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REGISTRO DE OBRAS

La Laguna (42) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buona primavera!!!

Vi scrivo nella mattinata di questo primo giovedì del mese di aprile mentre la lavatrice fa il suo sporco lavoro ;)

È che in questo periodo di intenso lavoro devo approfittare di tutti i ritagli di tempo per continuare a godermi il poco tempo libero che ho e a coltivare i miei hobby, tra i quali questo blog. E devo dire che ci riesco abbastanza bene visto che in questo periodo sono particolarmente contento forse perché ho imparato davvero a dare valore alle piccole cose o forse perché faccio un lavoro che mi piace in un posto che mi piace o forse ancora perché sto ricevendo varie visite di carissimi amici.

Disquisizioni sulla mia felicità a parte, in questo blog non posso fare a meno di parlarvi della mia settimana santa passata a Bari.

Ci ho passato otto giorni e come al solito è stato molto bello rivedere parenti ed amici e passare con   PUGLIA

loro del tempo di qualità. Ho rifatto più o meno i soliti giri con alcune piccole variazioni dovute

soprattutto al periodo diverso dell'anno che ho scelto questa volta per la mia visita annuale in Puglia.

Infatti, negli ultimi anni ci sono sempre andato in agosto, mentre quest'anno ho optato per il mese di

marzo e concretamente per la settimana di Pasqua. Le principali differenze evidentemente sono state la

temperatura e la frequenza delle giornate piovose ;)

Almeno secondo me (forse perché non ci sono più abituato;) faceva molto freddo e se le temperatura PASCUA

minime erano comprensibili e quindi sopportabili, quello che più mi faceva soffrire erano le massime

di 12 o 13 gradi al massimo. Perché? Perché con quei valori è molto difficile trovare almeno un

momento della giornata nel quale avere la possibilità di scaldarsi le ossa e l'anima.

E così, appena tornato a Tenerife mi sono fiondato in spiaggia! ;)

Devo ammettere che ho avuto anche fortuna nel senso che l'atterraggio era previsto all'aeroporto sud dell'isoletta gentile verso le quattro del pomeriggio del sabato santo e allora il mio amico Rodrigo ancora in visita in quei giorni mi è venuto a prendere con un costume da bagno e un asciugamano per me nel suo zaino.

Ci siamo diretti a El Médano, la spiaggia più vicina all'aeroporto, dove abbiamo anche potuto prendere MEDANOTRAMONTO

qualcosa da bere con la mia amica Sandra, residente in quel piccolo pezzo di paradiso.

È stato un piacere rivederli, ma, devo ammettere, e spero senza offendere nessuno, che la

sensazione più bella è stata riavere la possibilità di indossare pantaloni corti e magliette a mezze

maniche ;)

Sono già rientrato alla base da quasi due settimane e, anche se il rientro è stato contraddistinto soprattutto da una quantità quasi industriale di lavoro, mi sono riabituato abbastanza rapidamente ai miei ritmi e alla mia vita qui a Tenerife. E come al solito arrivo alla conclusione che qui si vive davvero bene! In particolare, grazie agli amici.

E allora se il sabato abbiamo fatto mezza giornata al sud dell'isola, il giorno dopo io e Rodrigo siamo  SAUZAL

andati a El Sauzal, piccolo e caratteristico paesino del nord dell'isola, dove abbiamo pranzato in una

specie di guachinche con Roi e Gabriela, una coppia di continentali canari di adozione, che poi ci

hanno invitato a casa loro per prendere un caffé e passare ciò che rimaneva del pomeriggio assieme con la scusa di un gioco

da tavola. Come vi dicevo prima, ultimamente sto dando molto valore alle piccole cose e alla compagnia di gente simpatica

ed interessante. Per la cronaca abbiamo giocato a Carcassone, ha vinto Rodrigo e io sono arrivato ultimo, però, soprattutto,

ci siamo fatti un sacco di risate... loro forse più di me, vista la classifica finale;)

Rodrigo si è fermato sull'isola e a casa mia fino a venerdì scorso e spero di rivederlo presto e magari in Cile.

Però sapete come si dice: partito un amico, ne arriva un altro! E infatti da sabato pomeriggio ho un nuovo e graditissimo ospite, Sergio, del quale vi avevo già parlato nel blog precedente e che ha deciso di fermarsi qui a Tenerife per due settimane, tra le altre cose, per risolvere delle questioni burocratiche.

Io, invece, credo che sia venuto a vedere in che condizioni versano la sedia a dondolo e tutte le altre cose FORD

che il mese scorso ha avuto la gentilezza di lasciarmi in eredità. Tra l'altro non ve lo avevo detto il mese

scorso, ma proprio da lui ho comprato a cavallo tra febbraio e marzo la mia nuova macchina.

E allora diamo il benvenuto alla mia "nuova" Citroen C3 e facciamo un minuto di silenzio per la mia ex 

Ford Escort bianca del '98 con la quale ho deciso di comune accordo di mettere fine alla nostra relazione che negli ultimi

tempi erano diventata un po' complicata causa senescenza di entrambe le parti. Scherzi a parte, avevo bisogno di rinnovare

la flotta e, comunque, senza rancore e ovunque tu sia, ti mando un saluto e un ringraziamento per avermi accompagnato in

tanti bei momenti e per la pazienza ;)

Tornando a Sergio, in questi giorni stiamo facendo un bel po' di cose. Per esempio, sabato scorso abbiamo visto assieme ad Elena la vittoria del Madrid nel clásico seguita da cena di celebrazione e gran bella serata nel Blues Bar che ci voleva proprio perché in Italia non ero riuscito a soddisfare la mia voglia di ballare.

A proposito, forse non ve l'ho mai detto, ma, modestie a parte, ballo proprio bene. E non lo dico solo io: BALLO

alcuni miei amici mi definiscono il miglior ballerino de La Laguna ;) Evidentemente dipende dal tipo di

música, ma in realtà credo si debba soprattutto alla mia innata voglia di divertirmi e all'altrettanto

idiosincrasica capacità di non prendermi quasi mai troppo sul serio... anche se i miei amici dicono

semplicemente che sono un pagliaccio e che non ho il senso del ridicolo e, ahimé, credo che abbiano

ragione loro ;)

Con Sergio proprio ieri ho visto anche l'ultima partita del Madrid in Champion's giocatasi in Germania, ma è meglio evitare di commentare il risultato della stessa.

E poi, anche domenica scorsa, con lui, Roi e Gabriela, abbiamo passato un'altra bella giornata nel nord dell'isola con guachinche, caffé in un bar con terrazza panoramica (ma con pessima musica;) e chiusura davanti ad un meraviglioso

tramonto. Per stasera, invece, cinema di nicchia (e gratuito!) presso il Museo de la Ciencia y el Cosmo   MUSEOCIENCIACOSMOS

seguito da concerto jazz nel verdissimo e lussureggiante cortile del Museo de la Naturaleza y el

Hombre a Santa Cruz. Il menù del fine settimana prevede, invece, altro film di nicchia, al TEA e

sicuramente una giornata di mare. Bel programmino, no? Ve ne parlerò sicuramente il prossimo mese.

Per finire questo blog, contraddistinto dalla mia visita a Bari e dalle visite ricevute, non posso non parlare della sorpresa che ho ricevuto da Doramas proprio il fine settimana precedente alla mia partenza per Bari.

Con la collaborazione di Pato, un amico di Siviglia, si è presentato un venerdì sera a casa mia. Gran bel fine settimana anche con lui durante il quale per esempio abbiamo visto Las Palmas-Real Madrid e ho avuto la possibilità di conoscere la sua simpaticissima ragazza, Belinda.

E credo che sia tutto... per il momento!
Un abbraccio,

Nico

 

Giornata Mondiale dell' Autismo

Fonte: La Reppublica.it

Giornata mondiale dell'autismo, nuove speranze dalla ricerca

"L'Empire State Building di New York, la Willis Tower di Chicago, la CN Tower di Toronto, la Burjul Mamlakah –Kingdom

Tower di Riyadh in Arabia Saudita, la Statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro e Palazzo Montecitorio a Roma:

AUTISMO 1

molte parti del mondo tornano a tingersi di blu domani in occasione della nona Giornata mondiale della

consapevolezza sull'autismo, una patologia che è cresciuta di 10 volte negli ultimi 40 anni e che, in base

ai dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, colpisce nel mondo almeno 1 bambino su 160.

 

In Italia, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, oggi si stima che ci sia una prevalenza di circa quattro su mille bambini e che il disturbo colpisca, per ragioni ignote, i maschi 3 o 4 volte più delle femmine.

Intanto, la ricerca va avanti e scopre nuove "chiavi di accesso" per la comprensione di questa malattia. AUTISMO 3

E in tema di ricerca, il network italiano per il riconoscimento precoce dell'autismo, il NIDA, dell'Istituto

Superiore di Sanità ha appena ricevuto due milioni di euro, stanziati dal Ministero della Salute per

finanziare nel prossimo triennio la ricerca, la diagnosi precoce e l'assistenza. Inoltre, il ministro della

Salute Beatrice Lorenzin ha annunciato che nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) «sono inserite

anche le sindromi autistiche, con dei fondi finalizzati pari a 50 milioni di euro».

La Ossitocina.

"Tra le nuove ricerche, ce n'è una sul cosiddetto "ormone delle coccole" che svolge un'importante funzione nella fase di sviluppo neuronale post-natale, influenzando l'attività del neurotrasmettitore Gaba, la cui alterazione è legata a molte malattie del neurosviluppo con sintomatologia autistica.

Lo rivela uno studio pubblicato su Cell Reports, condotto dall'Istituto di neuroscienze del Cnr, dall' università Statale di Milano e Irccs Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano), finanziato da Telethon.

Durante le prime fasi di vita post-natale, il neurotrasmettitore Gaba svolge un ruolo essenziale: all'    OXITOCINA

inizio ha attività eccitatoria, mentre più tardi rende i neuroni meno eccitabili. Il verificarsi di alterazioni

durante questo processo, che avviene in concomitanza con la nascita e viene chiamato Gaba switch,

sembra essere alla base di alcuni disturbi del neurosviluppo, tra cui l'autismo.

El GABA.

"Lo studio ha identificato il modo in cui l'ossitocina modula la tempistica dello switch del Gaba. "In laboratorio - spiega Bice Chini dell'Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) - si è osservato che, in modelli animali sperimentali incapaci di rispondere all'ossitocina perché privi del recettore per questo ormone, si verifica un rallentamento nello switch del Gaba, che rimane eccitatorio per un periodo di tempo più lungo del dovuto".

Secondo i ricercatori, l'ossitocina potrebbe rivelarsi utile a livello terapeutico per compensare queste GABA

irregolarità, soprattutto nelle sindromi genetiche, diagnosticabili in età molto precoce. "Colleghi francesi

dell'Inmed, a Marsiglia - continua Chini - hanno già sperimentato con successo la somministrazione di

ossitocina alla nascita in diversi modelli sperimentali di autismo, ma ancora erano poco compresi i

meccanismi neurobiologici dell'azione di questo ormone nelle prime fasi dello sviluppo post-natale".

 

Microbiota e probiotici.

"Alcuni recenti studi internazionali hanno evidenziato come un'alterazione del microbiota intestinale, MICROBIOTICO

cioè il patrimonio genetico dei batteri che servono al nostro organismo per i processi vitali, sia un

fattore determinante nello sviluppo dei sintomi dell'autismo. "I dati di ricerche nel modello animale,

in bambini con disturbi dello spettro autistico e nei loro familiari - sottolinea Susanna Esposito, presidente dell'Associazione

Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid - hanno dimostrato che sintomi gastrointestinali e

alterazioni nel microbiota sono spesso associati a disturbi neuro-comportamentali nei pazienti affetti da autismo".

 

Il Proietto Si Do Re Mi del CNR a Pisa

"Tradurre" in musica i movimenti dei bambini autistici. E' questo l'obiettivo del progetto 'Si do re mi', SIDOREMI CNR

iniziativa finanziata dalla Fondazione Telecom Italia e coordinato da un team di ricercatori del

laboratorio 'Segnali e immagini' dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Isti) del Cnr di

Pisa. 

"Abbiamo realizzato un innovativo dispositivo informatico che, tramite una rete di sensori, permette di rilevare i movimenti del corpo e di tradurli in suoni e musica", spiega il responsabile del progetto Ovidio Salvetti dell'Isti-Cnr. autismo 5

"L'obiettivo è fare in modo che il bambino, muovendosi liberamente davanti al dispositivo sotto la guida

di un familiare o di un operatore, produca e controlli in tempo reale i suoni da lui stesso generati e,

attraverso questo gioco, migliori il livello di interazione con il mondo che lo circonda".

(...)E proseguire così, anche nelle abitazioni, il percorso riabilitativo dei piccoli pazienti.

(Link: http://www.repubblica.it/salute/2016/04/01/news/giornata_mondiale_autismo-136687202/)

 

 

Pisa, 2017 da domani..!

Y es así como en vísperas del Capo d'anno Pisano, se nos presentan problemas técnicos...!

Restándole importancia al asunto, os ponemos al día con el Programa publicado por Pisa Informa Flash en la recién estrenada nueva pagina web del Comune de Pisa: www.comune.pisa.it

Abajo de cada fecha os ponemos la Version Española, para los despistados que día si y día no nos comentan: "no hay nada que hacer en Pisa"...lo cual, definitivamente en estos días ya soleados, largos y con vistas preciosas sobre el Arno, gaviotas incluídas...queda contradicho y son para fotografiar.

 

Giovedì 24 marzo – Presso gli Arsenali Repubblicani si terrà la cena di fine anno in Stile Pisano, download 10

con “pillole di pisanità”, canti, racconti, poesie in vernacolo (info prenotazioni: 050560932),

organizzata da Comune di Pisa, Confesercenti Toscana Nord, Associazioni storico-culturali della città,

Associazione Amici di Pisa.

Para hoy Jueves 24 en los Arsenales Republicanos (cerca a la torre de Citadella), se tendrá la Cena al estilo pisano, que incluye prelibateses de origen pisano, canciones, poesía en vernáculo pisano, etc. Organizada por diversas asociaciones. 20:00 con Reservas al telf.: 050-560932

 

Venerdì 25 marzo – A partire dalle 10, in piazza dei Cavalieri i festeggiamenti del Capodanno Pisano,SFILATABANDERAPISA

con l'arrivo dei cortei storici e le esibizioni delle associazioni di rievocazione storica. A mezzogiorno l'

annuncio del nuovo anno da parte dei maestri campanari e il lancio dei paracadutisti del C.A.Par. con 

le bandiere di Pisa, del Capodanno Pisano, del Trattato della Storica Alleanza. Alle 15, presso il Canale

dei Navicelli, presentazione e restituzione alla città della Barca verde del Palio di San Ranieri e, a

seguire, tour in battello. Alle 16.30, al Vallo Sangallo, rappresentazione del Palio delle Contrade di Buti.

Mañana Viernes 25: a partir de las 10:00 en la Piazza dei Cavalieri, se festeja esta vez el Capo d'anno; dada la coincidencia con los festejos de Semana Santa, obviamente no se puede entrar en el Duomo. Por lo tanto, teneis la oportunidad de ver el Cortejo Histórico y las exhibiciones de evocación histórica que se presentarán en la ciudad. Al mediodia, como es la tradición, se anunciará el Año Nuevo 2017 con el repiqueteo de campanas y lanzamiento de paraidistas (si el viento lo permite...ésto es una novedad!) con la bandera pisana la de la Alianza Histórica y una desconocida bandera del Año Nuevo Pisano.

A las 15:00 en los canales del Navicelli, se devolverá a la ciudad la barca del Palio de San Ranieri y se hará un paseo en el Arno con el barco (ya que está bueno, inician los paseos en el Arno y ay de mi, los de carrozas con caballos!).

A las 16:30 en el Vallo Sangallo (detras de los muros del Bastione Sangallo): demostración del palio por los del pueblo de Buti.

 

Sabato 26 marzo – La cittadinanza è invitata all'inaugurazione della mostra "Luminara e Gioco del Ponte. Il dietro le quinte: persone, oggetti e lavoro" che si terrà presso il Fortilizio e la Torre Guelfa. Sarà l'occasione per riscoprire un luogo importante per la città, tornato a rivivere grazie ad un recente intervento di riqualificazione. Apertura al pubblico il 26, il 27 e il 28 marzo.

Alle 16.30, Vallo Sangallo, rappresentazione del mazzascudo. La giornata si concluderà in Piazza dei TORRECITADELLA

Cavalieri: alle 21:00 esibizione del Libero Coro Bonamici e alle 21.45 Beata Pisa! Un viaggio tra ladri,

assistenti di volo, giocatori di pallone e altri Santi pisani, spettacolo su testo originale di Federico  

Guerri, ideato per il Capodanno Pisano 2017.

 

Para el sábado estais invitados a festejar desde la mañana: se inaugura la muestra "Luminara y Gioco del Ponte: detrás del escenario" que será en la Torre Guelfa, o sea, la fortaleza de la Citadella. Abierta desde el 26-28. Horario sin definir.

Seguido a las 16:30 por una representación de combate con el Mazzascudo en el Vallo Sangallo; MAZZASCUDO

por las 21:00 en la Piazza del Duomo, un concierto variado, iniciando por el Coro Libero de

Buonamici, la escuela de música. Finalmente sobre las 21:45: Beata Pisa! una narración teatral que se estrena para la ocasión.

Domenica 27 marzo – La serata inizierà con l'allegria della Opus band, per le strade del centro, e proseguirà in piazza dei Cavalieri con il concerto Angel's Blow, con Dimitri Grechi Espinosa. Alle 23, gran finale con lo spettacolo pirotecnico sui Lungarni del centro.

Domindo 27: Iniciará con la Opus Band circulando por las calles de la city y seguirá con un concierto de los Angel's Blow en la Piazza dei Cavalieri. Finaliza con el esperado espectáculo pirotécnico hacia la medianoche en el Ponte del Mezzo.

Lunedì 28 marzo – In Piazza dei Cavalieri, il 2° Concerto del Capodanno Pisano, organizzato dal      FUOCHIPISA

Comando di Tramontana e dall'Associazione Culturale Il Gallo di Borea; a partire dalle 21 si

esibiranno Luca Micheletti e la sua band, Andrea Valeri e Samuele Borsò & Band.

 

Y en la llamada "Pasquetta" es decir, el Lunes 28: en la Piazza dei Cavalieri el segundo concierto del

Capo d'anno, organizado por los amigos del Comando de Tramontana (Gioco del Ponte) y la asociación Il Gallo de Borea. Desde las 21:00 con Luca Micheletti y su Banda, Andrea Valeri y Sammuele Borsò &Band.

Como podeis leer, la fiesta apenas inicia...divertíos, relajaos, y pasadlo bien! Teneis también diversas ofertas en museos, galerias de arte, muestras, cine, comida, Festa dei Camminanti, Marenia, Tirreniacinema, etc.

Benvenuto 2017...!

(www.comune.pisa.it; fotos de la red: google, wikipedia, pisanews, etc)

-Traducido y libremente resumido por la Redactora en Jefe-

 

 

La Laguna (41) per N. Cataldo

Gracias Nico por tu estupendo Blog!

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti!
Come va? Vi scrivo dalla mia "nuova" sedia a dondolo nel primo pomeriggio di questa prima domenica MECEDORA

di marzo, mentre con la coda dell'occhio seguo in tv Eibar-Barça. Che ci faccio in casa? Quelli di voi che

mi seguono da un po' forse hanno notato che nei periodi di molto lavoro dedico uno dei due giorni del

fine settimana alla preparazione delle lezioni della settimana seguente e alla correzione di esami e testi

vari.Normalmente lo faccio il sabato per poi godermi una giornata di riposo la domenica. Questo fine

settimana ho fatto le cose esattamente al contrario perché per oggi era prevista pioggia.

In realtà, c'è un bel sole quasi come quello di ieri, gran giornata di relax e mare.Ho, infatti, passato  TEA

qualche ora di qualità in spiaggia a Radazul per poi andare a cena a casa di alcuni amici. In mezzo,

una gran bella sosta nel TEA (Tenerife Espacio de las Artes) a Santa Cruz.

Forse ve ne ho già parlato, comunque si tratta di una biblioteca aperta 24 ore su 24 tutti i giorni

dell'anno che al suo interno ospita anche un museo e un cinema che ogni weekend offre film interessantissimi in lingua

originale. E allora ieri ho visto "Le grand jour", un documentario sulla vita di quattro adolescenti provenienti da quattro in via

di sviluppo che, grazie allo sport o allo studio, cercano di costruirsi un futuro. Un film bello, commovente e pieno di speranza

che vi consiglio con il cuore in mano.

Per quanto riguarda il mese di febbraio, evidentemente non posso non parlare del Carnevale. Sono  SARDINA

uscito in tre delle sei giornate di festa in strada e in tre contesti totalmente diversi. La mia prima

nottata fuori è stata quella di sabato sei febbraio quando sono sceso a Santa Cruz vestito da

Naranjito, la mascotte dei mondiali di calcio del 1982. In questo modo ho fatto un quadruplo

omaggio: alla Spagna organizzatrice di quell'edizione dei mondiali e mio paese adottivo; all'Italia vincitrice del campionato e

mio paese d'origine; al 1982, il mio anno di nascita; e agli ottanta in generale, tema del Carnevale di quest'anno.

La seconda serata in giro per Santa Cruz è stata quella del mercoledì delle ceneri e dell'Entierrro de la Sardina durante la

quale vestito da monaca sono stato intervistato da un televisione locale, mentre realizzavo un esorcismo ;)

 

E, infine, per la prima volta, sabato 13 febbraio ho fatto una capatina al Carnevale di giorno che mi haCAPERUCITA

sopreso piacevolmente. Per la cronaca in quest'ultima occasione ero vestito da Cappuccetto Rosso ;)


Questo mese di febbraio e tutto l'anno in generale sono contraddistinti dalla presenza del 29 febbraio.

Sapete come si dice, no? Anno bisesto, anno funesto. A me, invece, questa particolarissima data mi è sempre

piaciuta e nessuno può negare che sia speciale.

E allora perché non onorarla facendo qualcosa di, valga la ridondanza, speciale? È già la terza volta che faccio questa riflessione e decido di seguire questa filosofía e fare qualcosa da ricordare per i prossimi quattro anni. E allora cosa ricorderò a fine febbraio 2020 del precedente 29 febbraio? Quest'anno cadeva di lunedì, ma sono riuscito a cancellare tutte le lezioni che avevo in mattinata e ho dovuto lavorare solo nel pomeriggio.

Una volta organizzato il calendario, ho deciso di fare un fine settimana a El Médano, dove mi sono  TEJITA

svegliato il 29 mattina con una ricca colazione davanti al mare, seguita da mezza giornata passata 

in spiaggia con tanto di bagno nella favolosa spiaggia nudista de La Tejita, spiaggia alla quale sono

particolarmente affezionato anche perché è stata la prima che ho visitato a Tenerife. E quindi un ricordo

in più a La Tejita e un ricordo in più di una giornata che viene ogni quattro anni. Chissà dove saremo e

cosa faremo tra quattro anni? Per il momento vi consiglio di pensarci e di iniziare a organizzarvi per

passare un fantastico 29 febbraio 2020 ;)


Nel racconto dell'ultimo mese, manca ancora il resoconto del terzo fine settimana. Si è trattato di un weekend molto tranquillo anche perché era quello inmediatamente successivo al Carnevale. Però, mi sono divertito comunque e, almeno per quanto riguarda il sabato, lo devo alla mia deformazione professionale ;) Si è trattato, infatti, di una giornata molto italiana durante la quale ho visto un film italiano e ho mangiato esclusivamente cucina italiana.

Il film era Mia madre di Nanni Moretti, visto in lingua originale con sottotitoli in italiano evidentemente nel TEA.

Lo stesso giorno del film avevo pranzato presso l'Hotel Escuela di Santa Cruz, un instituto alberghiero PIZZA

che ogni settimana offre un menú di un paese diverso cucinato dagli studenti della stessa scuola.

E allora quando ho visto che c'era un menú con piatti tipici italiani ad un ottimo prezzo ho deciso di

provarlo. E devo ammettere che era buono e abastanza fedele alla tradizione.


Ma, parlando di tradizione, durante quel fine settimana ho scoperto in pieno quadrilatero lagunero Cachos y pizza, una pizzería take away gestita da Enzo. Mi era arrivato il loro volantino a casa e mi aveva attirato l'attenzione la presenza di alcuni piatti molto molto baresi.

Quando ci sono andato con il mio amico cileno Sergio ho piacevolmente scoperto che Enzo è di Bari e allora abbiamo deciso di ordinare qualche panzerotto e un po' di focaccia da portare via. Durante la preparazione e il servizio, parlavo con Enzo e dall'italiano siamo passati poco a poco al dialetto con Sergio che ci guardava come se stessimo parlando in arabo ;) I panzerotti molto buoni anche se non come quelli di mia madre ;) che tra l'altro degusterò tra due settimane. Nel prossimo blog, infatti, vi parlerò della settimana di Pasqua che passerò in Puglia.


Dopo la gran mangiata italiana, la domenica mi sentivo in colpa con la mia terra adottiva e per evitare TEIDE NEVADO

che si sentisse trascurata, ho deciso di rendere visita al Padre Teide completamente innevato. Una

domenica diversa passata in compagnia di un amico venezuelano che ogni anno davanti alla neve

ridiventa bambino.

E anche a me non dispiace avere la possibilità di fare mare e montagna nella stessa giornata ;)
All'inizio di questo blog vi parlavo della mia "nuova" sedia a dondolo e non usavo le virgolette a caso.

In realtà, la comodissima poltrona sulla quale sono seduto è uno dei regali-eredità che mi ha lasciato Sergio che ha lasciato l'isola a metà Carnevale. Giunto a termine il suo contratto lavorativo qui a Tenerife, ha giustamente deciso di andare a vivere in Francia dove da tempo risiede la sua ragazza, Leonor.

Approfitto di questo spazio per salutarli entrambi e per ringraziare Sergio per l'eredità, ma soprattutto per le grandi risate che ci siamo fatti in questi anni e continueremo a farci prossimamente, visto che a fine mese dovrebbe venire in visita per una settimana.

E non sará l'unica visita di questo mese, dato che domenica prossima a quest'ora sarò in spiaggia con Rodrigo, altro amico cileno che si fermerà sull'isoletta in questo inizio di primavera.


Mancate solo voi! ;)


Un abbraccio,

Nico
P.S.: Mancano dieci minuti alla fine e il Barça sta vincendo per tre a zero...

 

Palazzo Franchetti, por M. Giraldo

Situado entre el Lungarno y la via San Martino, os presentamos un resumen del interesante articulo de M. Giraldo sobre el Palazzo Franchetti que alberga las oficinas del Fiume e Fossi en Pisa...

La sede del Conzorzio dei Fiumi e Fossi sira tra Lungarno Galilei e via San Martino, vanta un'illustre storia che è giunta a maturazione nella forma attuale quando, diventata proprietà dell'autorevole casata ebraica livornese i Franchetti, ne fu affidata la ristrutturazione all'architetto Alessandro Gherardesca.


Il palazzo prima di divenire dei Franchetti, e assumere l'attuale veste ottocentesca, aveva subito unaFRANCHETTI 1

serie di trasformazioni nei secoli. Infatti era il prodotto dell'aggregazione di due palazzi

cinquecenteschi, prima case-torri, appartenuti rispettivamente ai Lanfranchi 1 e ai del Torto.

Nel XVI secolo il patriziato pisano per manifestare la propria ricchezza, potenza e cultura, dava nuova forma decorosa e anche più preziosa alle proprie abitazioni, che, a differenza delle "fabbriche" precedenti, risultato di aggregazioni poco uniformi, si caratterizzavano ora per una chiara individualità e per un modello omogeneo che veniva sempre seguito.

Era necessario anche tener presente il forte vincolo costituito dalle preesistenti strutture medievali, e la scarsa disponibilità di risorse dei committenti pisani. Ecco perché gli interventi erano parziali e per lo più "volti all'abbellimento"; ed è proprio su questo elemento che l'ultima erede dei del Torto rivolse la propria attenzione.


La prima attestazione dell'esistenza di due residenze nobiliari risale al 1589, da un atto notarile in cui Nanna di Michelangelo da Forcoli, vedova di Ranieri del Torto, acquista una «casa solariata a tre solai con chiostro, due terrazzi e altre sue pertinenze» posta tra via San Martino e vicolo del Torti, confinante con la dimora di Curtio Lanfranchi 3.


I del Torto, originari di Lari, erano dei pellicciai che avevano assunto straordinario rilievo nel XV FRANCHETTI 2

secolo grazie ai profitti ricavati dalle attività mercantili. A Nanna vedova del Torto, proprietaria

del palazzo in via San Martino, si deve la costruzione nel 1591 del cavalcavia sopra il chiasso

del Torti, che serviva per collegare la sua dimora a quella del Pontolmo.

Tale cavalcavia, caratterizzato da un arco a volterranea, è tutt'oggi esistente, e rappresenta il limite tra la proprietà dei Fiumi e Fossi e quella dei dal Borgo, oltre il vicolo.

 Nelle note delle spese, risalenti al 25 marzo 1595, la vedova annotava di aver terminato la facciata del suo palazzo su via San Martino e di aver fatto realizzare a uno scalpellino cinque finestre al terzo piano, tre al centro, quattro mezzanini e altre quattro finestre al primo piano, per una spesa complessiva di circa seicento scudi. 

(...) La facciata, come veniva descritta nel 1595, differiva da quella attuale in cui solo le aperture del terzo piano si sono conservate nel numero, nella forma e nella cornice di rifinitura in pietra serena. La pietra serena era l'elemento caratterizzante dell'architettura pisana nel XVI secolo che, non ancora sensibile alla moda delle facciate decorate a
graffito, si distingueva per la raffinata sobrietà del rapporto tra i pochi elementi decorativi in pietra o in marmo e l'uniformità dell'intonaco.


L'assenza, sulla facciata, di una perfetta simmetria, speculare rispetto all'asse verticale centrale,       FRANCHETTI 3

confermava la presenza di vincoli di strutture preesistenti. Il palazzo rimase di proprietà della famiglia del Torto fino al 1818, a tale data risultava composto da «tre piani con mezzanini, un terrazzo sopra al tetto, la stalla, la rimessa e il chiostro con fonte, pozzo e pila». Un braccio di fabbrica univa, all'altezza del primo piano, il palazzo del Torto con quello della famiglia dal Borgo, separati dal vicolo del Torti con una volta a botte, che sosteneva la struttura.

A causa di gravi problemi economici e ingenti ipoteche l'ultima erede del Torto, Anna del Torto del Mosca, alienava il palazzo alla famiglia Della Fanteria.

(...) Il palazzo di Curtio Lanfranchi, situato tra via San Martino e il Lungarno, testimoniava in pieno la volontà del proprietario di trasformare la sua antica residenza, frutto probabilmente dell'unione di due case-torri, in una dimora di rappresentanza.

Un edificio a tre piani fuori terra, con due mezzanini, e un seminterrato, costituito da una serie di ambienti coperti con volte a mattoni. Perfetto era l'equilibrio tra i pieni e i vuoti, con sette aperture che si ripetevano in tutti e tre i piani, e le ornamentazioni della pietra serena fiorentina, che scandivano i contorni delle aperture in modo da alleggerirne i profili fino alla sommità dell'edificio. Timpani semicircolari spezzati riquadravano in alto le aperture, accogliendo sopra la porta lo stemma de Lanfranchi, e sulle finestre due anfore.


La famiglia Lanfranchi commissionò ad Agostino Ghirlanda le decorazioni interne della volta della sala al pian terreno e di quella al piano nobile, raffiguranti rispettivamente il Bagno delle Ninfe e l'Olimpo con gli Dei.

Anche le grottesche che decoravano le volte delle scale principali erano di pregevole fattura, testimonianza di come le famiglie pisane, nel XVI secolo, intendevano adeguarsi, pure negli interni, alla magnificenza e al decoro dei più prestigiosi palazzi fiorentini. Curtio Lanfranchi non risiedeva nel palazzo, ma ne deteneva solo la proprietà in quanto nel 1589 imponeva il pagamento di un affitto di scudi centoventi ai residenti della sua dimora.

Nel XVII secolo il palazzo veniva alienato più volte e addirittura contemporaneamente a Antonio Pallavicino di Genova e a Valerio e Camillo Campiglia, per passare poi nel 1629 ai Pucciardi.

Ma il fallimento di quest'ultimi decretava l'alienazione del palazzo al pubblico incanto. Se ne aggiudicò FRANCHETTI 4

l'acquisto Antonio Campiglia, che iniziò una lunga controversia con il "proprietario" genovese. Agli inizi del XVIII secolo il palazzo diventava sede della magistratura dei Consoli del Mare. In una descrizione dell'epoca risultava costituito da «due piani con mezzanini intermedi, cortile, orto, fonte, pozzo, pila, stalla e rimessa, e duplice ingresso da via San Martino e da Lungarno», confinante a levante con vicolo Mozzo detto dei Consoli e con il palazzo di Battista e Antonio del Torto, e a ponente con la Prioria di San Sepolcro.

Alienato nel 1784 prima alla famiglia Balbiani, e successivamente a Giovanni e Felice Galli. Il  lotto nel quale sarebbe sorto il palazzo Franchetti, compreso tra Lungarno a nord, vicolo del Torti a est, via San Martino a sud, le proprietà della Prioria di San Sepolcro a ovest, risultava nel 1783, suddiviso in tre distinte proprietà: i Consoli del Mare, i del Torto e Antonio Mannaioni.

Antonio Mannaioni Inghirlani, nel 1783 possedeva due case in cura di San Martino in Kinzica, confinanti con il Lungarno e con il vicolo del Torti. Una era a due piani, con pozzo e pila, e rimaneva sul retro di un piaggioncino in cui si trovavano trentacinque buche per il grano. L'intera proprietà, piaggione e casa, confinava a nord con via Lungarno, a ovest con vicolo Mozzo detto dei Consoli, a sud con il Cavalier Giovanni Battista e Antonio del Torto, infine a est con vicolo detto del Torti.

L'altra casa di sua proprietà a due piani con terrazzino, orto, fonte, pozzo, pila, rimessa e stalla, sempre sul Lungarno, era separata dalla precedente dal vicolo del Torti, e confinava con il palazzo dei dal Borgo, e col vicolo dal Borgo.
Ad Antonio Mannaioni Inghirlani, succedeva nel 1818 Ferdinando Sbrana, che stipulava un contratto con una duplice servitù «altius non tollendi et nec prospectui nec luminibus officiatur» a favore di Flaminio dal Borgo, per la casa di propria  abitazione posta su via San Martino e confinante con il vicolo del Torti. Tale "servitù" consisteva nella promessa da parte di Ferdinando Sbrana e dei suoi futuri eredi, di non innalzare i muri che cingevano il piaggioncino e di non edificare niente
sullo stesso, inoltre questa sarebbe rimasta in vigore fino a quando fossero esistiti eredi dal Borgo, come confinanti con la di lui proprietà. (...)

Intanto nei primi decenni del 1800 i Franchetti, negozianti ebrei residenti a Livorno, acquistavano una FRANCHETTI 6

serie di beni immobiliari, con l'obiettivo di dimostrare le loro disponibilità economiche e il livello di 

ricchezza da loro raggiunto, non solo a Livorno, ma anche nella vicina Pisa, dove in quegli anni era

possibile acquistare signorili abitazioni nel centro storico a buon prezzo, dotate di giardini, corti, e fontane.

La pianta della città redatta dall'ingegnere Niccolaio Stassi, con l'elenco delle fonti d'acqua pubbliche e private, mostrava che una di esse confluiva proprio nel giardino del palazzo già dei Consoli del Mare, allora dei Galli acquistato poi dai Franchetti.

Abram e Isach del fu Raimondo Franchetti, animati dalla volontà di possedere uno dei più bei palazzi pisani, che era stato un tempo sede del potere economico e simbolo di rappresentanza della Dominante nel territorio toscano, trovarono in questa una dimora, avente un dupliceaffaccio, uno sul Lungarno e l'altro su via San Martino, proprio quello che cercavano.

Agli inizi del XIX secolo quando i Franchetti proposero di realizzare il loro progetto di riunificazione, la proprietà risultava frazionata tra i Galli proprietari dell'ex palazzo dei Consoli del Mare, molto noto per gli affreschi del Ghirlanda; i della  Fanteria, che avevano su via San Martino il palazzo già della famiglia del Torto; la casa d'abitazione e il piaggione di Sbrana, e infine il vicolo Mozzo detto dei Consoli che separava le proprietà Galli-Sbrana. I due fratelli Franchetti iniziavano il loro
progetto nel 1833, acquistando per primo l'ex palazzo già dei Consoli del Mare. Questo era costituito da cantine sotterranee coperte con volte reali, dal piano terra, dal primo piano, da un mezzanino intermedio, e da un secondo piano con soffitti a palco e a volterranea.

La porta d'ingresso del palazzo era sovrastata da un'arme con mascherone e due teste di montone, FRANCHETTI 7

che a quanto si diceva era di «illustre scalpello». Aveva inoltre un cortile con una fontana, il giardino

chiuso tra da due muri alti quaranta pertiche, di grande significato sociale a quel tempo, e un

capannone, con accesso da Lungarno, in cui erano conservati i vasi per gli aranci o i limoni.

Con l'atto del 13 febbraio 1833, Abramo e Isach Franchetti, acquistavano da Ferdinando Sbrana la casa d'abitazione con ingresso su vicolo del Torti, e il piaggione posto sul lato nord confinante col Lungarno La zona dove sorgeva il piaggione era rimasta da secoli non edificata perché, secondo la tradizione era l'area dove un tempo si trovava il palazzo del conte Ugolino della Gherardesca, raso al suolo nel 1288 in occasione della condanna del conte.

L'atto notarile del 1833, che sanciva il passaggio di proprietà da Sbrana a Franchetti, ricordava quell'evento precisando che, secondo la leggenda, quell'edificio sarebbe stato demolito «con l'apposizione solita del sale».

Qualche tempo dopo i due fratelli Franchetti completavano il loro progetto acquistando l'ex-palazzo del Torto, dai della Fanteria a cui era passato nel 1833, e il vicolo Mozzo detto dei Consoli, dal Comune. Il vicolo aveva avuto fino ad allora come unica funzione quella di dare accesso alle case d'abitazione Balbiani, Sbrana e della Fanteria, ma avendo i Franchetti riunite le suddette proprietà, non aveva più ragione di esistere. (...)

Tutti questi edifici di cui Abramo e Isach risultavano proprietari nel 1833 erano talmente dissimili tra loro che la realizzazione di un complesso unitario sarebbe stata possibile solo grazie a un progetto architettonico finalizzato a valorizzare e armonizzare le singole parti.  A questo scopo i Franchetti si avvalsero di uno dei più rinomati architetti pisani del tempo, Alessandro Gherardesca, che con un progetto organico riunificò i due palazzi con fronte su via San Martino e inserì due ali
sporgenti a forma di cavallo protese sul Lungarno. Eliminò così il piaggione, demolì la casa Sbrana, di scarso valore architettonico, così come la limonaia sita su Lungarno, e creò un grande giardino arricchito con piante di diverso genere.


Il progetto di Alessandro Gherardesca Alessandro Gherardesca nel 1838 ebbe l'incarico di coadiuvare l'ingegnere Gaetano Becherucci nella ricerca di una nuova sede per il Tribunale civile, che a seguito del motuproprio granducale del 1838 era stato completamente riformato. Da un unico Tribunale civile vennero fondati tre distinti istituti, il Tribunale criminale per i reati lievi, il Tribunale di prima Istanza per le pene fino all'esilio compartimentale, e la Corte Regia di Firenze per i reati più gravi.

Nasceva quindi la necessità di una nuova e ampia sede per accogliere le nuove istituzioni, essendo quella antica, posta in piazza dei Cavalieri 24 non più sufficientemente ampia, furono così vagliati diversi palazzi pubblici, ma non ne venne rintracciato uno che avesse le caratteristiche esplicitamente richieste dalla Camera di Soprintendenza comunitativa, nominata responsabile dell'intervento; si passò quindi a esaminare i palazzi privati. Tra le numerosi sedi proposte vi furono il convento di Sant'Anna, il palazzo Silvatici, il palazzo Poschi, la chiesa di San Sebastiano con le confinanti abitazioni e il palazzo Franchetti, posto in una felice posizione tra Lungarno e via San Martino (...).

Il palazzo Franchetti, essendo il risultato dell'accorpamento di due dimore, quelle delle famiglie         FRANCHETTI 8Galli e Della Fanteria, presentava delle incongruenze architettoniche e dei dislivelli nei piani di calpestio, ben visibili da via San Martino, per questo motivo la realizzazione della seconda sala per le pubbliche Udienze Civili, da ricavarsi nell'antica casa dei della Fanteria, avrebbe comportato ingenti modifiche strutturali. (...)

I dal Borgo, con la stipulazione della «servitù altius non tollendi et nec prospectui nec luminibus officiatur», dal 1818 erano riusciti a mantenere inalterata la visuale che godevano sul Lungarno, nonostante la presenza di palazzo Carmignani e la casa con piaggioncino di Sbrana. 

Flaminio dal Borgo e i suoi eredi avevano imposto il pagamento di lire diecimila, nel caso in cui i proprietari di dette dimore non avessero rispettato la "servitù di prospetto e di luce", rialzando i muri di confine o collocando alberi nel piaggioncino.

Tale istanza ipotecaria veniva definita "continua e perpetua", fino a quando i dal Borgo avrebbero mantenuto in detto luogo la propria residenza.Nel 1888 Elisa figlia di Abramo Franchetti rinunciava a tutti i diritti dil palazzo in via San Martino, proprietà famigliare dal 1833, e lo cedeva a Vincenzo Ciampolini, ricco imprenditore fiorentino che affittava separatamente

i diversi locali del grande palazzo, composto da una stanza nel sotterraneo, quattordici vani al piano terreno, sette nel mezzanino, diciassette al primo piano, sedici al secondo, e due al terzo.

Uno dei primi locatori del palazzo fu il dott. Felice Bocci, direttore del Consorzio di Fiumi e Fossi,  FIUMEFOSSI 2che già nel 1899 vi si era insediato. (...). Nel 1908 il proprietario iniziava trattative di vendita dell'intero immobile col Consorzio dei Fiumi e Fossi, a eccezione degli affreschi che sarebbero stati asportati a spese e del venditore e che avrebbe altresì provveduto a far realizzare una nuova decorazione nel salone in base ai desideri dell'acquirente dei dipinti. (...)

Il nuovo presidente del Consorzio, il conte Giovanni Tadini Buoninsegni, resosi conto del cattivo stato di FRANCHETTI 5

conservazione delle decorazioni del palazzo dapprima denunciò alla Soprintendenza lo stato

di degrado nel quale si presentavano gli affreschi, poi presentò un preventivo di spesa per il loro restauro stilato dal restauratore Walter Benelli nel 1973. Solo nel 1981 la Soprintendenza intervenne sugli affreschi della volta della prima rampa di scale, raffiguranti scene di amore e caccia di Diana e Atteone. Recenti saggi effettuati sulle pareti dello stabile, hanno riportato alla luce decorazioni, celate da successive ridipinture (...)

 I diversi lavori che si sono susseguiti negli anni, per riparare gli ingenti danni causati dallo scoppio di mine nel 1944, hanno prodotto una trasformazione radicale della sede, un cambiamento d'uso che ha visto una nobile residenza ottocentesca divenire sede di uffici e appartamenti.

Il palazzo Franchetti, sede attuale del Consorzio dei Fiumi e Fossi, ha un alto valore FIUMEFOSSI 1

rappresentativo dal punto di vista architettonico e decorativo, in quanto conserva le pitture del Ghirlanda, autorevole artista seicentesco, e le decorazioni a grottesche, raro esempio di ornamentazione cinquecentesca in Pisa.

(Fonte: "Palazzo Franccheti, una dimora sul Lungarno pisano", marzo 2012. www.ufficiofiumefossi.it)

Foto: della rete, diversi siti on line

 

La Laguna (40) per N.Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti!
Come va? Qui tutto ok, nonostante la resaca, overo i postumi della divertentissima serata di ieri della quale vi parlerò più avanti. Perché, invece, voglio cominciare, o riprendere, da dove vi avevo lasciati un mesetto fa.

Dovete sapere che prima di scrivere un blog, leggo sempre l'ultimo per ricordare un po' com'era stato 014

il mese precedente. E allora, come si dice nei film, "dov'eravamo rimasti?" Il blog si chiudeva con la

promessa di una visita speciale e mi sembra arrivato il momento di dirvi che si trattava di Sylvia, una

mia ex studentessa, ma soprattutto la persona che mi ha convinto a iniziare a scrivere questo blog

più di tre anni or sono e grazie alla quale ho scoperto il piacere della scrittura.

A volte mi capita di rileggere anche blog più vecchi, per esempio qualcuno dell'anno scorso o di due anni fa e devo ammettere che è come mettersi un po' in modalità "Caro Diario".


Tornando a Sylvia, ci siamo conosciuti in quello che è stato il mio primo anno e il suo ultimo qui a Tenerife. È stata mia studentessa presso la Escuela de Idiomas nell'anno accademico 2007/2008 e poi ha deciso di trasferirsi a Pisa. Nonostante la distanza siamo rimasti in contatto nei primi anni, ma soprattutto da quando tre anni fa abbiamo intrapreso questa avventura del blog.

Devo ammettere che all'inizio non sapevo esattamente cosa scrivere o se il blog sarebbe risultato  CHOCOLATES 2

interessante, ma, a quanto pare, lo seguono ogni mese circa ottocento persone delle quali, secondo

Sylvia, la maggioranza sono donne. Non posso negare che questi numeri e il seguito femminile mi

facciano davvero piacere, anche se quando me l'ha detto ne sono rimasto sorpreso. E io che pensavo

di parlare esageratamente di calcio;)

Ma veniamo a questa visita speciale. La curatrice e traduttrice del blog, non è venuta da sola, ma con la sua famiglia internazionale. Lei, sua sorella e la loro madre con tre passaporti di tre nazionalità diverse: spagnolo per Sylvia, svizzero per sua sorella e peruviano per la madre. Mi immagino la faccia del Guardia Civil all'aeroporto quando ha visto arrivare questa famiglia internazionale;)


Causa lavoro mio e poca permanenza sull'isola loro, ci siamo visti solo una volta, ma è stata una   teide002

giornata speciale. Siamo, infatti, andati a rendere omaggio al Padre Teide che anch'io non visitavo

da un bel po', visto che ormai ci vado solo quando viene gente in visita.

Nonostante abbia visitato il Parco Nazionale del Teide molte volte, non smette di meravigliarmi la sua bellezza e imponenza. È uno di quei paesaggi che ti infondono una grande calma e rimettono tutto in proporzione, nel senso che ti ricordano quanto sei piccolo rispetto alla maestosità della natura.

La stessa cosa mi sucede quando vedo l'enorme distesa d'acqua che circonda questa isoletta belissima e fortunata. E allora, se quando vedo l'oceano non posso evitare di sorridere, quando vedo il Teide da qualsiasi punto dell'isola non posso fare a meno di alzare la mano e dire "Hola Papà!"

Sarà per tutta queste poesia che mi seguono le mie fan? Buongustaie! ;) Dopo il Teide, siamo scesi in  GUACHAPP

direzione Puerto de la Cruz e abbiamo pranzato in un guachinche a Santa Ursula. Quindi,

considerando anche il barraquito che ci siamo presi in calle La Carrera a La Laguna prima di salire a

2200 metri, si può dire che ho passato una bella e completa giornata canaria in piacevolissima compagnia.


Cambiando tema (ma neanche tanto), un'altra bella serata l'ho passata a Las Galletas, nel sud dell'isola, a cena (guarda un po') in un ristorante peruviano;) Si trova dall'altra parte dell'isola a una settantina di chilometri de La Laguna, ma è buonissimo e allora ogni volta che per qualche motivo mi trovo da quelle parti, ci faccio volentieri una capatina.

 

In quest'occasione, io e Rodrigo, eravamo andati a prendere la nostra amica Elena che arrivava all' GALLETAS

aeroporto sud e da lì ci siamo diretti a Las Galletas dove con grande piacere le abbiamo offerto la

cena per darle il bentornata e per ringraziarla di averci lasciato per un paio di settimane "la piccola

Ferrari"... alla prossima sicuramente le offriremo anche un mojito... lei capirà;)

Un'altra bella esperienza dal punto di vista culinario l'ho vissuta sabato scorso quando sono andato a cenare in un ristorante africano in compagnia di vari amici tra cui Bill, un etiope che si aggiunge alla lista delle mie amicizie intercontinentali.

La possibilità di conoscere persone prevenienti da tutto il mondo è un'altra di quelle cose che mi piacciono tanto di quest'isola e, se puoi queste nuove conoscenze sono accompagnate da ottimi piatti etnici, anche meglio, no?


Per quanto riguarda il resto del mese, è stato contraddistinto da relax, molto cinema e (ahimé mie care fan;) un po' di calcio.

Ho visto vari film sia al cinema che in tv e tra questi vi consiglio soprattutto "Relatos salvajes", un  THEBIGSHORT

fantastico film argentino che ho visto in tv e "The big short". Quest'ultimo l'ho visto al cinema qui a

La Laguna in versione originale sottotitolata in spagnolo e mi è piaciuto davvero molto.

Il mio amico Pepe mi ha detto che anche in Italia è in questo periodo in sala e quindi non perdetevelo

assolutamente!

Spiega in modo interessante, divertente ed irriverente le cause dell'inizio della crisi del settore finanziario, economico ed immobiliare negli Stati Uniti che poi nel 2008 ha attraversato l'oceano per venire ad installarsi in Europa. Sono due ore ben investite. Datemi retta! Non ve ne pentirete.


Passando al calcio, e in attesa che a febbraio ricominci la Champions' League, si può ben dire che gennaio è stato un mese completo. Sono riuscito a giocare un paio di volte con gli amici, sono andato allo stadio e ho visto qualche bella partita in televisione. L'ultima proprio un paio d'ore fa.

Vi scrivo, infatti, nel tardo pomeriggio del penultimo giorno di questo mese e poco fa è terminata la partita Barça-Atleti. I blaugrana hanno vinto per due gol ad uno e in questo modo raggiungono un vantaggio considerevole proprio sulle due squadre di Madrid. Onore comunque all'Atletico che pur giocando buona parte dell'incontro in inferiorità numerica ha limitato i danni e ha quasi rischiato di pareggiare.

E giacché parliamo di calcio e prima si parlava del blog del mese passato nel quale scrivevo di un  ZIDANE

pericolante Rafa Benitez, non posso non parlarvi dell'effetto Zizou. Il nuovo allenatore del Real

Madrid sembra aver portato con il suo arrivo una ventata di ottimismo e di voglia di fare e di correre

un po' di più da parte dei giocatori. Staremo a vedere quando arriveranno partite più importanti.


Mi rimangono poche linee di questo blog e non vi ho ancora spiegato perché ho la resaca... ieri sera è iniziato tutto con un kebap dal nostro amico turco Samet, accompagnato da qualche birra. Il kebap, non Samet!;) E poi abbiamo passato la serata a ballare, tra un cicchetto e l'altro, nel blues bar. E

ra un bel po' che non facevo serata e devo ammettere che il giorno dopo diventa sempre più difficile con il passare degli anni, però era un'occasione speciale, la despedida de Rodrigo, e alla fine la cosa più importante è che abbiamo aggiunto altri divertentissimi ricordi alla nostra memoria di grupo unito ed affiatato. Che alla fine dei conti, si tratta di inseguire la felicità, no?


Un abbraccio e un gran sorriso,

Nico

 

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