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REGISTRO DE OBRAS

EigenLab...por el Exploitpisa

Todos tenemos nuestra vena rebelde. Quien diga lo contrario niega el dicho: "la vaca no recuerda que fue ternera".

Así, sin juzgar a nadie, publicamos un resúmen de articulos del Exploit, agradeciendo al joven Antonio que nos proporcionó el sitio web y el material con la información (aquí resumida) y poster. Tenemos en la Redacción amplio respeto por la libertad de expresión; los jóvenes necesitan mostrar sus inquietudes y ganar experiencia de vida. Todos pasamos por ello, leed vosotros mismos la Version Española

EXPLOIT
"Exploit è un aula autogestita da studenti e studentesse dell'Università di Pisa: l'aula studio è libera 
e aperta a tutti, con gli

orari che vengono decisi di chi la vive (anche quando gli altri spazi studio "ufficiale" hanno già

MATEMATICAchiuso). Ci piace condividere i nostri saperi costruire de nuovi: per questo confrontiamo

continuamente i nostri studi e le nostre conoscenze, che spaziano in tutti gli ambiti.

Abbiamo creato una biblioteca con testi, didattici e non, appunti, e un archivio digitale di libri che

puoi stampare e rilegare nell'angolo stampa: in queste modo puoi contribuire al sapere colletivo e

sfuggire al ricatto dell'editoria/copisteria.


È insomma il posto ideale per mettere insieme una voglia di sapere senza confini e la spinta a disfarsi di una routine schiacciata tra libri e mensa: dopo un seminario autogestito puoi trovare qualcuno con cui socializzare durante la pausa-caffè nello spazio relax.


Tra le attività organizzate ci sono anche cineforum, aperitivi e spettacoli teatrali. Ad Exploit puoi evadere dalla routine e proporre le idee che pensi siano interessanti o utili per continuare a tenere vivo lo spazio.

EigenLab
Eigenlab è un hacklab, un'officina ribelle che fa propri e diffonde i concetti e le pratiche di autoformazione. HACKER

Quando si pensa alla parola „hacker" forse la prima cosa che viene in mente è l'immagine stereotipata del ragazzo pallido e magrolino che perde notti davanti ad uno schermo per fare

qualcosa di illegale o molesto.

L'hacking non è solo questo, è esplorazione della realtà virtuale e fisica, desiderio di conoscere,

creare e condividere. Essere un hacker vuol dire aver voglia di capire come funzionano le cose, scovare i meccanismi che regolano il mondo che ci circonda, non solo in ambito informatico.


Riuscire a riparare e utilizzare un vecchio computer al massimo delle sue possibilità; trasformare da rifiuto a oggetto funzionante una stampante che era stata programmata per „rompersi" dopo un certo numero di stampe, costruire una rete di comunicazione che sia libera e descentralizzata, e non soggetta a controllo e censura, discutere le tematiche ambientali e annalizzarle criticamente, fare un orto autogestito. Tutto ciò è hacking ed e aperto a tutti e tutte.


I proggetti di Eigenlab

Abbiamo creato il nostro orto urbano: l'eigenOrto.


È un orto autogestito completamente biologico e coltivato con semi di origine locale reperiti da PLANTITA

produttori della rete GAS e coltivatori locali.

Con esso lottiamo per una reale democrazia della terra, ritornando in prima persona alla gestione

localizzata della produzione del cibo.


Nel Laboratorio eigenWare recuperiamo vecchi pc ed altre apparecchiature elettroniche e li riutilizziamo per costruire i nostri server ed altri strumenti, come il compresore do-it yourself.

Inoltre ci autoformiamo e diffondiamo i saperi come possibile, condividendoli sul nostro wiki, o curando il centro-stampa allo spazio Exploit, oppure tenendo seminari, come fatto alla Settimana Scientifica del Liceo Dini di Pisa.


EigenNet è una rete wireless a maglia che stiamo costruendo a Pisa. A maglia significa che soui nodi hanno tutti la stessa importanza e sono amministrati dagli utenti stessi che fanno parte della comunità-rete.


La struttura è quindi orizzontale e non esiste un percorso preferenziale per i dati, rendendo quasi impossibile il controllo e la censura. Chiunque ha la possibilità di aggiungere un'antenna ed entrare a far parte della comunità, e accedere alla rete e a suoi servizi autogestiti, seguendo i principi della community.


Qualcosa del Genere
L'anno scorso abbiamo deciso, fondando „Qualcosa de (L)Genere", di aprire uno spazio di discussione che ci permettesse di parlare dei rapporti che esistono tra il governo delle vite e le espressioni della sessualità, i rapporti di potere tra i generi, il modo in cui questi diventino anche rapporti di forza economici.


Il femminismo, per noi, non è un modo per castigare il linguaggio e bacchetare chi dice parolacce, ma un modo per esplorare percorsi di liberazione individuali e colletivi, nel sesso come nel lavoro, perchè riapropriarci della creatività della nostra performance di genere ci sembra il modo migiore per gestire i nostri corpi e i nostri piaceri autonomamente.

Per questo abbiamo contestato i vari movimenti (...) che pretendono di legiferare nelle mutande degli altri (...) con tante e tanti in piazza che hanno manifestato il loro dissenso.


Siamo contro ogni chiusura identitaria: contro la categorizzazione rigida che ci vuole per tutta la vita etero, omo o bi-sex, uomini o donne, scelgliamo il queer come possibilità di re-invenzione continua dei nostri affetti, piacere, relazioni."

De: Exploit eigenLab 2015-16

LargoBruno 2 (davanti Matematica).
www.exploitpisa.org www.eigenlab.org

(Resúmen y traducción libre de la Redacción del Blog)

 

La Laguna (39) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

 

Ciao a tutti e buon anno nuovo!

Vi scrivo, infatti, in questa prima domenica del 2016 seduto sul divano del salotto di casa mentre la lavatrice fa il suo sporco lavoro;) Si tratta di un modo come un altro di iniziare a "produrre" in questo anno nuovo dopo i festeggiamenti e le vacanze degli ultimi giorni.

Che cosa ho fatto a Capodanno? Si può dire che il mio Capodanno è cominciato il trentuno mattina ed è finito l'uno sera.

L'ultimo giorno dell'anno scorso, infatti, sono andato a Los Cristianos a trovare i miei amici Pepe ed  ELMEDANO

Eli (di nuovo in visita) ed a fare l'ultimo bagno dell'anno. Poi, dopo una bella siesta pomeridiana,

siamo andati a cena al Médano dalla mia amica Sandra.

Dopo cena, siamo scesi in Piazza al Médano per aspettare la mezzanotte lì e ballare un po' al ritmo dell'orchestra che suonava dal vivo accanto alla spiaggia. In realtà, non ci siamo rimasti molto perché la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e forse anche gli anni che passano ;)

E allora il primo giorno dell'anno è iniziato relativamente presto con sessione di spiaggia e primo bagno dell'anno nuovo a Los Cristianos.


Fino a qualche anno fa riuscivo perfettamente a combinare una serata in giro per bar e discoteche con il giorno dopo in spiaggia, ma ora, normalmente, se faccio una cosa non faccio l'altra e, tendenzialmente, se devo decidere tra le due opto quasi sempre per una bella giornata di mare. Come dicevo prima, anche a Tenerife si invecchia;)


Tornando al Capodanno, dopo il mare siamo andati a pranzare in quello che forse è il miglior ristorante libanese dell'isola. Si chiama Habibi ed è sul lungomare de Los Cristianos. Abbiamo mangiato molto bene e tra l'altro lì ho rivisto una mia vecchia vicina di casa marocchina di qualche anno fa, di quando condividevo l'appartamento in un'altra zona de La Laguna.

È stato un piacere rivedere Maria e sapere di lei e di come è cambiata la sua vita negli ultimi anni. Mi parlava, infatti, della sua nuova casa nel sud dell'isola, di suo marito e di sua figlia e, soprattutto, sembrava molto felice. Mi fa davvero piacere per lei!

Se, invece, volete sapere di altri ristoranti libanesi sull'isola, vi consiglio il Libano a Santa Cruz e il Malak a La Laguna. La cucina di questo paese è una delle mie preferite e se non l'avete mai provata, ve lo consiglio vivamente.


Dopo un ottimo tè libanese e l'inderogabile siesta, ci siamo diretti a Las Galletas, un piccolo paesino un LASGALLETAS

po' più a nord di Los Cristianos, dove abbiamo fatto una bella passeggiata durante la quale abbiamo

potuto goderci dei magnifici panorami. Da una parte si vedeva il Teide e dall'altra il tramonto sul mare.

Il tutto all'interno di un piccolo e caratteristico porto di pescatori. Mentre passeggiavamo ho ricevuto la chiamata per gli auguri di mia sorella e quando le ho descritto ciò che vedevo durante la mia passeggiata,

lei, poveretta, mi ha detto che da casa sua, nella provincia di Brescia, si vedeva solo, testuali parole "nebbia a destra, nebbia a sinistra, nebbia davanti e nebbia dietro" ;) Abbiamo, poi, concluso la serata con una cena a base di pesce in un bel ristorantino sul mare gestito da un simpatico signore cubano.


Il giorno dopo, e cioè ieri, invece, abbiamo fatto una bella gita nel nord dell'isola. Pepe ed Eli sono passati a prendermi da La Laguna e da qui ci siamo diretti a casa di due carissimi amici, Abi e Miguel, a Icod de los Vinos.

Dopo un breve caffè nel loro nuovo e bellissimo appartamento abbiamo iniziato un bel giro turistico  ICOD

tra calette e scogliere a strapiombo sul mare con tanto di mini passeggiata in mezzo alla natura.

Niente bagno questa volta, ma ho ancora negli occhi l'emozione di vedere il mare del nord dell'isola

in tutta la sua forza. Di lì siamo ritornati a Icod, ma non a casa di Abi, bensì dei suoi genitori che ci hanno offerto un'ottima

cena a base di carne alla brace e con la tortilla più grande che io abbia mai visto. Il tutto in una casa rurale dalla quale si

vedevano le stelle nella parte alta di Icod de los Vinos.


Dopo tutti questi giri negli ultimi giorni, potete ben capire che oggi ho voglia di starmene un po' a casa a stendere il bucato e a iniziare a prepararmi psicologicamente e non solo al rientro al lavoro ;)

Comunque, oggi non ci siete solo voi a farmi compagnia perché stasera ho invitato un paio di amici a casa per vedere una partita di calcio che può essere molto importante per il futuro del Real Madrid e del suo allenatore Rafa Benitez.

Infatti, si può dire tranquilamente che il tecnico madridista si gioca il posto nella visita di oggi a Mestalla, QUINIELAlo stadio del Valencia. Staremo a vedere. In ogni caso, si prevede una gran bella partita.

E visto che parliamo di calcio, devo dirvi che l'anno nuovo è cominciato bene. Qualche minuto fa ho

scoperto di avere vinto quindici euro con la schedina!

So che non è molto, però è una gran bella soddisfazione per uno come me che ogni settimana ci gioca un euro più per passione nel calcio che per smania di diventare ricco. Comunque, incrociamo le dita sperando che la fortuna continui anche nell'estrazione della lotteria nazionale che avrà luogo tra tre giorni e se possibile, sarebbe bello che la vincita fosse un po' più cospicua;)


Visto che in questo blog, stiamo seguendo un ritmo cronologico inverso, vi starete chiedendo cosa ho fatto durante la prima parte delle feste e nella prima parte del mese. In realtà, molto poco.

Dicembre, almeno fino al ventidue, è stato un mese di intenso lavoro e negli ultimi giorni dell'anno scorso ho soprattutto riposato e visto un bel po' di film sia a casa che al cinema.

Tra gli altri, vi consiglio "Ocho apellidos catalanes", sequel della fortunatissima "Ocho apellidos vascos" APELLIDOS

che aveva ricevuto l'anno scorso un successo incredibile ai botteghini di tutta la Spagna.

Si tratta di due commedie sullo stile di "Benvenuti al Sud" o "Benvenuti al Nord" che giocano sugli

stereotipi esistenti sui caratteri degli abitanti delle diverse regioni del paese.

Il film mi è sembrato molto divertente anche se non tanto come il primo perché sapete come si dice,

no? Il primo panino è sempre il più buono;)


Cinema a parte, ho approfittato del tempo libero per fare un po' di mare e per visitare alcuni amici che non vedevo da tempo. In molti casi queste due attività andavano in contemporanea tanto che ho passato quasi più tempo nel sud dell'isola che a La Laguna ;)

Per quanto riguarda gli amici, tra gli altri, ho rivisto Dionisio, un mio vecchio compagno di appartamento venezuelano, che mi ha raccontato delle sue due settimane di vacanza in Italia nel mese di dicembre.

È stato a Bologna, Firenze, Venezia, Torino e Milano e si è divertito molto ed anche per me è stato molto interessante sentire parlare del mio paese da un mio amico che l'ha vissuto da turista. Inoltre, mi ha portato i saluti di un sacco di amici in comune che abbiamo in quelle città e mi ha raccontato un po' di loro e delle loro vite.


E io continuerò a parlarvi della mia a fine mese nel prossimo blog, nel quale vi parlerò di un'altra visita speciale che riceverò nei prossimi giorni. Curiosi, eh?

Un abbraccio e un'altra volta buon 2016 a tutti, belli e brutti!!!

Nico

(Grazie Nico e tanti Auguri de un bellissimo 2016!)

 

Toulouse Lautrec a Palazzo Blu per S. Lucarelli

Toulouse Lautrec a Palazzo Blu, collaborazione de la Dtt.sa.  S. Lucarelli nelle ultime settimane della mostra a Pisa...

VERSIONE SPAGNOLA

Un grafismo di slancio (voul au vent), una intonazione paradigmatica, una sciarada, la dove si unisce la BLU3

vita con il sogno.
Forse c'è una spunta di grafismo orfico, quando si naviga nella Parigi di fine secolo, piena di sogni per il

futuro.

L'Orfeo è un piccolo uomo: Henri che intraprende il suo viaggio ed esplora ; uno scandagliatore di un mondo incantato, quello che prcede la „Belle Epoque".


Da non sottovalutare anche l'aspetto della „Tenebra" in cui si muovono, nella notte parigina , le  HENRI 2

„figlie della gioia" ed i „clienti" con loro.

Un dinamismo formale ed intuitivo da ricondurre alle linee esistenziali ed essenziali di un colore,

finalizzato a creare uno stato di movimiento.
I colori essenciali e puri, il segno che crea l' estetica semantica, che scrive e d-escrive il soggetto fine a se stesso. È un élan vital (slancio vitale).


Delineatore e persecutore degli attimi fluidi, navigante in un contesto di confine, tra ilvecchio ed il  HENRI 3

nuovo secolo, Henri muore nel 1901 all'età di 37 anni.


Pochi, anzi pochissimi per pronosticare se, ppiu tardi, avesse potuto aderire al futurismo.
Dove avrebberonpotuto portarloni contatti conn Apollinare?

Probabilmente nei punti chiave della scomposizione della luce, da Seurat, a Picasso, a Boccioni.

L'affiche poteva essere il punto di partenza anche dei Fauves, ma la morte di Toulouse Lautrec si pose come l'interruzione della correbte creativa. Eppure...penso sempre ad Henri come ad uno „spartiacque", un „Mosé" della pittura e del seglio che dilata ed apre il „mare magnum" dei movimenti artistici, nati dopo la sua scomparsa, che da l'ispirazione ai posteri per la modernità degli stili sucessivi.

Quella linea cosi pulita, netta, è totalmente incisiva da condurci, come in una sorta di „fil-rouge", tra tocchi di colore gialli, rossi, blu, fino ai quadrati di Mondrian.


Proiezione autentiche, come quelle cui ci troviamo di fronte, che riproducono la „Villa Lumiere", con pellicole originali dell'epoca.


Come se, da quelli schermi, se aprisse una porta nel passato, e noi, catapultati da una sorta di macchina HENRI

dil tempo, riviviamo le atmosfere, i brividi, le emozione di oltre un secolo fa.


La gente che passeggia per i boulevards, la Tour Eiffel in costruzione, poco prima dell'esposizione

Universale.


Un altra „Expo" abbiamo visuto oggi, ma nonsotante tutto il „fil-rouge" continua ad unirci ancora, senza soluzione di continuità tra un secolo e l'altro.


E lui, Henri, il piccolo-grande uomo, il gigante delle intuizione, un dolore turchese ci affida: dolce, delicato, estivo, una percezione estensiva, come una carezza nostalgica.

Con le lettere del nome Henri di Toulouse Lautrec ho povato , anagrammando, a comporre frasi diverse; ne è nato questo resultato, quasi una poesia:


„Or lui che duol resta tenue  HENRI 4
lui a te un dolore turchese...
sei lutto e re che urla nudo"

Quanta forza emotiva e quanta regale dolcezza!

Sandra Lucarelli
Novembre 2015 Pisa

 

 

"Migrantes", a propósito de Flaviano Bianchini

Clandestino verso il sogno americano

Due giorni di galera in un luogo sconosciuto, un numero indefinito di assalti da parte di bande criminali e "legali". E poi la fame, il freddo, il caldo, la sete, la foresta, le montagne, il deserto e un muro da superare, da abbattere. Ma anche la solidarietà e l'amicizia di un popolo straordinario e di compagni di viaggio che, come lui, cercano il sogno americano. Grazie alla sua lunga esperienza in America Latina, Flaviano Bianchini si trasforma in Aymar Blanco e intraprende il viaggio che migliaia di persone affrontano ogni giorno per raggiungere quel sogno effimero che è al di là del muro.

 

Flaviano Bianchini si è laureato in Scienze e Tecnologie per l'Ambiente e la Natura e ha conseguito un master in Diritti umani e gestione dei conflitti presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.

Dopo aver lavorato nel campo dell'educazione ambientale, dal 2005 si occupa di cooperazione   FLAVIANO 1

internazionale e diritti umani principalmente in America Latina. Nel 2007, in collaborazione con

Amnesty International, ha promosso una campagna sulle violazioni dei diritti umani legate

all'estrazione mineraria.

È referente dell'area tematica sull'America Latina di Peacelink (www.peacelink.it).

Appassionato di viaggi, e di montagna in particolare, ha visitato molti Paesi e percorso una ventina di catene montuose, tra cui il Karakorum in Pakistan. Nel 2009 un suo racconto, "Con il sole in faccia", è stato selezionato dalla giuria del premio Chatwin per la pubblicazione. Nel 2010 "In Tibet. Un viaggio clandestino", pubblicato con BFS edizioni, ha ricevuto la menzione speciale del Premio Chatwin "Viaggi di carta", miglior libro di viaggio dell'anno.


Verso il sogno americano Migrantes, Flaviano Bianchini nei panni di un clandestino dal Guatemala all'Arizona In 21 lunghissimi giorni Bianchini, "uno a cui, quando distribuivano le fortune della vita, è capitata una delle migliori: un passaporto con su scritto Unione Europea - Repubblica italiana", diventa Aymar Blanco, uno dei tanti migranti che sognano una vita diversa, e che affronta il viaggio attraverso la rotta del Messico.

Clandestino attraverso il Messico, verso il sogno americano

15mila persone sequestrate in un anno. Un quarto di loro è desaparecido. Sei donne su dieci violentate.  FLAVIANOjpg

Tra i 50mila e i 100 mila morti negli ultimi 15 anni. Un morto ogni due giorni solo sul muro della vergogna.

Sono alcuni numeri del massacro dei migranti che dal Sud America tentano di attraversare il Messico per

raggiungere gli Stati Uniti. Fuggono da città in preda a bande criminali, dove ci sono 30 o 40 omicidi al

giorno, da povertà ed esclusione sociale.

 

Flaviano Bianchini, 33 anni, ambientalista e attivista per i diritti umani fondatore della Ong Source International, si è finto uno di loro per raccontare dall'interno la rotta che dal Guatemala porta al sogno americano. Ne è nato "Migrantes.

Clandestino verso il sogno americano", Bfs edizioni. In cui il racconto del protagonista, migrante tra i migranti, si intreccia, sdoppia e differenzia con quello del narratore Bianchini. (Le foto dei migranti scomparsi, presentati dalla Search Commission for Missing Hondurans alla Casa del Migrante in Arriaga, Chiapas) Bianchini, da "italiano. Protetto. Fortunato" diventa così Aymar Blanco, un peruviano di origini basche "senza scudi né protezioni", che sogna un lavoro negli States.

Un clandestino lontano dalla società dell'informazione di Internet, ipad, mobile: "Se loro non sanno non so neanche io".

A bordo della Bestia, il treno della morte Inizia così il viaggio di Aymar, con uno zainetto che contiene l'essenziale, acqua, biscotti, spazzolino e carta igienica, e i soldi nascosti nelle mutande. Ventuno lunghissimi giorni, mezzo di trasporto principale: la Bestia, il nome che viene dato ai treni della morte, dove si viaggia sul tetto o tra i vagoni, costretti a restare svegli (una delle regole del migrante, forse l'unica che Bianchini-Blanco non infrangerà mai) e pronti a saltare giù se il treno venisse fermato da bande paramilitari, narcotrafficanti o dalla polizia messicana, a cui spesso i migranti vengono venduti da chi guida il treno. Perché "le merci e le risorse possono migrare.

Sono le persone che non possono farlo". Il nord del mondo si arricchisce dei prodotti, dei lavorati, delle materie prime del Sud del mondo, ma impedisce alle persone, nate casualmente nel posto sbagliato, di trasferirsi dove le condizioni di vita sono migliori: "Abbiamo globalizzato le merci, non le persone". (Migranti saltano sulla Bestia, il treno che attraversa il Messico) Quel dio sconosciuto "I migranti li ha dimenticati pure dio":

FLAVIANO 3

nel viaggio ognuno è solo e pensa a sé, in alcune situazioni si diventa avversari, in altre il

destino del singolo è legato a quello di tutti gli altri. "Nessuno parla con nessuno" eppure

"tutti sono alla costante ricerca di compagnia". Sul volto la stessa espressione, come un

marchio di fabbrica: "il volto di chi non ha nulla da perdere perché ha già perso tutto",

con un barlume di speranza misto a tristezza e stanchezza.

"Ritorniamo animali affamati, assetati, spaventati" Sottoposti alle intemperie, al freddo, al caldo torrido, alla scarsità di cibo e acqua, sporchi e con i vestiti sempre più logori, con le scarpe buone per tutte le stagioni (Aymar dovrà vedersela con la suola tagliata da un poliziotto), i migranti per un verso si abbrutiscono: "Ritorniamo bestie e come tali ci comportiamo".

Ma a colpire Aymar e la sua "anima" occidentale è la riscoperta del valore di cose essenziali, che troppo spesso nel Vecchio Continente diamo per scontate: "A volte ci si dimentica di che cosa meravigliosa è l'acqua".

Il muro tra Messico e Stati Uniti

Le contraddizioni del Messico, tra narcotrafficanti e solidarietà Nel viaggio uno dei pericoli maggiori è l'assalto di bande paramilitari, come Los Zetas, di gang di narcotrafficanti, poliziotti corrotti o dei minutemen americani, fanatici nazionalisti pronti a sparare a vista contro chi oltrepassa la frontiera. Aymar, insieme a un gruppo di migranti, conosce il carcere, i maltrattamenti e i furti dei poliziotti. Non c'è rispetto per nessuno, donne incinte, anziani e ragazzi sono "carne da macello, di pessima qualità".

Eppure tra tante violenze non mancano toccanti momenti di soldarietà da parte dei più poveri verso chi forse è ancora più sfortunato di loro: c'è chi avvicina il treno con acqua e tortillas e chi divide con i migranti le sue povere cose. (L'arresto di alcuni leader dei Los Zetas, "I talebani") I sogni americani non bastano per tutti Sono tante le storie che emergono nel racconto di Bianchini/Blanco. Il sogno di una vita diversa, di un lavoro redditizio, di diventare ricchi e portare negli Usa la famiglia. Di far nascere il proprio figlio in territorio americano, a costo di sottoporsi al viaggio infernale all'ottavo mese di gravidanza. Ma "andare negli Stati Uniti significa solo passare da una forma di sfruttamento a un'altra".

E' il narratore Bianchini a spiegare che la stragrande maggioranza dei migranti si ritrova a lavorare  FLAVIANO 4

nell'agricoltura, per salari da fame, negli slums, "per un padrone che parla un'altra lingua e che si

reputa parte del paese più civilizzato e democratico del mondo". Quello stesso Paese che trasferisce

in Messico la lavorazione di sostanze tossiche e pericolose per l'uomo e l'ambiente, che vengono

lavorate da aziende che non sono sottoposte a normative ambientali, per importare poi i prodotti finiti, e lasciare gli scarti, i

rifiuti, e tutti i rischi, nel Paese vicino, "non di sicuro in discariche ben gestite e controllate".

"Le differenze tra come vivono i migranti oggi - chiosa Bianchini - e come vivevano gli schiavi centocinquanta anni fa sono davvero minime". Attraverso il deserto del Sonora Negli ultimi giorni del viaggio Aymar e altri 23 clandestini attraversano, con una guida locale, il terribile deserto del Sonora. Arriveranno in 20 a Tucson, in Arizona, meta finale, o quasi, del percorso.

"Migrantes" è così una testimonianza dal punto di vista dei migranti di cosa significa avere il coraggio di affermare il diritto a una vita migliore. Un J'accuse. Un tentativo di scuotere le coscienze di noi fortunati verso i migranti del Sud del Mondo, in fuga dalla Siria, dai Paesi africani così come dal Sud America: "Provate voi a vivere in un posto dove piovono bombe a ogni ora, dove decine di persone muoiono ogni giorno, dove le case vengono distrutte, dove la tua famiglia potrebbe sparire da un momento all'altro...perché è meglio morire in mare cercando un futuro, che non morire sotto una bomba che rappresenta il passato".

Ver: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migrantes-Flaviano-Bianchini-nei-panni-di-un-clandestino-dal-Guatemala-all-Arizona-cc6b2512-b487-462b-ad8e-2d7db98afbe3.html

(texto de la presentación; resúmen y adaptación por la Redacción del Blog)

 

La Laguna (38) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buon inverno!


Qualche ora fa, ho parlato al telefono con mia madre e mi ha detto che in Italia comincia a fare davvero freddo.

Qui, invece, le temperature sono ancora più che accettabili e nel sud dell'isola si può ancora andare al mare! Strano? Assolutamente no! Oggi è il penultimo giorno del mese e domani si conclude il mio nono novembre qui a Tenerife e non ne ricordo nessuno nel quale non ho passato almeno un paio di weekend al mare;)

Oggi è sabato, ma, purtroppo, in questo fine settimana non potrò andare al mare perché ho molto LOSCRISTIANOS

lavoro da sbrigare. Devo, infatti, preparare gli esami che i miei studenti sosteranno tra tre settimane.

Perché li preparo con tanto anticipo? Semplice: perché martedì arriva sull'isola il mio amico Pepe che resterà a Los Cristianos per un paio di settimane.

E allora durante la sua visita, voglio potergli dedicare gran parte del mio tempo libero, visto che non ci vediamo da agosto, e per sentirmi un po' in vacanza anch'io!;)

E allora scrivere questo blog è il modo ideale per prendermi la seconda pausa odierna dal lavoro. La prima è stata la conversazione con mia madre che mi ha promesso che una volta in pensione verrà a passare qualche mese qui durante l'inverno per scappare dal freddo e per cucinarmi i panzerotti;)


Ma veniamo a questo mese di novembre. È stato il mese delle visite di Manu, Paulo e Tiziana. Della prima parte della visita di Manu vi avevo già parlato e allora in questo blog vi racconterò dell'ultima serata passata assieme, nella quale, dopo aver mangiato un kebap ci siamo diretti al Blues Bar per prendere una birra. Il problema è che le birre si sono moltiplicate e poi, per colpa di Elena;), un'amica spagnola, sono apparsi anche i cicchetti di tequila bum bum e allora anche le risate si sono moltiplicate;) Il giorno seguente, dopo aver lavorato un paio d'ore, come negli ultimi sabati, ho pranzato con Tiziana e alcune sue amiche.

Chi è Tiziana? È una vecchia amica di famiglia, soprattutto di mio fratello e di mia sorella, che è venuta a fare un fine settimana a Tenerife. È stato un piacere chiaccherare con lei anche perché erano anni che non ci vedevamo.


Anche la visita di Paulo è stata breve, ma intensa. Si è fermato sull'isola, o meglio, a La Laguna per TFN

sole dodici ore. E non sono poche considerando che inizialmente la sua visita non era prevista. Da

circa un mese sta vivendo a Madrid e doveva andare per un paio di giorni a La Palma per lavoro.

Per venire a fare un saluto agli amici de La Laguna ha deciso di perdere volontariamente il volo di

ritorno per Madrid e di prenderne invece uno per Tenerife. E allora è atterrato a Tenerife nord verso le sedici e trenta ed è subito venuto a casa dove, in compagnia di Sergio, Rodrigo ed Elena, abbiamo visto il clásico. Un Real Madrid-Barcelona che passerà alla storia per l'umiliante sconfitta inflitta dalla squadra catalana a quella della capitale.

E quindi questa volta Paulo non ha portato fortuna al Madrid, anzi. Da una partita all'altra. Dopo il clásico siamo andati a casa di Rodrigo dove abbiamo visto una partita del campionato cileno nella quale il mio Palestino ha sconfitto il Colo Colo di Rodrigo. E allora, io per festeggiare e Rodri e Sergio per consolarsi, dopo la partita siamo usciti con Paulo in giro per i bar de La Laguna.

È che ci aveva chiesto il favore di fagli compagnia fino alle cinque di mattina quando sarebbe andato all'aeroporto per prendere il volo di ritorno a Madrid. Dove siamo stati fino a quell'ora? Nel Pirata Brasileiro, un bar del Cuadrilatero, gestito da un brasiliano e da un napoletano, nel quale abbiamo bevuto un numero imprecisato di mojito;) Come potete immaginare, il giorno seguente è stato un po' "difficile", ma almeno era domenica e non avevo lezioni.

E così siamo arrivati a questo fine settimana in cui regna il consumismo più sfrenato. Ieri, infatti,    TF5

era il Black Friday, una tradizione americana che comincia pericolosamente ad attecchire anche qui in Spagna e suppongo anche in Italia. Si tratta di una giornata di sconti su qualsiasi tipo di prodotti, soprattutto tecnologici ed informatici, che in alcuni casi si allunga a tutto il fine settimana.

E allora la gente è praticamente impazzita ed è disposta a stressarsi notevolmente facendo code in autostrada e all'entrata dei centri commerciali. Io, semplicemente, non condivido e quando mi chiedono se ho intenzione di comprare qualcosa in questi giorni o del Black Friday in generale, mi limito a dire che preferisco i Black Sabbath;)

Ma tutto ciò è solo l'inizio della tempesta consumistica che si scatenerà, come tutti gli anni, a dicembre.

Almeno quest'anno non si parlerà solo di regali, ma anche di politica e delle importantissime elezioni  HONGOS

del venti dicembre. Anche se non ufficialmente, siamo già in piena campagna elettorale e i leader 

dei rispettivi partiti appaiono in televisione come funghi in un bosco umido. Ci sono grandi  per

aspettative quelle che molti considerano le elezioni che metterano fine al bipartidismo.

Io non posso votare e mi limito a seguire e a "fare il tifo" per un partito in concreto e a gufare tutti gli altri;)

In ogni caso sono molto curioso di sapere quello che succederà tra tre settimane e soprattutto dopo i risultati.


Tra l'altro la campagna elettorando è fortemente condizionata dagli attentati di Parigi e dagli sviluppi internazionali.

In questa sede, mi limiterò a dire che mi rattrista molto quello che è successo in Francia, dove tra l'altro ho amici, che per fortuna stanno tutti bene, ma credo che sia un po' ipocrita indignarsi tanto per i morti di Parigi, quando due giorni prima c'era stato un attentato in Libano del quale si è parlato moltissimo meno. È vero che qui in Occidente non ci siamo abituati, ma i morti dovrebbero essere tutti uguali e avere la stessa dignità ed essere ricordati nello stesso modo.

 

Il tutto in un clima internazionale molto teso e con la situazione della Siria sotto la lente d'ingrandimento. petroleo 1

La soluzione proposta dal governo francese non mi sembra la migliore e neanche l'appoggio del 

primo ministro italiano ai bombardamenti non mi sembra troppo intelligente. Le parole di Renzi si

devono forse al fatto che l'Italia è un obiettivo sensibile dei terroristi del Daesh, ma la guerra non mi

sembra la soluzione, anzi.

Infatti, la situazione attuale e l'auge dell'Isis si devono in buona parte alla guerra in Iraq di una decina di anni fa. Ma la gente, ahimé, ha la memoria corta e tende a generalizzare considerando in molti casi tutti i profughi, o peggio tutti i musulmani, terroristi. In realtà, la guerra mi sembra che sia solo un modo di risolvere la tensione esistente in Siria e in tutto il medio oriente, tra la coalizione filoamericana e quella filorussa, con l'Arabia Saudita in una posizione, a mio parere, abastanza ambigua.

È vero, infatti, che ufficialmente lo stato degli sceicchi è dalla parte degli Stati Uniti e dei francesi in questa lotta ai terroristi, ma, secondo voi, l'Isis da dove li prende i soldi?

Se volete chiarirvi un po' le idee e vedere gli interessi che ci sono in ballo, vi consiglio vivamente questo video https://www.youtube.com/watch?v=rBNRJTs3Bf0


A questo punto vi lascio e vi do appuntamento al mese prossimo con buone notizie, si spera;)
Un abbraccio,

Nico

 

Día y Noche en Blanco en La Laguna, hoy!

Publicamos para hoy: Día y  Noche en Blanco en La Laguna...para los amigos que nos leeis allí, un saludo caluroso:

 

"La noche en Blanco ha llegado por septimo año. Un día en que el calendario deja constancia de que las artes y las ansias de conocimientos de muchos laguneros y canarias no son meras utopías.

Miles de canarios llegados de todo el Archipélago tomarán las calles del callejero lagunero paraLALAGUNABLANCO2015

encontrarse de lleno con la cultura, que se presentará de una forma dinámica, diurna y

noctámbula, en las más de 150 actividades que tendrán lugar este Día y Noche en Blanco.

Como medio lagunero serio (lalagunaahora.com) y con más de 20.000 seguidores, este sábado contaremos con un nutrido número de colaboradores, los cuales recorrerán los rincones de la ciudad para trasladar a Facebook y Twitter todo lo referente a esta fiesta de la cultura y el comercio.

Si quieres conocer todos los detalles de la Noche en Blanco, sigue las cuentas:

https://www.facebook.com/LaNocheenBlancoLaLaguna https://twitter.com/lnblaguna

Si estás en la calle sube todo a https://www.facebook.com/lalagunaahora?ref=hl y conviértete LALAGUNABLANCO 2

en un colaborador más. Queremos conocer cuál es la actividad que más te gusta, tus imágenes

y recomendaciones de la noche.

 

"Este evento cumple su séptimo año que dista mucho de lo que fue en sus inicios, el aumento de la participación de las distintas instituciones públicas y de entidades diversas del sector han engordado la lista de actividades, hasta el punto de requerir una planificación previa al participante.

Para facilitar la búsqueda de la cita más atractiva, aquí está la programación de la Noche enLALAGUNABLANCO 3

Blanco por Distritos:

https://drive.google.com/file/d/0Bxf6EM2QT8_bczhCOUdRTWx0WjQ/view?pli=1

"

(Tomado de: lalagunaahora.com, resúmen a cargo de la Redacción. Imágenes de la red.)

 

 

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