vi farò sapere nel prossimo blog ;)

 

In questo, invece, mi tocca (e con grande piacere) continuare a parlare di musicaTERRERA

visto che voglio raccontarvi del primo venerdì di maggio quando ho passato il tardo pomeriggio e buona parte della serata a La Terrera, un ostello lagunero dove tutti i venerdì pomeriggio si può assistere e partecipare ad una cosa che è una via di mezzo tra una festa ed una jam session.

 

Non è stata la mia prima volta alla Terrera e io che non so suonare neanche il citofono, nel mio piccolo con un coltello e una bottiglia di vetro accompagno i musicisti ed i percussionisti e soprattutto canto con tutti gli altri improvvisati (ma bravissimi) musicisti. È un luogo che mi piace molto, ma era davvero un bel po’ che non ci andavo perché spesso mi coincide con l’orario lavorativo.

 

Stavolta, invece, potevo andarci e in più c’erano due amici in visita: Manu e Doramas, uno degli habitué de La Terrera.

Finita la jam session, ci siamo fiondati al Tin Tin e una volta chiuso anche questo BLUESBAR

locale, siamo andati a chiudere anche il Blues Bar. Ad un certo punto della serata

parlavamo con un ragazzo francese al quale siamo arrivati a dire che dovevamo

rimanere fino alla fine perché avevamo le chiavi del locale ;)

 

E a dire la verità, siamo ritornati sul luogo del delitto anche il giorno dopo e un’altra volta ci siamo rimasti fino alla chiusura.

 

Come avrete capito, soprattutto se mi leggete da un po’, il Blues Bar è il mio locale de La Laguna preferito, ma devo ammettere che erano anni che non ci andavo due sere di seguito.

 

In realtà, il sabato è stata una cosa un po’ improvvisata perché inizialmente il programma della serata prevedeva solo suonare qualche canzone a casa mia con gli amici in visita e con la chitarra che Sergio aveva lasciato qui.

 

Poi, però, ho tirato fuori una bottiglia di ron miel che in quattro persone abbiamo   RONMIEL

svuotato in un paio di ore e che ci ha dato l’ispirazione e l’impulso non solo per

suonare e cantare a casa, ma anche per uscire a ballare.

 

 

Va bene… basta con la música! Vi racconto allora dell’ultimo libro che ho letto e della

storia che c’è dietro. Grazie a Facebook, ho ritrovato un amico romano d’infanzia del

quale non sapevo nulla da più di vent’anni.

 

 

Da bambini le nostre famiglie andavano in vacanza tutte le estati nello stesso posto e qualche settimana fa ho scoperto che Cesare, detto Rollo, aveva da poco pubblicato un libro e allora mi sono messo in contatto con lui per averne una copia.

 

Tra mille difficoltà, dovute soprattutto alla spedizione e a noie doganali, il suo libro mi è arrivato e fortemente incuriosito prima ed appassionato poi, l’ho praticamente divorato.

 

E allora Rollo se mi stai leggendo, ancora una volta complimenti per il tuo primo romanzo.

 

Tra l’altro anche il prossimo libro che leggerò ha dietro una storia particolare: mi è stato PLAZAROMA

 

 

regalato da un mio ex studente. L’autore è suo fratello, un innamorato del bel

 

paese, e il libro, anche se scritto in spagnolo, è ambientato quasi totalmente in

 

Sicilia.  Vi farò sapere ;)

 

 

All’inizio del blog vi parlavo di clima primaverile e una delle magnifiche conseguenze di questo clima sono i Tajinaste in fiore nel parco nazionale del Teide.

 

La gente di qui dice che bisogna andare a fare visita al Padre Teide almeno una  TAJINASTE

volta al mese perché il paesaggio cambia costantemente e io, con la scusa di qualche visita, provo a farlo.

 

Se devo essere sincero, non ci andavo da febbraio quando ero andato a vedere la neve.

 

Stavolta il paesaggio era diverso e ancora più bello: a circa 2200 metri iniziavano ad apparire delle piante alte più di due metri che con il loro colore rosso completano la vista fatta di piccoli arbusti tra il verde e il giallo e piedra vulcanica nera. I Tajinaste sono piante endemiche che crescono solo nel parco nazionale del Teide e dal quale si ricava un miele dolcissimo.

 

Infatti, quando ti ci metti affianco per scattarti una foto, puoi sentire il ronzio MIEL

delle api che lo circondano.

 

Qualche giorno fa un amico mi ha detto che la vita è meravigliosa e allora siate

laboriosi come le api e dolci come il miele che producono ;)

 

Un abbraccio,

Nico

 

 

Emergency, 21 anni di medicina...e amore

VERSIONE SPAGNOLA 

Il Dtt.re Gino Strada, chirurgo riconosciuto come Fondatore de "Emergency" ha stato premiato in riconoscimento al suo lavoro svolto in zone di guerra e povertà in diversi luoghi nel mondo. Il messaggio è semplice: "Non fare la guerra"

Purtroppo ci manca ancora tanto perché i governi e dirigenti capiscano l'importanza del suo lavoro, e la ragione che lo spinge a guardare la guerra come una cosa atroce, che lo è affatto. Questo è il suo discorso del 2015, lo presentiamo oggi giorno del 21 aniversario di questa Onlus che fatta del lavoro continuo de Volontari e tanto amore e vera voglia di una cultura de Pace, speriamo sia vicina anche a voi, anche in spagnolo. Tanti Auguri, Emergency!

"Onorevoli Membri del Parlamento, onorevoli membri del Governo svedese, membri della Fondazione RLA, colleghi vincitori del Premio, Eccellenze, amici, signore e signori.

È per me un grande onore ricevere questo prestigioso riconoscimento, che considero un segno di apprezzamento per l'eccezionale lavoro svolto dall'organizzazione umanitaria Emergency in questi 21 anni, a favore delle vittime della guerra e della povertà.

Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, E 1

America Latina e Europa.

Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili.

A Quetta, la città pakistana vicina al confine afgano, ho incontrato per la prima volta le vittime delle mine antiuomo.

Ho operato molti bambini feriti dalle cosiddette "mine giocattolo", piccoli pappagalli verdi di plastica grandi come un pacchetto di sigarette.

Sparse nei campi, queste armi aspettano solo che un bambino curioso le prenda e ci giochi per un E 2

po', fino a quando esplodono: una o due mani perse, ustioni su petto, viso e occhi. Bambini senza

braccia e ciechi. Conservo ancora un vivido ricordo di quelle vittime e l'aver visto tali atrocità mi ha

cambiato la vita.

Mi è occorso del tempo per accettare l'idea che una "strategia di guerra" possa includere prassi come quella di inserire, tra gli obiettivi, i bambini e la mutilazione dei bambini del "paese nemico".

Armi progettate non per uccidere, ma per infliggere orribili sofferenze a bambini innocenti, ponendo a carico delle famiglie e della società un terribile peso. Ancora oggi quei bambini sono per me il simbolo vivente delle guerre contemporanee, una costante forma di terrorismo nei confronti dei civili.

Alcuni anni fa, a Kabul, ho esaminato le cartelle cliniche di circa 1200 pazienti per scoprire che meno del 10% erano presumibilmente dei militari. Il 90% delle vittime erano civili, un terzo dei quali bambini. È quindi questo "il nemico"? Chi paga il prezzo della guerra?

Nel secolo scorso, la percentuale di civili morti aveva fatto registrare un forte incremento passando  E 5

dal 15% circa nella prima guerra mondiale a oltre il 60% nella seconda.

E nei 160 e più "conflitti rilevanti" che il pianeta ha vissuto dopo la fine della seconda guerra

mondiale, con un costo di oltre 25 milioni di vite umane, la percentuale di vittime civili si aggirava

costantemente intorno al 90% del totale, livello del tutto simile a quello riscontrato nel conflitto afgano.

Lavorando in regioni devastate dalle guerre da ormai più di 25 anni, ho potuto toccare con mano questa crudele e triste realtà e ho percepito l'entità di questa tragedia sociale, di questa carneficina di civili, che si consuma nella maggior parte dei casi in aree in cui le strutture sanitarie sono praticamente inesistenti.

Negli anni, EMERGENCY ha costruito e gestito ospedali con centri chirurgici per le vittime di guerra  E 3

in Ruanda, Cambogia, Iraq, Afghanistan, Sierra Leone e in molti altri paesi, ampliando in seguito 

le proprie attività in ambito medico con l'inclusione di centri pediatrici e reparti maternità, centri di

riabilitazione, ambulatori e servizi di pronto soccorso.

L'origine e la fondazione di EMERGENCY, avvenuta nel 1994, non deriva da una serie di principi e dichiarazioni. È stata piuttosto concepita su tavoli operatori e in corsie d'ospedale. Curare i feriti non è né generoso né misericordioso, è semplicemente giusto. Lo si deve fare.

In 21 anni di attività, EMERGENCY ha fornito assistenza medico-chirurgica a oltre 6,5 milioni di persone. Una goccia nell'oceano, si potrebbe dire, ma quella goccia ha fatto la differenza per molti. In qualche modo ha anche cambiato la vita di coloro che, come me, hanno condiviso l'esperienza di EMERGENCY.

Ogni volta, nei vari conflitti nell'ambito dei quali abbiamo lavorato, indipendentemente da chi E 6

combattesse contro chi e per quale ragione, il risultato era sempre lo stesso: la guerra non

significava altro che l' uccisione di civili, morte, distruzione. La tragedia delle vittime è la sola verità

della guerra.

Confrontandoci quotidianamente con questa terribile realtà, abbiamo concepito l'idea di una comunità in cui i rapporti umani fossero fondati sulla solidarietà e il rispetto reciproco.

In realtà, questa era la speranza condivisa in tutto il mondo all'indomani della seconda guerra mondiale. Tale speranza ha condotto all'istituzione delle Nazioni Unite, come dichiarato nella Premessa dello Statuto dell'ONU:

"Salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa   NU

generazione ha portato indicibili afflizioni all'umanità, riaffermare la fede nei diritti fondamentali

dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti degli uomini e

delle donne e delle nazioni grandi e piccole".

Il legame indissolubile tra diritti umani e pace e il rapporto di reciproca esclusione tra guerra e diritti erano stati inoltre sottolineati nella Dichiarazione universale dei diritti umani, sottoscritta nel 1948. "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti" e il "riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo".

70 anni dopo, quella Dichiarazione appare provocatoria, offensiva e chiaramente falsa.

A oggi, non uno degli stati firmatari ha applicato completamente i diritti universali che si è impegnato a rispettare: il diritto a una vita dignitosa, a un lavoro e a una casa, all'istruzione e alla sanità. In una parola, il diritto alla giustizia sociale. All'inizio del nuovo millennio non vi sono diritti per tutti, ma privilegi per pochi.

La più aberrante in assoluto, diffusa e costante violazione dei diritti umani è la guerra, in tutte le sue forme. Cancellando il diritto di vivere, la guerra nega tutti i diritti umani.

Vorrei sottolineare ancora una volta che, nella maggior parte dei paesi sconvolti dalla violenza, coloro Afganistan

che pagano il prezzo più alto sono uomini e donne come noi, nove volte su dieci. Non dobbiamo mai

dimenticarlo.
Solo nel mese di novembre 2015, sono stati uccisi oltre 4000 civili in vari paesi, tra cui Afghanistan,

Egitto, Francia, Iraq, Libia, Mali, Nigeria, Siria e Somalia. Molte più persone sono state ferite e mutilate,

o costrette a lasciare le loro case.

In qualità di testimone delle atrocità della guerra, ho potuto vedere come la scelta della violenza abbia - nella maggior parte dei casi - portato con sé solo un incremento della violenza e delle sofferenze. La guerra è un atto di terrorismo e il terrorismo è un atto di guerra: il denominatore è comune, l'uso della violenza.

Sessanta anni dopo, ci troviamo ancora davanti al dilemma posto nel 1955 dai più importanti scienziati del mondo nel cosiddetto Manifesto di Russell-Einstein: "Metteremo fine al genere umano o l'umanità saprà rinunciare alla guerra?". È possibile un mondo senza guerra per garantire un futuro al genere umano?

Molti potrebbero eccepire che le guerre sono sempre esistite. È vero, ma ciò non dimostra che il  guerra 1

ricorso alla guerra sia inevitabile, né possiamo presumere che un mondo senza guerra sia un

traguardo impossibile da raggiungere. Il fatto che la guerra abbia segnato il nostro passato non

significa che debba essere parte anche del nostro futuro.

Come le malattie, anche la guerra deve essere considerata un problema da risolvere e non un destino da abbracciare o apprezzare.


Come medico, potrei paragonare la guerra al cancro. Il cancro opprime l'umanità e miete molte vittime: nino

significa forse che tutti gli sforzi compiuti dalla medicina sono inutili? Al contrario, è proprio il persistere

di questa devastante malattia che ci spinge a moltiplicare gli sforzi per prevenirla e sconfiggerla.

Concepire un mondo senza guerra è il problema più stimolante al quale il genere umano debba far fronte.

È anche il più urgente.

Gli scienziati atomici, con il loro Orologio dell'apocalisse, stanno mettendo in guardia gli esseri umani: "L'orologio ora si trova ad appena tre minuti dalla mezzanotte perché i leader internazionali non stanno eseguendo il loro compito più importante: assicurare e preservare la salute e la vita della civiltà umana".

La maggiore sfida dei prossimi decenni consisterà nell'immaginare, progettare e implementare le  E 7

condizioni che permettano di ridurre il ricorso alla forza e alla violenza di massa fino alla completa

disapplicazione di questi metodi. La guerra, come le malattie letali, deve essere prevenuta e curata.

La violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia, uccide il paziente.

L'abolizione della guerra è il primo e indispensabile passo in questa direzione.

Possiamo chiamarla "utopia", visto che non è mai accaduto prima. Tuttavia, il termine utopia non indica qualcosa di assurdo, ma piuttosto una possibilità non ancora esplorata e portata a compimento.

Molti anni fa anche l'abolizione della schiavitù sembrava "utopistica". Nel XVII secolo, "possedere degli schiavi" era ritenuto "normale", fisiologico.

Un movimento di massa, che negli anni, nei decenni e nei secoli ha raccolto il consenso di centinaia   E 8

di migliaia di cittadini, ha cambiato la percezione della schiavitù: oggi l'idea di esseri umani incatenati

e ridotti in schiavitù ci repelle. Quell'utopia è divenuta realtà.


Un mondo senza guerra è un'altra utopia che non possiamo attendere oltre a vedere trasformata in realtà.

Dobbiamo convincere milioni di persone del fatto che abolire la guerra è una necessità urgente e un obiettivo realizzabile. Questo concetto deve penetrare in profondità nelle nostre coscienze, fino a che l'idea della guerra divenga un tabù e sia eliminata dalla storia dell'umanità.

Ricevere il Premio "Right Livelihood Award" incoraggia me personalmente ed Emergency nel suo    E 9

insieme a moltiplicare gli sforzi: prendersi cura delle vittime e promuovere un movimento culturale

per l'abolizione della guerra.


Approfitto di questa occasione per fare appello a voi tutti, alla comunità dei colleghi vincitori del Premio, affinché uniamo le forze a sostegno di questa iniziativa.


Lavorare insieme per un mondo senza guerra è la miglior cosa che possiamo fare per le generazioni future.

Grazie.

Gino Strada

Stoccolma, 30 novembre 2015

 

 

:: Cipensoio ::, Powered by Joomla! Hosting by SiteGround