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REGISTRO DE OBRAS

La Laguna (59) per N. Cataldo

Saludamos y agradecemos a Nico que nos escriba apenas entrado de sus merecidas vacaciones...Y como no podía ser de otro modo en estas fechas, os proponemos visitar al Cristo de La Laguna y a pasarlo bien con sus festividades...

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti! Come va questo rientro dalle vacanze?

Spero non troppo traumatico. Per quanto mi riguarda, tornare alla routine si sta rivelando meno complicato del previsto.

Forse perché dopo un mese in giro per il continente e con la consapevolezza di avere approfittato a pieno delle mie vacanze, avevo anche un po' di voglia di tornare a casa, sull'isola e perfino al lavoro ;)

E non perché non mi sia divertito durante le vacanze, anzi.

Posso tranquillamente affermare che è stata la migliore estate della mia vita almeno da quando lavoro a tempo pieno.

Quello che mi tormenta in questo primo pomeriggio di questo secondo sabato di settembre è,   88867598 m6CuTCcIWfBlFV1sqLKYLYy GSdSe PFH3gdYG8g4sM

invece, un hangover da campionato che mi sono guadagnato a forza di birre tra casa di Juan

(dove abbiamo seguito una semifinale dell'US Open), il Tin Tin e il Blues Bar... praticamente uno

dei miei giri classici de La Laguna.


Ma torniamo al mese di agosto e alle mie vacanze.

Questo mese di agosto è stato speciale soprattutto perché dopo un anno di duro lavoro mi sono meritatamente concesso due viaggi.

Andiamo in ordine cronologico ;) Sabato cinque agosto sono partito per Bilbao dove ho passato la notte dopo aver fatto un gran bel giro della città ispirato da ottimi pintxos e buon vino.

Era la mia seconda volta in questa fantastica città e quindi stavolta al posto del Guggenheim, ho ALHONDIGA

visitato la Alhondiga, uno spazio museale gratuito molto bello in pieno centro frequentatissimo non

solo da turisti, ma da molti locali.

 

Il giorno seguente ho preso un bus per Santander, dove avevo appuntamento con Isabel, un'amica che avevo conosciuto due anni fa in occasione della mia visita precedente in questa città e con Francesco e Lucia, due carissimi amici che arrivavano in Cantabria dopo un viaggio estenuante da Bari.

Dalla stazione degli autobus ci siamo diretti a casa di Isabel dove non solo abbiamo potuto appoggiare i nostri bagagli per qualche ora, ma, addirittura, Pepi, la gentilissima e simpaticissima madre di Isabel, ci aveva preparato il pranzo.

Già più leggeri, abbiamo fatto un bel giro di Santander con tanto di cena a Casa Lita, ristorante sul lungomare famosissimo per i pintxos. Dopo la cena e una lunga e piacevolissima passeggiata digestiva, siamo ripassati da casa di Isabel per riprendere i nostri zaini che improvvisamente erano diventati più pesanti visto che Pepi ci aveva aggiunto frutta, formaggio e un ottimo dolce fatto in casa.

E di lì alla stazione degli autobus dove alle 3:20 del mattino avevamo un bus per Luarca, piccolo paese delle Asturie a 250

chilometri da Santiago de Compostela dal quale cinque ore più tardi abbiamo cominciato il nostro Camino.

In realtà, in totale abbiamo percorso a piedi 334 chilometri perché dopo essere arrivati alla capitale MUXIA

della Gallizia la mattina di Ferragosto, nei tre giorni seguenti abbiamo continuato a camminare fino

a Muxía, piccolo e magico paesino sulla Costa da Morte dove ho potuto godermi uno dei tramonti

più belli della mia vita con un sole meraviglioso che si è inzuppato nell'Oceano Atlantico poco dopo

le nove e mezza di sera.

In realtà, quello che rendeva così speciale questo tramonto era tutto ciò che avevamo vissuto e condiviso nei dodici giorni precedenti di pellegrinaggio.

E allora io e Francesco ci siamo meritatamente concessi due sigari che avevo appositamente portato PEREGRINO

da Tenerife e per accompagnarli siamo anche riusciti a trovare nel supermercato di Muxía una

bottiglia di rum Arehucas ;)

Perché è vero che Santiago ci ha protetti durante tutto il viaggio, ma anche perché il Padre Teide ci aveva messo una buona parola ;)

Luxía ci accompagnava con una birra e con la sicurezza di chi a Muxía sa di giocare in casa ;)

E con noi c'erano anche Giada e Martina, rispettivamente napoletana e sarda, conosciute durante il Camino, anche loro con

una birra e un gran sorriso, la soddisfazione di avercela fatta e la consapevolezza che d'ora in avanti tutto è possibile.

Cos'altro posso dirvi del Camino de Santiago che possa entrare in queste poche linee?

Per semplificare che è stata un'esperienza meravigliosa che molto probabilmente ripeterò e che LLEGADA SANTIAGO

consiglio vivamente a tutti perché ti cambia la vita o meglio la concezione che hai della stessa.

L'arrivo, prima a Santiago, con tanto di bacio a terra nella Plaza de Obradoiro in stile Cristoforo 

Colombo e poi a Muxía, con bagno in spiaggia, cena a base di frutti di mare locali e il fantastico

tramonto di cui sopra sono stati i momenti culminanti di giornate davvero speciali.

Anche se ciò che importa non è la meta, ma il Camino e tutto quello che abbiamo vissuto e condiviso metro a metro, passo a passo. È stato davvero bello ed emozionante vedere dei paesaggi incredibili, un sacco di animali e conoscere persone luminose ed interessanti, come Giada e Martina e non solo.

Ma un ringraziamento speciale lo devo ai miei infaticabili compagni di viaggio per la pazienza che hanno avuto con me e con i miei ritmi, per le risate, ma soprattutto per essere come sono.

Se l'esperienza è stata così fantastica, il merito è soprattutto di dos caminantes a cui bastava un cicchetto di ron miel per rimettersi in moto in mezzo alla pioggia, che non si fermavano neanche quando si iniziava a schiumare, che hanno coinventato e portato a termine più di una volta la manovra Boimorto, che erano capaci di emozionarsi come bambini davanti ad una spiaggia meravigliosa, che hanno attraversato una città intera per vendere un pallone, che mangiavano empanadas e non solo come se non ci fosse un domani e che in definitiva hanno assecondato tutte le mie pazzie e che sono stati bravissimi nel contagiarmi le loro.

Sono tornato dal Camino a mezzanotte del ventidue agosto e dopo meno di trentacinque ore sono ripartito già con una testa diversa per il mio secondo viaggio itinerante nel quale ho continuato ad abbracciare vecchi e nuovi amici.

A Barcellona, dove sono stato prima da Doramas e poi da Manu, Marte e Mikkel; a MontpellierMONTEPELLIER

dove mi hanno ospitato e fatto stare davvero bene Nestor, Maria e Barney; e, infine, a Marsiglia,

dove ho perso una chitarra e ho ritrovato Sergio, Leo e Maria e conosciuto Ariel e Inti.

Barcellona, l'avevo visitata più di una volta però stavolta ci sono andato per le feste del quartiere di Sants, per il compleanno di Isaac e per visitare il museo Picasso.

In Francia era la mia prima volta e devo dire che mi è piaciuta molto. Montpellier è molto bella, ma Marsiglia ha una marcia in più . Ero sicuro che mi sarebbe piaciuta, ma non pensavo tanto.

Forse anche perché dopo la pace del Camino e prima di tornare alla meravigliosa calma di Tenerife PICASSO MUSEO BCN

avevo bisogno di un po' di caos metropolitano.

Ora vi lascio e vi rimando al mese prossimo. Nel frattempo camminate e, soprattutto, sorridete.

Un abbraccio,
Nico

 

Viaje por Italia (8) per A. de Azcárraga

WORK IN PROGRESS...

tra poco tutte le novità da cinquanta anni fa...

 

La Laguna (58) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buone vacanze!!! O quasi...


E dico quasi perché a me, per esempio, mancano ancora alcuni giorni di lavoro prima di essere  ALA TEIDE

totalmente in vacanza. Però ormai il peggio è passato ed è quasi fatta! Devo ammettere che non

vedo l'ora, ma non tanto per stress da lavoro quanto per voglia di viaggiare un po' e riabbracciare

alcuni carissimi amici. Ma ne riparleremo più avanti.

Prima ci tocca parlare di com'è andato questo settimo mese dell'anno. E devo dire che è stato un gran bel mese di luglio contraddistinto da bei momenti e ottima compagnia!

Come vi accennavo nell'ultimo blog, ai primi del mese ho ricevuto la sempre graditissima visita del mio amico Giuseppe. A differenza delle altre volte, in quest'occasione si è fermato da me e ne abbiamo approfittato per fare un po' di giretti per il nord dell'isola. Tra queste escursioni, una davvero particolare tra Icod de los Vinos e Los Silos.

 

Sabato otto luglio, infatti, siamo andati alle nozze di Abigail e Miguel, due carissimi amici della città BODATEIDE

del Drago nella quale durante il pomeriggio si è celebrata la cerimonia religiosa. In serata, invece,

abbiamo festeggiato in un bellissimo ex convento a Los Silos. Erano quasi dieci anni che non andavo

ad un matrimonio ed era la prima volta che lo facevo qui in Spagna.

E devo dire che mi sono divertito davvero tanto. E allora auguri agli sposi e complimenti vivissimi per avere organizzato una gran bella festa.

E poi è stata una buona scusa per passare un sabato in modo diverso e per rivedere amici che non vedevo da un bel po' e conoscerne di nuovi.

Non contento, nello stesso fine settimana e più precisamente il giorno dopo, mi sono concesso un'altraSAN BENITO2017

bella giornata di festa in occasione della Romería de La Laguna che non mi perdo mai.

È una delle mie feste preferite e senza dubbio la mia Romería preferita. Purtroppo Giuseppe non ha

potuto accompagnarmi perché ci siamo dovuti salutare in tarda mattinata visto che aveva (male;)

prenotato il suo volo di ritorno per il giorno seguente alle nozze senza consultarmi.

Gli avrei detto di aspettare almeno fino al lunedì affinché potesse partecipare alla sua prima Romería... sarà per la prossima volta!

Anche perché il nostro turista abituale e rimasto stregato da una canzone che è un autentico inno del Carnevale o di qualsiasi festa sull'isola. Ovviamente sto parlando di Marejada, la canzone definitiva ;)

Forse sto esagerando, ma è impossibile non farlo quando si parla di una canzone che fin dalle prime MAREJADA

note e ancora di più dalle prime due frasi del testo è capace di trasportarti, ovunque tu sia, in piena

calle San José alle quattro del mattino di una nottata di Carnevale e dunque ad uno stato di euforia

ed esaltazione impressionante. Quando ne parlo in questi termini le reazioni degli amici di qui sono

di due tipi: o mi dicono che sono il più canario dell'isola o altri (pochi) che esagero.

 

E allora starete pensando che ho influenzato Pepe e, invece, non ho colpa della sua nuova ossessione. Il giorno dopo il matrimonio, in piena resaca, mi fa: "Com'era quella canzone che ieri sera ha rivoluzionato la gente?" Ed io, mi lancio a cantare: " Mi destino fue quererte, mi pecado conocerte..."

E da lì, l'ha messa su youtbe e l'ho dovuta ascoltare una quarantina di volte!

Ho provato a consigliargli altre hit del Carnevale a mo' di disintosiccazione, ma lui imperterrito mi diceva: "Bella, però meglio l'altra!" e la rimetteva per l'ennesima volta!

Tanto che alla fine, stanco di Marejada (io, chi l'avrebbe mai detto? ;) in piena resaca ho deciso di CORREDOR

andare a correre una mezz'oretta per scappare da una delle mie canzoni preferite ;)

Quando, dopo una mezz'oretta, sono tornato, Pepe era ancora nel loop dal quale è uscito solo una

volta a Milano, dove l'effetto svanisce perché la Marejada non si ascolta, ma si vive e qui in mezzo

all'oceano è impossibile non farsi coinvolgere e sconvolgere da quel sentimento.

E a questo punto vi allego il link per farvi fare una prova: https://www.youtube.com/watch?v=TfT89_QQmDg


Ascoltatela dovunque siate e poi riascoltatela e vivetela qui sull'isola magica e noterete la differenza. Provare per credere! Ogni scusa è buona per venire a Tenerife! ;)


E visto che stiamo parlando di musica, vi racconto di due concerti che ho visto durante il seguente fine settimana.

Il venerdì sono andato ad un bel concerto gratuito di un gruppo senegalese nella piazza davanti   MAPAS2017

all' Auditorio di Santa Cruz nell'ambito del MAPA, un festival itinerante di arte, teatro e musica che

offriva varie performance durante tutto il fine settimana e per tutta la città.

 

E sabato, invece, mi sono diretto a La Orotava dove ho assistito per la seconda volta ad un concerto del maestro cubano Pablo Milanés.

Gran bel concerto anche questo anche se devo dire che mi era piaciuto di più quello di due anni fa dello stesso artista.


Ma non è stato un mese di soli concerti, ma ovviamente, come ogni buon luglio che si rispetti, di mare CHIRINGUITO

e spiaggia e di mojito in chiriguito in riva al mare. Per esempio a El Médano dove ho passato una bella

giornata in compagnia di Sandra, una mia amica e collega professoressa di spagnolo, e due sue

studentesse molto simpatiche e da poco tempo sull'isola.

 

Perché una delle cose belle che ti offre questo paradiso è anche la possibilità di conoscere gente che arriva da tutto il mondo con il suo carico di simpatia e di esperienze e così, improvvisamente, ti ritrovi a provare a capirci qualcosa in mezzo ad una conversazione in polacco! ;)


Luglio, quindi, mese di mojito, ma anche di cañas.

La traduzione letterale è birra alla spina, ma è l'equivalente del caffé italiano, ovvero una scusa come CANAS

un'altra per vedersi con gli amici, soprattutto con quelli che non vedi da tempo. Perché il famoso

"Tenemos una caña pendiente" (Abbiamo una birretta in sospeso) si è trasformato nel mese di

luglio nella scusa ideale per rivedere dopo qualche mese Yaisa, Jacobo e Leti. Nell'ordine: vecchia

e carissima amica, vecchio e simpaticissimo studente che vive a Madrid da qualche mese ed ex

studentessa che si è prestata a chiarirmi dubbi e darmi delle dritte sulla destinazione delle mie prossime vacanze delle quali vi parlerò tra un mese.

Dulcis in fundo, il fine settimana scorso ho partecipato ad una 10km a Puerto de la Cruz nella quale ho stabilito il mio record personale (51:53) e quindi dopo la corsa mi sono premiato con il Festival della Birra a La Laguna! fiesta de la cerveza1


E allora il consiglio di oggi è: superate i vostri limiti e premiatevi senza limiti!


Un abbraccio,
Nico

(N.R.: Grazie del consiglio, Nico...e Buone Vacanze! :)

 

Viaje por Italia (7) por A de Azcárraga

WORK IN PROGRESS...

(siguiendo el recorrido por Florencia, luego de los Uffizi...por los jardines Boboli...)

El museo Moderno está lleno de pinturas italianas del XIX, lo que equivale a decir que tiene tan limitado nivel artístico como el Moderno de Madrid. Más bajo aún porque la pintura decimonónica italiana fue todavía peor que la española. El siglo XIX, siglo triunfal de la novela, fue un siglo más literario que plástico y, con la sola excepción de la escuela impresionista y alguna individualidad suelta, fue un mal siglo para la pintura.

Todo un siglo de cuadros anecdóticos o históricos, de guardarropía; de pintura pobre de color, convencional y enfática.

sigue...

 

La Laguna (57) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buona estate!

Finalmente ci siamo, no? Quella che, a mio parere, è la migliore stagione dell'anno è cominciata PLAZATFE

da una decina di giorni.

Vi scrivo, infatti, nel primo pomeriggio della prima domenica di luglio dal salone di casa mia mentre fuori c'è una gran bella temperatura anche se non fa troppo caldo. Come al solito non invidio affatto la (povera;) gente dell'Europa continentale che deve continuare a lavorare nei mesi di giugno e luglio con delle temperature africane.

Paradossalmente qui, vicino al continente africano, i venti alisei fanno sì che il caldo sia facilmente sopportabile.

Che ho fatto nel mese di giugno, a parte godermi il bel tempo e lavorare?

Un bel po' di cose. In onore alla mia mamma potremmo cominciare dal giorno del mio compleanno contraddistinto

quest'anno da vari regali, dei quali uno davvero speciale.

Non so se ve ne ricordate dai blog degli anni precedenti, ma compio gli anni il quattro giugno che trago

quest'anno è caduto di domenica e subito dopo la finale di Champion's League tanto che i due

festeggiamenti si sono sovrapposti.

E si può dire che ho cominciato a festeggiare con qualche ora d'anticipo e in coincidenza con il fischio finale della finale o anche prima perché da un certo punto del secondo tempo era chiarissimo che il mio Real Madrid avrebbe portato a casa la coppa.

Se avete visto la partita, sarete d'accordo sul fatto che nel secondo tempo la Juve è completamente sparita. In ogni caso, onore agli amici juventini per essere arrivati fino in finale.

Ho visto la partita a casa di Teo, un amico de La Laguna, e c'era anche Juan. Entrambi madridisti come me.

Durante la partita un'ottima cena innaffiata da un gran vino e alla fine spumante catalano per festeggiare e per inviare una foto a mo' di presa in giro agli amici del Barça ;)

Dopo per continuare con i festeggiamenti siamo finiti prima al Tin Tin, poi all'Aguere e, infine, nel  BARLAGUNERO

Blues Bar, tre dei migliori locali de La Laguna.

A mezzanotte, quando era già il mio compleanno, eravamo già passati all'arehucas cola e così siamo

andati avanti fino alle quattro del mattino, credo ;) Ho ricordi un po' sfocati della serata durante la

quale come sempre ho incontrato un paio di studenti che si sono resi conto che anche i professori

escono (ogni tanto) la sera.

Quello che ricordo è che verso le nove del mattino mi sono svegliato sul divano di casa del mio amico Juan che mi ha ospitato per qualche ora perché non ero assolutamente in condizioni di guidare. Già sobrio, ma con una resaca impressionante sono tornato a casa dove ho passato la giornata tra il letto e il divano. È che come si dice qui: "quien ha tenido mala noche, no puede tener buen día". Nel tardo pomeriggio, però, ho trovato le forze per andare allo stadio per vedere l'ultima partita in casa del Tete nel campionato regolare.

E qui viene la nota negativa del mese: l'anno prossimo il Tenerife continuerà a militare in seconda divisione. Peccato perché questa volta ci siamo andati davvero vicini.

Dopo avere eliminato il Cádiz nella semifinale dei playoff, il Tete ha perso la finale contro il Getafe. TETE GETAFE

Ho seguito tutte le partite. Quelle in casa in uno stadio tutto esaurito e nel quale si respirava un gran

bell'ambiente e quelle fuori in giro per i bar de La Laguna.

L'ultima e decisiva partita a Getafe, nella periferia di Madrid, l'ho vista con un paio di amici in una

pausa calcistica che ci siamo concessi dal Día de la Música.

Di che si tratta? Una volta all'anno, normalmente a fine giugno, a La Laguna si tiene questa bella manifestazione e allora la

città si riempie di palcoscenici con musica di tutti i generi che suona dalle cinque del pomeriggio fino a notte fonda.

E allora dopo la partita abbiamo bevuto un paio di birre per dimenticare il risultato negativo e in un  PIE PELOTA

sorteggio che festeggiava l'anniversario del Beers, ottima birreria nel centro de La Laguna, abbiamo

vinto un pallone da calcio con il quale ho finito per giocare nel centro storico fino a notte fonda.

Non ci posso fare niente: il pallone è uno dei miei vizi e se vedere calcio in tv o dal vivo mi piace

molto, quando ho un pallone tra i piedi mi dimentico di tutto il resto;)

Un paio di anni fa, sono stato qualche mese con una ragazza particolarmente gelosa e io, che sono una persona fedele, per tranquillizarla le dicevo "devi essere gelosa solo del pallone!" Funzionava, anche se poi la storia non ha funzionato per altri motivi.


Tornando alla festa della musica, mentre percorrevo la calle Herradores palla al piede, sono stato intercettato da un difensore davvero particolare: una simpaticissima collega di lavoro che mi ha visto in versione bambino (leggermente brillo) felicissimo con il suo pallone. E quindi in questo mese mi sono fatto sgamare sia dai miei studenti che dai colleghi ;)


Gli altri due fine settimana del mese, li ho passati soprattutto al sud dell'isola.

Il secondo sabato del mese, infatti, sono andato a FerItalia, una fiera e festa italiana ad Adeje. C'erano moltissimi connazionali e stand nei quali si potevano provare prodotti italiani. Era una vita che non mangiavo un arancino siciliano o un panino con la porchetta.

E poi, ho preso un ottimo caffé napoletano e comprato un paio di bottiglie di vino italiano. Alla fine, visto che ero da quelle parti, sono rimasto qualche ora in spiaggia prima di tornare nel nord dell'isola.


Anche il venerdì e il sabato seguenti sono stato al sud e concretamente a El Médano per la festa diSANJUAN17

San Juan. Si tratta della notte più corta dell'anno e in tutta la Spagna ci sono feste con musica e falò

in spiaggia ed è molto simile a quello che succede sulle spiagge italiane la notte di Ferragosto.

C'era un sacco di gente e dopo la festa mi sono fermato a dormire a Los Abrigos dalla mia amica Sandra.

La mattina dopo mi sono svegliato con calma e mi sono fatto una bella corsetta di circa sei chilometri
TEJITA17

fino a El Médano dove ho fatto colazione e un giretto nel mercato. Il ritorno l'ho fatto camminando e

con una sosta con tanto di bagno nudista alla Tejita, una delle migliori spiagge dell'isola.

Mi sarebbe piaciuto ricominciare a correre subito dopo il bagno, ma ho pensato che tornando più

lentamente avrei concesso a Sandra almeno una mezz'ora in più di sonno ;)


Per il resto in questo mese un po' di lavoro e soprattutto organizzazione delle vacanze di agosto delle quali evidentemente vi parlerò più avanti.

Nel prossimo blog, invece, vi parlerò sicuramente della visita del mio amico Giuseppe e delle nozze BODA

di Abi e Miguel.

Un abbraccio e a presto,
Nico

N.R.: Tanti Auguri e mille grazie, Nico!

 

Viaje por Italia (6) por A. de Azcárraga

 

"...El Museo de los Uffizi, el mejor de Florencia y uno de los más importantes deEuropa, se alberga  

UFFIZI 1

en una hermosa construcción erigida por Vasari entre el Palacio de la Señoria y el río Arno.

El museo se abre a las nueve y media; pero un buen rato antes agaurdaba ya ante sus puertas una

muchedumbre en la que abundaban las mujeres, desde las rubio lino escandinavas hasta el negro

azabache africanas, pasando por alguna amarillas con kimono y otras de piel cetrina envueltas en túnicas color calabaza.

También había bastantes suramericanas y, narturalmente, italianas. Pocas cosas dan idea de la incorporación total del  sexo

femenino a la vida moderna como esta su presencia masiva, tan grata, entre los visitantes de monumentos y museos.

Lo malo de los museos, hoy, son los guías. Moviéndose como sacristanes en su iglesia, irrumpen  GUIA UFIZZI

en las salas al frente de  sus grupos, que les siguen como rebaños atontados y oyen distraídamente

sus explicaciones, dadas en voz demasiado alta, sin consideración a los visitantes que no pertenecen

a su grey. Y si hablan en nuestro idioma o en otro del que entendemos algo, es mucho peor.

Sus explicaciones, en general, son un montón de banalidades sin gracia, dichas de carretilla.

No teman que yo vaya a hacer ahora lo que censuro y empiece a describirles la pinacoteca de los Uffizi. Pero si quiero aludir a cierto aleccionador contraste entre las pinturas flammenca y florentina, que nunca se me había hecho tan evidente como aquí...

Fue al detenerme en la puerta de dos salas contíguas, desde donde podía ver, casi simultáneamente, dos obras maestras:

La Primavera, de Botticelli, y La Adoración de los Pastores, de Hugo Van der Goes

Botticelli y Goes eran de la misma època y pareja edad. Ambos tenían una sensibillidad enfermiza y PRIMAVERA UFIZZI

ambos sufrieron, al final de su vida, una crisis espiritual que al flamenco le impulsó a entrar en

religión y al italiano a sentirse atacado de melancolía y a quemar algunas de sus pinturas en las

fallas que organizaba Savonarola.

Pues bien; pese a la identidad de època y al paralelismo biográfico de ambos artistas, qué estilos UFFIYI 2

tan diferentes los suyos!

Botticelli es el pintor de la coquetería lánguida, de la gracia triste y decadente, de la belleza que se

marchita; Van der Goes es un pintor atento, severo y grave.

La línea de Botticelli es ondulante e hiperestètica --en pintura, creo, no existen curvas de sensibilidad más viva y delicada que las de otro cuadro suyo de este museo, las que dibujan la cabellera de El nacimiento de Venus --. La línea de Van der Goes, rígida y angulosa, es más fuerte. Las pálidas e ingrávidas figuras del italiano, de fisonomía tan extrañamente moderna, son puros arabescos que danzan; los densos personajes del flamenco, lo miso su Virgen y ángeles idealizados que sus pastores de diseño casi naturalista, se mantienen inmóviles.

En cuanto a la composición, suelta y desahogada en La Primavera, aparece arracimada y UFIZZI 3

comprimida en La Adoración, aunque esta segunda obra sea la de mayores dimensiones.

Paradoja explicable, porque la pintura flamenca se desarrollo a partir de la miniatura y la

italiana a partir de los frescos, y de ahí que los cuadros flamencos sean todos poco como

miniaturas ampliadas y los italianos tengan siempre algo de la monumentalidad de los murales, de

los que vienen a ser una reducción.

Entren los flamencos subsiste un eco gótico, perceptible en cierta desmaña en el diseño de figuras, en el modo fragmentario de concebir el cuadro: el grupo de los pastores de Van der Goes casi parece de otra mano; los ángeles del primer tèrmino, de otro cuadro hecho a escala menor.

En las pinturas italianas, mejor articuladas, impera ya la libertad renacentista dentro de una visión más homogénea; su variedad está subordinada a la unidad.

Pero la máxima diferencia entre las obras citadas se halla en el color. El de Botticelli es delgado y pálido, enfermizo; el de Goes, sólido y brillante, como esmaltado. Los intensos azules y blanco de la Adoración, sus rojos vivos y la frescura de sus verdes contrastan fuertemente con el apagado cromatismo de La Primavera.

No trato de decidir qué obra es la mejor: Boticelli conmueve más nuestra sensibilidad intelectual, Goes la plástica. Pero sí me atrevo a asegurar que, en cuanto a riqueza de color, Van der Goes supera a Botticelli. Y, generalizando, que los flamencos fueron  en tal aspecto superiores a los florentinos.

Otro día, en una tarde cálida y luminosa fui a ver el sgundo gran museo de Florencia, la galeria Pitti. PUENTE VIEJO FI

Hube de cruzar el Arno por el puente Viejo, cuyooo nombre está plenamente justificado porque fue 

el único no destruído durante la guerra.

Exclusivo para peatones, este puente es en realidad un callejón formado por las pequeñas tiendas alineadas en ambos pretiles, de los que sobresalen, como las casas colgantes de Cuenca, para proyectarse sobre el río. Su abigarrado apretujamiento rescuerda un poco la Alcaicería granadina; pero las tiendas del puente Viejo son más lujosas, bastante más de lonque haría suponer su ligereza y tamaño.

En su mayor parte exhiben artículos de plata y cuero, joyas, cerámicas y demás productos de trabajo manual en que los florentinos fueron siempre maestros.

La artesanía sigue siendo muy importante en Florencia. En los soportales de los Uffizi, en torno a la plaza del Duomo y, en general, en todas las calles frequentadas,  son muy numerosos los puestos ambulantes, y más todavía las tiendecillas modestas donde se venden toda clase de objetos y los consabidos souvenirs.

En el centro del puente Viejo hay un pequeño espacio sin tiendas , un soportal donde se halla la TARGA DANTE

inscripción de unos versos de Dante. Ya había leído, en la lápida de una calle cercana a mi hotel,

otros versos delpoeta alusivos a esa misma calle, por la que vió alejarse a Beatríz. Los italianos

recuerdan a los hombres ilustres constantemente, en especial al más grande poeta-filósofo de Italia y del mundo. (...).

Cruzando el puente seguí por la via dedicada a Guicciardini, otro florentino ilustre, embajador ante Fernando el Católico y también historiador -- al que tradujo a nuestra lengua nada menos que Felipe IV --; y al final desemboqué en la plaza Pitti, donde se halla el palacio de tal nombre, el más colosal de la ciudad y de aspecto un tanto  carcelario.

Brunelleschhi dispuso en su fachada ese aparejo de sillares rústicos que ha quedado típico de los palacios renancentistas -- como el de Carlos V en Granada --y que hace jugar muy bellamente luces  y sombras en los muros.

Pero este aparejo, en palacio tan macizo como el Pitti, acrecienta su aire adusto. Durante varios PITTI FLORENCIA

siglos fue mansión de los Medici y hoy alberga la Galeria Pitti y el Museo de Arte Moderno.

 

 

 

...SIGUE!

 

 

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