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REGISTRO DE OBRAS

Pisa, 2017 da domani..!

Y es así como en vísperas del Capo d'anno Pisano, se nos presentan problemas técnicos...!

Restándole importancia al asunto, os ponemos al día con el Programa publicado por Pisa Informa Flash en la recién estrenada nueva pagina web del Comune de Pisa: www.comune.pisa.it

Abajo de cada fecha os ponemos la Version Española, para los despistados que día si y día no nos comentan: "no hay nada que hacer en Pisa"...lo cual, definitivamente en estos días ya soleados, largos y con vistas preciosas sobre el Arno, gaviotas incluídas...queda contradicho y son para fotografiar.

 

Giovedì 24 marzo – Presso gli Arsenali Repubblicani si terrà la cena di fine anno in Stile Pisano, download 10

con “pillole di pisanità”, canti, racconti, poesie in vernacolo (info prenotazioni: 050560932),

organizzata da Comune di Pisa, Confesercenti Toscana Nord, Associazioni storico-culturali della città,

Associazione Amici di Pisa.

Para hoy Jueves 24 en los Arsenales Republicanos (cerca a la torre de Citadella), se tendrá la Cena al estilo pisano, que incluye prelibateses de origen pisano, canciones, poesía en vernáculo pisano, etc. Organizada por diversas asociaciones. 20:00 con Reservas al telf.: 050-560932

 

Venerdì 25 marzo – A partire dalle 10, in piazza dei Cavalieri i festeggiamenti del Capodanno Pisano,SFILATABANDERAPISA

con l'arrivo dei cortei storici e le esibizioni delle associazioni di rievocazione storica. A mezzogiorno l'

annuncio del nuovo anno da parte dei maestri campanari e il lancio dei paracadutisti del C.A.Par. con 

le bandiere di Pisa, del Capodanno Pisano, del Trattato della Storica Alleanza. Alle 15, presso il Canale

dei Navicelli, presentazione e restituzione alla città della Barca verde del Palio di San Ranieri e, a

seguire, tour in battello. Alle 16.30, al Vallo Sangallo, rappresentazione del Palio delle Contrade di Buti.

Mañana Viernes 25: a partir de las 10:00 en la Piazza dei Cavalieri, se festeja esta vez el Capo d'anno; dada la coincidencia con los festejos de Semana Santa, obviamente no se puede entrar en el Duomo. Por lo tanto, teneis la oportunidad de ver el Cortejo Histórico y las exhibiciones de evocación histórica que se presentarán en la ciudad. Al mediodia, como es la tradición, se anunciará el Año Nuevo 2017 con el repiqueteo de campanas y lanzamiento de paraidistas (si el viento lo permite...ésto es una novedad!) con la bandera pisana la de la Alianza Histórica y una desconocida bandera del Año Nuevo Pisano.

A las 15:00 en los canales del Navicelli, se devolverá a la ciudad la barca del Palio de San Ranieri y se hará un paseo en el Arno con el barco (ya que está bueno, inician los paseos en el Arno y ay de mi, los de carrozas con caballos!).

A las 16:30 en el Vallo Sangallo (detras de los muros del Bastione Sangallo): demostración del palio por los del pueblo de Buti.

 

Sabato 26 marzo – La cittadinanza è invitata all'inaugurazione della mostra "Luminara e Gioco del Ponte. Il dietro le quinte: persone, oggetti e lavoro" che si terrà presso il Fortilizio e la Torre Guelfa. Sarà l'occasione per riscoprire un luogo importante per la città, tornato a rivivere grazie ad un recente intervento di riqualificazione. Apertura al pubblico il 26, il 27 e il 28 marzo.

Alle 16.30, Vallo Sangallo, rappresentazione del mazzascudo. La giornata si concluderà in Piazza dei TORRECITADELLA

Cavalieri: alle 21:00 esibizione del Libero Coro Bonamici e alle 21.45 Beata Pisa! Un viaggio tra ladri,

assistenti di volo, giocatori di pallone e altri Santi pisani, spettacolo su testo originale di Federico  

Guerri, ideato per il Capodanno Pisano 2017.

 

Para el sábado estais invitados a festejar desde la mañana: se inaugura la muestra "Luminara y Gioco del Ponte: detrás del escenario" que será en la Torre Guelfa, o sea, la fortaleza de la Citadella. Abierta desde el 26-28. Horario sin definir.

Seguido a las 16:30 por una representación de combate con el Mazzascudo en el Vallo Sangallo; MAZZASCUDO

por las 21:00 en la Piazza del Duomo, un concierto variado, iniciando por el Coro Libero de

Buonamici, la escuela de música. Finalmente sobre las 21:45: Beata Pisa! una narración teatral que se estrena para la ocasión.

Domenica 27 marzo – La serata inizierà con l'allegria della Opus band, per le strade del centro, e proseguirà in piazza dei Cavalieri con il concerto Angel's Blow, con Dimitri Grechi Espinosa. Alle 23, gran finale con lo spettacolo pirotecnico sui Lungarni del centro.

Domindo 27: Iniciará con la Opus Band circulando por las calles de la city y seguirá con un concierto de los Angel's Blow en la Piazza dei Cavalieri. Finaliza con el esperado espectáculo pirotécnico hacia la medianoche en el Ponte del Mezzo.

Lunedì 28 marzo – In Piazza dei Cavalieri, il 2° Concerto del Capodanno Pisano, organizzato dal      FUOCHIPISA

Comando di Tramontana e dall'Associazione Culturale Il Gallo di Borea; a partire dalle 21 si

esibiranno Luca Micheletti e la sua band, Andrea Valeri e Samuele Borsò & Band.

 

Y en la llamada "Pasquetta" es decir, el Lunes 28: en la Piazza dei Cavalieri el segundo concierto del

Capo d'anno, organizado por los amigos del Comando de Tramontana (Gioco del Ponte) y la asociación Il Gallo de Borea. Desde las 21:00 con Luca Micheletti y su Banda, Andrea Valeri y Sammuele Borsò &Band.

Como podeis leer, la fiesta apenas inicia...divertíos, relajaos, y pasadlo bien! Teneis también diversas ofertas en museos, galerias de arte, muestras, cine, comida, Festa dei Camminanti, Marenia, Tirreniacinema, etc.

Benvenuto 2017...!

(www.comune.pisa.it; fotos de la red: google, wikipedia, pisanews, etc)

-Traducido y libremente resumido por la Redactora en Jefe-

 

 

La Laguna (41) per N. Cataldo

Gracias Nico por tu estupendo Blog!

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti!
Come va? Vi scrivo dalla mia "nuova" sedia a dondolo nel primo pomeriggio di questa prima domenica MECEDORA

di marzo, mentre con la coda dell'occhio seguo in tv Eibar-Barça. Che ci faccio in casa? Quelli di voi che

mi seguono da un po' forse hanno notato che nei periodi di molto lavoro dedico uno dei due giorni del

fine settimana alla preparazione delle lezioni della settimana seguente e alla correzione di esami e testi

vari.Normalmente lo faccio il sabato per poi godermi una giornata di riposo la domenica. Questo fine

settimana ho fatto le cose esattamente al contrario perché per oggi era prevista pioggia.

In realtà, c'è un bel sole quasi come quello di ieri, gran giornata di relax e mare.Ho, infatti, passato  TEA

qualche ora di qualità in spiaggia a Radazul per poi andare a cena a casa di alcuni amici. In mezzo,

una gran bella sosta nel TEA (Tenerife Espacio de las Artes) a Santa Cruz.

Forse ve ne ho già parlato, comunque si tratta di una biblioteca aperta 24 ore su 24 tutti i giorni

dell'anno che al suo interno ospita anche un museo e un cinema che ogni weekend offre film interessantissimi in lingua

originale. E allora ieri ho visto "Le grand jour", un documentario sulla vita di quattro adolescenti provenienti da quattro in via

di sviluppo che, grazie allo sport o allo studio, cercano di costruirsi un futuro. Un film bello, commovente e pieno di speranza

che vi consiglio con il cuore in mano.

Per quanto riguarda il mese di febbraio, evidentemente non posso non parlare del Carnevale. Sono  SARDINA

uscito in tre delle sei giornate di festa in strada e in tre contesti totalmente diversi. La mia prima

nottata fuori è stata quella di sabato sei febbraio quando sono sceso a Santa Cruz vestito da

Naranjito, la mascotte dei mondiali di calcio del 1982. In questo modo ho fatto un quadruplo

omaggio: alla Spagna organizzatrice di quell'edizione dei mondiali e mio paese adottivo; all'Italia vincitrice del campionato e

mio paese d'origine; al 1982, il mio anno di nascita; e agli ottanta in generale, tema del Carnevale di quest'anno.

La seconda serata in giro per Santa Cruz è stata quella del mercoledì delle ceneri e dell'Entierrro de la Sardina durante la

quale vestito da monaca sono stato intervistato da un televisione locale, mentre realizzavo un esorcismo ;)

 

E, infine, per la prima volta, sabato 13 febbraio ho fatto una capatina al Carnevale di giorno che mi haCAPERUCITA

sopreso piacevolmente. Per la cronaca in quest'ultima occasione ero vestito da Cappuccetto Rosso ;)


Questo mese di febbraio e tutto l'anno in generale sono contraddistinti dalla presenza del 29 febbraio.

Sapete come si dice, no? Anno bisesto, anno funesto. A me, invece, questa particolarissima data mi è sempre

piaciuta e nessuno può negare che sia speciale.

E allora perché non onorarla facendo qualcosa di, valga la ridondanza, speciale? È già la terza volta che faccio questa riflessione e decido di seguire questa filosofía e fare qualcosa da ricordare per i prossimi quattro anni. E allora cosa ricorderò a fine febbraio 2020 del precedente 29 febbraio? Quest'anno cadeva di lunedì, ma sono riuscito a cancellare tutte le lezioni che avevo in mattinata e ho dovuto lavorare solo nel pomeriggio.

Una volta organizzato il calendario, ho deciso di fare un fine settimana a El Médano, dove mi sono  TEJITA

svegliato il 29 mattina con una ricca colazione davanti al mare, seguita da mezza giornata passata 

in spiaggia con tanto di bagno nella favolosa spiaggia nudista de La Tejita, spiaggia alla quale sono

particolarmente affezionato anche perché è stata la prima che ho visitato a Tenerife. E quindi un ricordo

in più a La Tejita e un ricordo in più di una giornata che viene ogni quattro anni. Chissà dove saremo e

cosa faremo tra quattro anni? Per il momento vi consiglio di pensarci e di iniziare a organizzarvi per

passare un fantastico 29 febbraio 2020 ;)


Nel racconto dell'ultimo mese, manca ancora il resoconto del terzo fine settimana. Si è trattato di un weekend molto tranquillo anche perché era quello inmediatamente successivo al Carnevale. Però, mi sono divertito comunque e, almeno per quanto riguarda il sabato, lo devo alla mia deformazione professionale ;) Si è trattato, infatti, di una giornata molto italiana durante la quale ho visto un film italiano e ho mangiato esclusivamente cucina italiana.

Il film era Mia madre di Nanni Moretti, visto in lingua originale con sottotitoli in italiano evidentemente nel TEA.

Lo stesso giorno del film avevo pranzato presso l'Hotel Escuela di Santa Cruz, un instituto alberghiero PIZZA

che ogni settimana offre un menú di un paese diverso cucinato dagli studenti della stessa scuola.

E allora quando ho visto che c'era un menú con piatti tipici italiani ad un ottimo prezzo ho deciso di

provarlo. E devo ammettere che era buono e abastanza fedele alla tradizione.


Ma, parlando di tradizione, durante quel fine settimana ho scoperto in pieno quadrilatero lagunero Cachos y pizza, una pizzería take away gestita da Enzo. Mi era arrivato il loro volantino a casa e mi aveva attirato l'attenzione la presenza di alcuni piatti molto molto baresi.

Quando ci sono andato con il mio amico cileno Sergio ho piacevolmente scoperto che Enzo è di Bari e allora abbiamo deciso di ordinare qualche panzerotto e un po' di focaccia da portare via. Durante la preparazione e il servizio, parlavo con Enzo e dall'italiano siamo passati poco a poco al dialetto con Sergio che ci guardava come se stessimo parlando in arabo ;) I panzerotti molto buoni anche se non come quelli di mia madre ;) che tra l'altro degusterò tra due settimane. Nel prossimo blog, infatti, vi parlerò della settimana di Pasqua che passerò in Puglia.


Dopo la gran mangiata italiana, la domenica mi sentivo in colpa con la mia terra adottiva e per evitare TEIDE NEVADO

che si sentisse trascurata, ho deciso di rendere visita al Padre Teide completamente innevato. Una

domenica diversa passata in compagnia di un amico venezuelano che ogni anno davanti alla neve

ridiventa bambino.

E anche a me non dispiace avere la possibilità di fare mare e montagna nella stessa giornata ;)
All'inizio di questo blog vi parlavo della mia "nuova" sedia a dondolo e non usavo le virgolette a caso.

In realtà, la comodissima poltrona sulla quale sono seduto è uno dei regali-eredità che mi ha lasciato Sergio che ha lasciato l'isola a metà Carnevale. Giunto a termine il suo contratto lavorativo qui a Tenerife, ha giustamente deciso di andare a vivere in Francia dove da tempo risiede la sua ragazza, Leonor.

Approfitto di questo spazio per salutarli entrambi e per ringraziare Sergio per l'eredità, ma soprattutto per le grandi risate che ci siamo fatti in questi anni e continueremo a farci prossimamente, visto che a fine mese dovrebbe venire in visita per una settimana.

E non sará l'unica visita di questo mese, dato che domenica prossima a quest'ora sarò in spiaggia con Rodrigo, altro amico cileno che si fermerà sull'isoletta in questo inizio di primavera.


Mancate solo voi! ;)


Un abbraccio,

Nico
P.S.: Mancano dieci minuti alla fine e il Barça sta vincendo per tre a zero...

 

Palazzo Franchetti, por M. Giraldo

Situado entre el Lungarno y la via San Martino, os presentamos un resumen del interesante articulo de M. Giraldo sobre el Palazzo Franchetti que alberga las oficinas del Fiume e Fossi en Pisa...

La sede del Conzorzio dei Fiumi e Fossi sira tra Lungarno Galilei e via San Martino, vanta un'illustre storia che è giunta a maturazione nella forma attuale quando, diventata proprietà dell'autorevole casata ebraica livornese i Franchetti, ne fu affidata la ristrutturazione all'architetto Alessandro Gherardesca.


Il palazzo prima di divenire dei Franchetti, e assumere l'attuale veste ottocentesca, aveva subito unaFRANCHETTI 1

serie di trasformazioni nei secoli. Infatti era il prodotto dell'aggregazione di due palazzi

cinquecenteschi, prima case-torri, appartenuti rispettivamente ai Lanfranchi 1 e ai del Torto.

Nel XVI secolo il patriziato pisano per manifestare la propria ricchezza, potenza e cultura, dava nuova forma decorosa e anche più preziosa alle proprie abitazioni, che, a differenza delle "fabbriche" precedenti, risultato di aggregazioni poco uniformi, si caratterizzavano ora per una chiara individualità e per un modello omogeneo che veniva sempre seguito.

Era necessario anche tener presente il forte vincolo costituito dalle preesistenti strutture medievali, e la scarsa disponibilità di risorse dei committenti pisani. Ecco perché gli interventi erano parziali e per lo più "volti all'abbellimento"; ed è proprio su questo elemento che l'ultima erede dei del Torto rivolse la propria attenzione.


La prima attestazione dell'esistenza di due residenze nobiliari risale al 1589, da un atto notarile in cui Nanna di Michelangelo da Forcoli, vedova di Ranieri del Torto, acquista una «casa solariata a tre solai con chiostro, due terrazzi e altre sue pertinenze» posta tra via San Martino e vicolo del Torti, confinante con la dimora di Curtio Lanfranchi 3.


I del Torto, originari di Lari, erano dei pellicciai che avevano assunto straordinario rilievo nel XV FRANCHETTI 2

secolo grazie ai profitti ricavati dalle attività mercantili. A Nanna vedova del Torto, proprietaria

del palazzo in via San Martino, si deve la costruzione nel 1591 del cavalcavia sopra il chiasso

del Torti, che serviva per collegare la sua dimora a quella del Pontolmo.

Tale cavalcavia, caratterizzato da un arco a volterranea, è tutt'oggi esistente, e rappresenta il limite tra la proprietà dei Fiumi e Fossi e quella dei dal Borgo, oltre il vicolo.

 Nelle note delle spese, risalenti al 25 marzo 1595, la vedova annotava di aver terminato la facciata del suo palazzo su via San Martino e di aver fatto realizzare a uno scalpellino cinque finestre al terzo piano, tre al centro, quattro mezzanini e altre quattro finestre al primo piano, per una spesa complessiva di circa seicento scudi. 

(...) La facciata, come veniva descritta nel 1595, differiva da quella attuale in cui solo le aperture del terzo piano si sono conservate nel numero, nella forma e nella cornice di rifinitura in pietra serena. La pietra serena era l'elemento caratterizzante dell'architettura pisana nel XVI secolo che, non ancora sensibile alla moda delle facciate decorate a
graffito, si distingueva per la raffinata sobrietà del rapporto tra i pochi elementi decorativi in pietra o in marmo e l'uniformità dell'intonaco.


L'assenza, sulla facciata, di una perfetta simmetria, speculare rispetto all'asse verticale centrale,       FRANCHETTI 3

confermava la presenza di vincoli di strutture preesistenti. Il palazzo rimase di proprietà della famiglia del Torto fino al 1818, a tale data risultava composto da «tre piani con mezzanini, un terrazzo sopra al tetto, la stalla, la rimessa e il chiostro con fonte, pozzo e pila». Un braccio di fabbrica univa, all'altezza del primo piano, il palazzo del Torto con quello della famiglia dal Borgo, separati dal vicolo del Torti con una volta a botte, che sosteneva la struttura.

A causa di gravi problemi economici e ingenti ipoteche l'ultima erede del Torto, Anna del Torto del Mosca, alienava il palazzo alla famiglia Della Fanteria.

(...) Il palazzo di Curtio Lanfranchi, situato tra via San Martino e il Lungarno, testimoniava in pieno la volontà del proprietario di trasformare la sua antica residenza, frutto probabilmente dell'unione di due case-torri, in una dimora di rappresentanza.

Un edificio a tre piani fuori terra, con due mezzanini, e un seminterrato, costituito da una serie di ambienti coperti con volte a mattoni. Perfetto era l'equilibrio tra i pieni e i vuoti, con sette aperture che si ripetevano in tutti e tre i piani, e le ornamentazioni della pietra serena fiorentina, che scandivano i contorni delle aperture in modo da alleggerirne i profili fino alla sommità dell'edificio. Timpani semicircolari spezzati riquadravano in alto le aperture, accogliendo sopra la porta lo stemma de Lanfranchi, e sulle finestre due anfore.


La famiglia Lanfranchi commissionò ad Agostino Ghirlanda le decorazioni interne della volta della sala al pian terreno e di quella al piano nobile, raffiguranti rispettivamente il Bagno delle Ninfe e l'Olimpo con gli Dei.

Anche le grottesche che decoravano le volte delle scale principali erano di pregevole fattura, testimonianza di come le famiglie pisane, nel XVI secolo, intendevano adeguarsi, pure negli interni, alla magnificenza e al decoro dei più prestigiosi palazzi fiorentini. Curtio Lanfranchi non risiedeva nel palazzo, ma ne deteneva solo la proprietà in quanto nel 1589 imponeva il pagamento di un affitto di scudi centoventi ai residenti della sua dimora.

Nel XVII secolo il palazzo veniva alienato più volte e addirittura contemporaneamente a Antonio Pallavicino di Genova e a Valerio e Camillo Campiglia, per passare poi nel 1629 ai Pucciardi.

Ma il fallimento di quest'ultimi decretava l'alienazione del palazzo al pubblico incanto. Se ne aggiudicò FRANCHETTI 4

l'acquisto Antonio Campiglia, che iniziò una lunga controversia con il "proprietario" genovese. Agli inizi del XVIII secolo il palazzo diventava sede della magistratura dei Consoli del Mare. In una descrizione dell'epoca risultava costituito da «due piani con mezzanini intermedi, cortile, orto, fonte, pozzo, pila, stalla e rimessa, e duplice ingresso da via San Martino e da Lungarno», confinante a levante con vicolo Mozzo detto dei Consoli e con il palazzo di Battista e Antonio del Torto, e a ponente con la Prioria di San Sepolcro.

Alienato nel 1784 prima alla famiglia Balbiani, e successivamente a Giovanni e Felice Galli. Il  lotto nel quale sarebbe sorto il palazzo Franchetti, compreso tra Lungarno a nord, vicolo del Torti a est, via San Martino a sud, le proprietà della Prioria di San Sepolcro a ovest, risultava nel 1783, suddiviso in tre distinte proprietà: i Consoli del Mare, i del Torto e Antonio Mannaioni.

Antonio Mannaioni Inghirlani, nel 1783 possedeva due case in cura di San Martino in Kinzica, confinanti con il Lungarno e con il vicolo del Torti. Una era a due piani, con pozzo e pila, e rimaneva sul retro di un piaggioncino in cui si trovavano trentacinque buche per il grano. L'intera proprietà, piaggione e casa, confinava a nord con via Lungarno, a ovest con vicolo Mozzo detto dei Consoli, a sud con il Cavalier Giovanni Battista e Antonio del Torto, infine a est con vicolo detto del Torti.

L'altra casa di sua proprietà a due piani con terrazzino, orto, fonte, pozzo, pila, rimessa e stalla, sempre sul Lungarno, era separata dalla precedente dal vicolo del Torti, e confinava con il palazzo dei dal Borgo, e col vicolo dal Borgo.
Ad Antonio Mannaioni Inghirlani, succedeva nel 1818 Ferdinando Sbrana, che stipulava un contratto con una duplice servitù «altius non tollendi et nec prospectui nec luminibus officiatur» a favore di Flaminio dal Borgo, per la casa di propria  abitazione posta su via San Martino e confinante con il vicolo del Torti. Tale "servitù" consisteva nella promessa da parte di Ferdinando Sbrana e dei suoi futuri eredi, di non innalzare i muri che cingevano il piaggioncino e di non edificare niente
sullo stesso, inoltre questa sarebbe rimasta in vigore fino a quando fossero esistiti eredi dal Borgo, come confinanti con la di lui proprietà. (...)

Intanto nei primi decenni del 1800 i Franchetti, negozianti ebrei residenti a Livorno, acquistavano una FRANCHETTI 6

serie di beni immobiliari, con l'obiettivo di dimostrare le loro disponibilità economiche e il livello di 

ricchezza da loro raggiunto, non solo a Livorno, ma anche nella vicina Pisa, dove in quegli anni era

possibile acquistare signorili abitazioni nel centro storico a buon prezzo, dotate di giardini, corti, e fontane.

La pianta della città redatta dall'ingegnere Niccolaio Stassi, con l'elenco delle fonti d'acqua pubbliche e private, mostrava che una di esse confluiva proprio nel giardino del palazzo già dei Consoli del Mare, allora dei Galli acquistato poi dai Franchetti.

Abram e Isach del fu Raimondo Franchetti, animati dalla volontà di possedere uno dei più bei palazzi pisani, che era stato un tempo sede del potere economico e simbolo di rappresentanza della Dominante nel territorio toscano, trovarono in questa una dimora, avente un dupliceaffaccio, uno sul Lungarno e l'altro su via San Martino, proprio quello che cercavano.

Agli inizi del XIX secolo quando i Franchetti proposero di realizzare il loro progetto di riunificazione, la proprietà risultava frazionata tra i Galli proprietari dell'ex palazzo dei Consoli del Mare, molto noto per gli affreschi del Ghirlanda; i della  Fanteria, che avevano su via San Martino il palazzo già della famiglia del Torto; la casa d'abitazione e il piaggione di Sbrana, e infine il vicolo Mozzo detto dei Consoli che separava le proprietà Galli-Sbrana. I due fratelli Franchetti iniziavano il loro
progetto nel 1833, acquistando per primo l'ex palazzo già dei Consoli del Mare. Questo era costituito da cantine sotterranee coperte con volte reali, dal piano terra, dal primo piano, da un mezzanino intermedio, e da un secondo piano con soffitti a palco e a volterranea.

La porta d'ingresso del palazzo era sovrastata da un'arme con mascherone e due teste di montone, FRANCHETTI 7

che a quanto si diceva era di «illustre scalpello». Aveva inoltre un cortile con una fontana, il giardino

chiuso tra da due muri alti quaranta pertiche, di grande significato sociale a quel tempo, e un

capannone, con accesso da Lungarno, in cui erano conservati i vasi per gli aranci o i limoni.

Con l'atto del 13 febbraio 1833, Abramo e Isach Franchetti, acquistavano da Ferdinando Sbrana la casa d'abitazione con ingresso su vicolo del Torti, e il piaggione posto sul lato nord confinante col Lungarno La zona dove sorgeva il piaggione era rimasta da secoli non edificata perché, secondo la tradizione era l'area dove un tempo si trovava il palazzo del conte Ugolino della Gherardesca, raso al suolo nel 1288 in occasione della condanna del conte.

L'atto notarile del 1833, che sanciva il passaggio di proprietà da Sbrana a Franchetti, ricordava quell'evento precisando che, secondo la leggenda, quell'edificio sarebbe stato demolito «con l'apposizione solita del sale».

Qualche tempo dopo i due fratelli Franchetti completavano il loro progetto acquistando l'ex-palazzo del Torto, dai della Fanteria a cui era passato nel 1833, e il vicolo Mozzo detto dei Consoli, dal Comune. Il vicolo aveva avuto fino ad allora come unica funzione quella di dare accesso alle case d'abitazione Balbiani, Sbrana e della Fanteria, ma avendo i Franchetti riunite le suddette proprietà, non aveva più ragione di esistere. (...)

Tutti questi edifici di cui Abramo e Isach risultavano proprietari nel 1833 erano talmente dissimili tra loro che la realizzazione di un complesso unitario sarebbe stata possibile solo grazie a un progetto architettonico finalizzato a valorizzare e armonizzare le singole parti.  A questo scopo i Franchetti si avvalsero di uno dei più rinomati architetti pisani del tempo, Alessandro Gherardesca, che con un progetto organico riunificò i due palazzi con fronte su via San Martino e inserì due ali
sporgenti a forma di cavallo protese sul Lungarno. Eliminò così il piaggione, demolì la casa Sbrana, di scarso valore architettonico, così come la limonaia sita su Lungarno, e creò un grande giardino arricchito con piante di diverso genere.


Il progetto di Alessandro Gherardesca Alessandro Gherardesca nel 1838 ebbe l'incarico di coadiuvare l'ingegnere Gaetano Becherucci nella ricerca di una nuova sede per il Tribunale civile, che a seguito del motuproprio granducale del 1838 era stato completamente riformato. Da un unico Tribunale civile vennero fondati tre distinti istituti, il Tribunale criminale per i reati lievi, il Tribunale di prima Istanza per le pene fino all'esilio compartimentale, e la Corte Regia di Firenze per i reati più gravi.

Nasceva quindi la necessità di una nuova e ampia sede per accogliere le nuove istituzioni, essendo quella antica, posta in piazza dei Cavalieri 24 non più sufficientemente ampia, furono così vagliati diversi palazzi pubblici, ma non ne venne rintracciato uno che avesse le caratteristiche esplicitamente richieste dalla Camera di Soprintendenza comunitativa, nominata responsabile dell'intervento; si passò quindi a esaminare i palazzi privati. Tra le numerosi sedi proposte vi furono il convento di Sant'Anna, il palazzo Silvatici, il palazzo Poschi, la chiesa di San Sebastiano con le confinanti abitazioni e il palazzo Franchetti, posto in una felice posizione tra Lungarno e via San Martino (...).

Il palazzo Franchetti, essendo il risultato dell'accorpamento di due dimore, quelle delle famiglie         FRANCHETTI 8Galli e Della Fanteria, presentava delle incongruenze architettoniche e dei dislivelli nei piani di calpestio, ben visibili da via San Martino, per questo motivo la realizzazione della seconda sala per le pubbliche Udienze Civili, da ricavarsi nell'antica casa dei della Fanteria, avrebbe comportato ingenti modifiche strutturali. (...)

I dal Borgo, con la stipulazione della «servitù altius non tollendi et nec prospectui nec luminibus officiatur», dal 1818 erano riusciti a mantenere inalterata la visuale che godevano sul Lungarno, nonostante la presenza di palazzo Carmignani e la casa con piaggioncino di Sbrana. 

Flaminio dal Borgo e i suoi eredi avevano imposto il pagamento di lire diecimila, nel caso in cui i proprietari di dette dimore non avessero rispettato la "servitù di prospetto e di luce", rialzando i muri di confine o collocando alberi nel piaggioncino.

Tale istanza ipotecaria veniva definita "continua e perpetua", fino a quando i dal Borgo avrebbero mantenuto in detto luogo la propria residenza.Nel 1888 Elisa figlia di Abramo Franchetti rinunciava a tutti i diritti dil palazzo in via San Martino, proprietà famigliare dal 1833, e lo cedeva a Vincenzo Ciampolini, ricco imprenditore fiorentino che affittava separatamente

i diversi locali del grande palazzo, composto da una stanza nel sotterraneo, quattordici vani al piano terreno, sette nel mezzanino, diciassette al primo piano, sedici al secondo, e due al terzo.

Uno dei primi locatori del palazzo fu il dott. Felice Bocci, direttore del Consorzio di Fiumi e Fossi,  FIUMEFOSSI 2che già nel 1899 vi si era insediato. (...). Nel 1908 il proprietario iniziava trattative di vendita dell'intero immobile col Consorzio dei Fiumi e Fossi, a eccezione degli affreschi che sarebbero stati asportati a spese e del venditore e che avrebbe altresì provveduto a far realizzare una nuova decorazione nel salone in base ai desideri dell'acquirente dei dipinti. (...)

Il nuovo presidente del Consorzio, il conte Giovanni Tadini Buoninsegni, resosi conto del cattivo stato di FRANCHETTI 5

conservazione delle decorazioni del palazzo dapprima denunciò alla Soprintendenza lo stato

di degrado nel quale si presentavano gli affreschi, poi presentò un preventivo di spesa per il loro restauro stilato dal restauratore Walter Benelli nel 1973. Solo nel 1981 la Soprintendenza intervenne sugli affreschi della volta della prima rampa di scale, raffiguranti scene di amore e caccia di Diana e Atteone. Recenti saggi effettuati sulle pareti dello stabile, hanno riportato alla luce decorazioni, celate da successive ridipinture (...)

 I diversi lavori che si sono susseguiti negli anni, per riparare gli ingenti danni causati dallo scoppio di mine nel 1944, hanno prodotto una trasformazione radicale della sede, un cambiamento d'uso che ha visto una nobile residenza ottocentesca divenire sede di uffici e appartamenti.

Il palazzo Franchetti, sede attuale del Consorzio dei Fiumi e Fossi, ha un alto valore FIUMEFOSSI 1

rappresentativo dal punto di vista architettonico e decorativo, in quanto conserva le pitture del Ghirlanda, autorevole artista seicentesco, e le decorazioni a grottesche, raro esempio di ornamentazione cinquecentesca in Pisa.

(Fonte: "Palazzo Franccheti, una dimora sul Lungarno pisano", marzo 2012. www.ufficiofiumefossi.it)

Foto: della rete, diversi siti on line

 

La Laguna (40) per N.Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti!
Come va? Qui tutto ok, nonostante la resaca, overo i postumi della divertentissima serata di ieri della quale vi parlerò più avanti. Perché, invece, voglio cominciare, o riprendere, da dove vi avevo lasciati un mesetto fa.

Dovete sapere che prima di scrivere un blog, leggo sempre l'ultimo per ricordare un po' com'era stato 014

il mese precedente. E allora, come si dice nei film, "dov'eravamo rimasti?" Il blog si chiudeva con la

promessa di una visita speciale e mi sembra arrivato il momento di dirvi che si trattava di Sylvia, una

mia ex studentessa, ma soprattutto la persona che mi ha convinto a iniziare a scrivere questo blog

più di tre anni or sono e grazie alla quale ho scoperto il piacere della scrittura.

A volte mi capita di rileggere anche blog più vecchi, per esempio qualcuno dell'anno scorso o di due anni fa e devo ammettere che è come mettersi un po' in modalità "Caro Diario".


Tornando a Sylvia, ci siamo conosciuti in quello che è stato il mio primo anno e il suo ultimo qui a Tenerife. È stata mia studentessa presso la Escuela de Idiomas nell'anno accademico 2007/2008 e poi ha deciso di trasferirsi a Pisa. Nonostante la distanza siamo rimasti in contatto nei primi anni, ma soprattutto da quando tre anni fa abbiamo intrapreso questa avventura del blog.

Devo ammettere che all'inizio non sapevo esattamente cosa scrivere o se il blog sarebbe risultato  CHOCOLATES 2

interessante, ma, a quanto pare, lo seguono ogni mese circa ottocento persone delle quali, secondo

Sylvia, la maggioranza sono donne. Non posso negare che questi numeri e il seguito femminile mi

facciano davvero piacere, anche se quando me l'ha detto ne sono rimasto sorpreso. E io che pensavo

di parlare esageratamente di calcio;)

Ma veniamo a questa visita speciale. La curatrice e traduttrice del blog, non è venuta da sola, ma con la sua famiglia internazionale. Lei, sua sorella e la loro madre con tre passaporti di tre nazionalità diverse: spagnolo per Sylvia, svizzero per sua sorella e peruviano per la madre. Mi immagino la faccia del Guardia Civil all'aeroporto quando ha visto arrivare questa famiglia internazionale;)


Causa lavoro mio e poca permanenza sull'isola loro, ci siamo visti solo una volta, ma è stata una   teide002

giornata speciale. Siamo, infatti, andati a rendere omaggio al Padre Teide che anch'io non visitavo

da un bel po', visto che ormai ci vado solo quando viene gente in visita.

Nonostante abbia visitato il Parco Nazionale del Teide molte volte, non smette di meravigliarmi la sua bellezza e imponenza. È uno di quei paesaggi che ti infondono una grande calma e rimettono tutto in proporzione, nel senso che ti ricordano quanto sei piccolo rispetto alla maestosità della natura.

La stessa cosa mi sucede quando vedo l'enorme distesa d'acqua che circonda questa isoletta belissima e fortunata. E allora, se quando vedo l'oceano non posso evitare di sorridere, quando vedo il Teide da qualsiasi punto dell'isola non posso fare a meno di alzare la mano e dire "Hola Papà!"

Sarà per tutta queste poesia che mi seguono le mie fan? Buongustaie! ;) Dopo il Teide, siamo scesi in  GUACHAPP

direzione Puerto de la Cruz e abbiamo pranzato in un guachinche a Santa Ursula. Quindi,

considerando anche il barraquito che ci siamo presi in calle La Carrera a La Laguna prima di salire a

2200 metri, si può dire che ho passato una bella e completa giornata canaria in piacevolissima compagnia.


Cambiando tema (ma neanche tanto), un'altra bella serata l'ho passata a Las Galletas, nel sud dell'isola, a cena (guarda un po') in un ristorante peruviano;) Si trova dall'altra parte dell'isola a una settantina di chilometri de La Laguna, ma è buonissimo e allora ogni volta che per qualche motivo mi trovo da quelle parti, ci faccio volentieri una capatina.

 

In quest'occasione, io e Rodrigo, eravamo andati a prendere la nostra amica Elena che arrivava all' GALLETAS

aeroporto sud e da lì ci siamo diretti a Las Galletas dove con grande piacere le abbiamo offerto la

cena per darle il bentornata e per ringraziarla di averci lasciato per un paio di settimane "la piccola

Ferrari"... alla prossima sicuramente le offriremo anche un mojito... lei capirà;)

Un'altra bella esperienza dal punto di vista culinario l'ho vissuta sabato scorso quando sono andato a cenare in un ristorante africano in compagnia di vari amici tra cui Bill, un etiope che si aggiunge alla lista delle mie amicizie intercontinentali.

La possibilità di conoscere persone prevenienti da tutto il mondo è un'altra di quelle cose che mi piacciono tanto di quest'isola e, se puoi queste nuove conoscenze sono accompagnate da ottimi piatti etnici, anche meglio, no?


Per quanto riguarda il resto del mese, è stato contraddistinto da relax, molto cinema e (ahimé mie care fan;) un po' di calcio.

Ho visto vari film sia al cinema che in tv e tra questi vi consiglio soprattutto "Relatos salvajes", un  THEBIGSHORT

fantastico film argentino che ho visto in tv e "The big short". Quest'ultimo l'ho visto al cinema qui a

La Laguna in versione originale sottotitolata in spagnolo e mi è piaciuto davvero molto.

Il mio amico Pepe mi ha detto che anche in Italia è in questo periodo in sala e quindi non perdetevelo

assolutamente!

Spiega in modo interessante, divertente ed irriverente le cause dell'inizio della crisi del settore finanziario, economico ed immobiliare negli Stati Uniti che poi nel 2008 ha attraversato l'oceano per venire ad installarsi in Europa. Sono due ore ben investite. Datemi retta! Non ve ne pentirete.


Passando al calcio, e in attesa che a febbraio ricominci la Champions' League, si può ben dire che gennaio è stato un mese completo. Sono riuscito a giocare un paio di volte con gli amici, sono andato allo stadio e ho visto qualche bella partita in televisione. L'ultima proprio un paio d'ore fa.

Vi scrivo, infatti, nel tardo pomeriggio del penultimo giorno di questo mese e poco fa è terminata la partita Barça-Atleti. I blaugrana hanno vinto per due gol ad uno e in questo modo raggiungono un vantaggio considerevole proprio sulle due squadre di Madrid. Onore comunque all'Atletico che pur giocando buona parte dell'incontro in inferiorità numerica ha limitato i danni e ha quasi rischiato di pareggiare.

E giacché parliamo di calcio e prima si parlava del blog del mese passato nel quale scrivevo di un  ZIDANE

pericolante Rafa Benitez, non posso non parlarvi dell'effetto Zizou. Il nuovo allenatore del Real

Madrid sembra aver portato con il suo arrivo una ventata di ottimismo e di voglia di fare e di correre

un po' di più da parte dei giocatori. Staremo a vedere quando arriveranno partite più importanti.


Mi rimangono poche linee di questo blog e non vi ho ancora spiegato perché ho la resaca... ieri sera è iniziato tutto con un kebap dal nostro amico turco Samet, accompagnato da qualche birra. Il kebap, non Samet!;) E poi abbiamo passato la serata a ballare, tra un cicchetto e l'altro, nel blues bar. E

ra un bel po' che non facevo serata e devo ammettere che il giorno dopo diventa sempre più difficile con il passare degli anni, però era un'occasione speciale, la despedida de Rodrigo, e alla fine la cosa più importante è che abbiamo aggiunto altri divertentissimi ricordi alla nostra memoria di grupo unito ed affiatato. Che alla fine dei conti, si tratta di inseguire la felicità, no?


Un abbraccio e un gran sorriso,

Nico

 

EigenLab...por el Exploitpisa

Todos tenemos nuestra vena rebelde. Quien diga lo contrario niega el dicho: "la vaca no recuerda que fue ternera".

Así, sin juzgar a nadie, publicamos un resúmen de articulos del Exploit, agradeciendo al joven Antonio que nos proporcionó el sitio web y el material con la información (aquí resumida) y poster. Tenemos en la Redacción amplio respeto por la libertad de expresión; los jóvenes necesitan mostrar sus inquietudes y ganar experiencia de vida. Todos pasamos por ello, leed vosotros mismos la Version Española

EXPLOIT
"Exploit è un aula autogestita da studenti e studentesse dell'Università di Pisa: l'aula studio è libera 
e aperta a tutti, con gli

orari che vengono decisi di chi la vive (anche quando gli altri spazi studio "ufficiale" hanno già

MATEMATICAchiuso). Ci piace condividere i nostri saperi costruire de nuovi: per questo confrontiamo

continuamente i nostri studi e le nostre conoscenze, che spaziano in tutti gli ambiti.

Abbiamo creato una biblioteca con testi, didattici e non, appunti, e un archivio digitale di libri che

puoi stampare e rilegare nell'angolo stampa: in queste modo puoi contribuire al sapere colletivo e

sfuggire al ricatto dell'editoria/copisteria.


È insomma il posto ideale per mettere insieme una voglia di sapere senza confini e la spinta a disfarsi di una routine schiacciata tra libri e mensa: dopo un seminario autogestito puoi trovare qualcuno con cui socializzare durante la pausa-caffè nello spazio relax.


Tra le attività organizzate ci sono anche cineforum, aperitivi e spettacoli teatrali. Ad Exploit puoi evadere dalla routine e proporre le idee che pensi siano interessanti o utili per continuare a tenere vivo lo spazio.

EigenLab
Eigenlab è un hacklab, un'officina ribelle che fa propri e diffonde i concetti e le pratiche di autoformazione. HACKER

Quando si pensa alla parola „hacker" forse la prima cosa che viene in mente è l'immagine stereotipata del ragazzo pallido e magrolino che perde notti davanti ad uno schermo per fare

qualcosa di illegale o molesto.

L'hacking non è solo questo, è esplorazione della realtà virtuale e fisica, desiderio di conoscere,

creare e condividere. Essere un hacker vuol dire aver voglia di capire come funzionano le cose, scovare i meccanismi che regolano il mondo che ci circonda, non solo in ambito informatico.


Riuscire a riparare e utilizzare un vecchio computer al massimo delle sue possibilità; trasformare da rifiuto a oggetto funzionante una stampante che era stata programmata per „rompersi" dopo un certo numero di stampe, costruire una rete di comunicazione che sia libera e descentralizzata, e non soggetta a controllo e censura, discutere le tematiche ambientali e annalizzarle criticamente, fare un orto autogestito. Tutto ciò è hacking ed e aperto a tutti e tutte.


I proggetti di Eigenlab

Abbiamo creato il nostro orto urbano: l'eigenOrto.


È un orto autogestito completamente biologico e coltivato con semi di origine locale reperiti da PLANTITA

produttori della rete GAS e coltivatori locali.

Con esso lottiamo per una reale democrazia della terra, ritornando in prima persona alla gestione

localizzata della produzione del cibo.


Nel Laboratorio eigenWare recuperiamo vecchi pc ed altre apparecchiature elettroniche e li riutilizziamo per costruire i nostri server ed altri strumenti, come il compresore do-it yourself.

Inoltre ci autoformiamo e diffondiamo i saperi come possibile, condividendoli sul nostro wiki, o curando il centro-stampa allo spazio Exploit, oppure tenendo seminari, come fatto alla Settimana Scientifica del Liceo Dini di Pisa.


EigenNet è una rete wireless a maglia che stiamo costruendo a Pisa. A maglia significa che soui nodi hanno tutti la stessa importanza e sono amministrati dagli utenti stessi che fanno parte della comunità-rete.


La struttura è quindi orizzontale e non esiste un percorso preferenziale per i dati, rendendo quasi impossibile il controllo e la censura. Chiunque ha la possibilità di aggiungere un'antenna ed entrare a far parte della comunità, e accedere alla rete e a suoi servizi autogestiti, seguendo i principi della community.


Qualcosa del Genere
L'anno scorso abbiamo deciso, fondando „Qualcosa de (L)Genere", di aprire uno spazio di discussione che ci permettesse di parlare dei rapporti che esistono tra il governo delle vite e le espressioni della sessualità, i rapporti di potere tra i generi, il modo in cui questi diventino anche rapporti di forza economici.


Il femminismo, per noi, non è un modo per castigare il linguaggio e bacchetare chi dice parolacce, ma un modo per esplorare percorsi di liberazione individuali e colletivi, nel sesso come nel lavoro, perchè riapropriarci della creatività della nostra performance di genere ci sembra il modo migiore per gestire i nostri corpi e i nostri piaceri autonomamente.

Per questo abbiamo contestato i vari movimenti (...) che pretendono di legiferare nelle mutande degli altri (...) con tante e tanti in piazza che hanno manifestato il loro dissenso.


Siamo contro ogni chiusura identitaria: contro la categorizzazione rigida che ci vuole per tutta la vita etero, omo o bi-sex, uomini o donne, scelgliamo il queer come possibilità di re-invenzione continua dei nostri affetti, piacere, relazioni."

De: Exploit eigenLab 2015-16

LargoBruno 2 (davanti Matematica).
www.exploitpisa.org www.eigenlab.org

(Resúmen y traducción libre de la Redacción del Blog)

 

La Laguna (39) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

 

Ciao a tutti e buon anno nuovo!

Vi scrivo, infatti, in questa prima domenica del 2016 seduto sul divano del salotto di casa mentre la lavatrice fa il suo sporco lavoro;) Si tratta di un modo come un altro di iniziare a "produrre" in questo anno nuovo dopo i festeggiamenti e le vacanze degli ultimi giorni.

Che cosa ho fatto a Capodanno? Si può dire che il mio Capodanno è cominciato il trentuno mattina ed è finito l'uno sera.

L'ultimo giorno dell'anno scorso, infatti, sono andato a Los Cristianos a trovare i miei amici Pepe ed  ELMEDANO

Eli (di nuovo in visita) ed a fare l'ultimo bagno dell'anno. Poi, dopo una bella siesta pomeridiana,

siamo andati a cena al Médano dalla mia amica Sandra.

Dopo cena, siamo scesi in Piazza al Médano per aspettare la mezzanotte lì e ballare un po' al ritmo dell'orchestra che suonava dal vivo accanto alla spiaggia. In realtà, non ci siamo rimasti molto perché la stanchezza ha iniziato a farsi sentire e forse anche gli anni che passano ;)

E allora il primo giorno dell'anno è iniziato relativamente presto con sessione di spiaggia e primo bagno dell'anno nuovo a Los Cristianos.


Fino a qualche anno fa riuscivo perfettamente a combinare una serata in giro per bar e discoteche con il giorno dopo in spiaggia, ma ora, normalmente, se faccio una cosa non faccio l'altra e, tendenzialmente, se devo decidere tra le due opto quasi sempre per una bella giornata di mare. Come dicevo prima, anche a Tenerife si invecchia;)


Tornando al Capodanno, dopo il mare siamo andati a pranzare in quello che forse è il miglior ristorante libanese dell'isola. Si chiama Habibi ed è sul lungomare de Los Cristianos. Abbiamo mangiato molto bene e tra l'altro lì ho rivisto una mia vecchia vicina di casa marocchina di qualche anno fa, di quando condividevo l'appartamento in un'altra zona de La Laguna.

È stato un piacere rivedere Maria e sapere di lei e di come è cambiata la sua vita negli ultimi anni. Mi parlava, infatti, della sua nuova casa nel sud dell'isola, di suo marito e di sua figlia e, soprattutto, sembrava molto felice. Mi fa davvero piacere per lei!

Se, invece, volete sapere di altri ristoranti libanesi sull'isola, vi consiglio il Libano a Santa Cruz e il Malak a La Laguna. La cucina di questo paese è una delle mie preferite e se non l'avete mai provata, ve lo consiglio vivamente.


Dopo un ottimo tè libanese e l'inderogabile siesta, ci siamo diretti a Las Galletas, un piccolo paesino un LASGALLETAS

po' più a nord di Los Cristianos, dove abbiamo fatto una bella passeggiata durante la quale abbiamo

potuto goderci dei magnifici panorami. Da una parte si vedeva il Teide e dall'altra il tramonto sul mare.

Il tutto all'interno di un piccolo e caratteristico porto di pescatori. Mentre passeggiavamo ho ricevuto la chiamata per gli auguri di mia sorella e quando le ho descritto ciò che vedevo durante la mia passeggiata,

lei, poveretta, mi ha detto che da casa sua, nella provincia di Brescia, si vedeva solo, testuali parole "nebbia a destra, nebbia a sinistra, nebbia davanti e nebbia dietro" ;) Abbiamo, poi, concluso la serata con una cena a base di pesce in un bel ristorantino sul mare gestito da un simpatico signore cubano.


Il giorno dopo, e cioè ieri, invece, abbiamo fatto una bella gita nel nord dell'isola. Pepe ed Eli sono passati a prendermi da La Laguna e da qui ci siamo diretti a casa di due carissimi amici, Abi e Miguel, a Icod de los Vinos.

Dopo un breve caffè nel loro nuovo e bellissimo appartamento abbiamo iniziato un bel giro turistico  ICOD

tra calette e scogliere a strapiombo sul mare con tanto di mini passeggiata in mezzo alla natura.

Niente bagno questa volta, ma ho ancora negli occhi l'emozione di vedere il mare del nord dell'isola

in tutta la sua forza. Di lì siamo ritornati a Icod, ma non a casa di Abi, bensì dei suoi genitori che ci hanno offerto un'ottima

cena a base di carne alla brace e con la tortilla più grande che io abbia mai visto. Il tutto in una casa rurale dalla quale si

vedevano le stelle nella parte alta di Icod de los Vinos.


Dopo tutti questi giri negli ultimi giorni, potete ben capire che oggi ho voglia di starmene un po' a casa a stendere il bucato e a iniziare a prepararmi psicologicamente e non solo al rientro al lavoro ;)

Comunque, oggi non ci siete solo voi a farmi compagnia perché stasera ho invitato un paio di amici a casa per vedere una partita di calcio che può essere molto importante per il futuro del Real Madrid e del suo allenatore Rafa Benitez.

Infatti, si può dire tranquilamente che il tecnico madridista si gioca il posto nella visita di oggi a Mestalla, QUINIELAlo stadio del Valencia. Staremo a vedere. In ogni caso, si prevede una gran bella partita.

E visto che parliamo di calcio, devo dirvi che l'anno nuovo è cominciato bene. Qualche minuto fa ho

scoperto di avere vinto quindici euro con la schedina!

So che non è molto, però è una gran bella soddisfazione per uno come me che ogni settimana ci gioca un euro più per passione nel calcio che per smania di diventare ricco. Comunque, incrociamo le dita sperando che la fortuna continui anche nell'estrazione della lotteria nazionale che avrà luogo tra tre giorni e se possibile, sarebbe bello che la vincita fosse un po' più cospicua;)


Visto che in questo blog, stiamo seguendo un ritmo cronologico inverso, vi starete chiedendo cosa ho fatto durante la prima parte delle feste e nella prima parte del mese. In realtà, molto poco.

Dicembre, almeno fino al ventidue, è stato un mese di intenso lavoro e negli ultimi giorni dell'anno scorso ho soprattutto riposato e visto un bel po' di film sia a casa che al cinema.

Tra gli altri, vi consiglio "Ocho apellidos catalanes", sequel della fortunatissima "Ocho apellidos vascos" APELLIDOS

che aveva ricevuto l'anno scorso un successo incredibile ai botteghini di tutta la Spagna.

Si tratta di due commedie sullo stile di "Benvenuti al Sud" o "Benvenuti al Nord" che giocano sugli

stereotipi esistenti sui caratteri degli abitanti delle diverse regioni del paese.

Il film mi è sembrato molto divertente anche se non tanto come il primo perché sapete come si dice,

no? Il primo panino è sempre il più buono;)


Cinema a parte, ho approfittato del tempo libero per fare un po' di mare e per visitare alcuni amici che non vedevo da tempo. In molti casi queste due attività andavano in contemporanea tanto che ho passato quasi più tempo nel sud dell'isola che a La Laguna ;)

Per quanto riguarda gli amici, tra gli altri, ho rivisto Dionisio, un mio vecchio compagno di appartamento venezuelano, che mi ha raccontato delle sue due settimane di vacanza in Italia nel mese di dicembre.

È stato a Bologna, Firenze, Venezia, Torino e Milano e si è divertito molto ed anche per me è stato molto interessante sentire parlare del mio paese da un mio amico che l'ha vissuto da turista. Inoltre, mi ha portato i saluti di un sacco di amici in comune che abbiamo in quelle città e mi ha raccontato un po' di loro e delle loro vite.


E io continuerò a parlarvi della mia a fine mese nel prossimo blog, nel quale vi parlerò di un'altra visita speciale che riceverò nei prossimi giorni. Curiosi, eh?

Un abbraccio e un'altra volta buon 2016 a tutti, belli e brutti!!!

Nico

(Grazie Nico e tanti Auguri de un bellissimo 2016!)

 

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