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REGISTRO DE OBRAS

La Laguna (55) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buona festa dei lavoratori!

Vi scrivo, infatti, dal salotto di casa in queste ore post siesta del primo giorno del mese di maggio. 1MAYO

Che ci faccio a casa oggi? Sto recuperando tutte le energie consumate durante la massacrante,

ma bellissima giornata di ieri.

Come vi avevo accennato nel blog del mese scorso, nell'ultima domenica del mese di aprile ho partecipato per la prima volta ad una mezza maratona e non solo ho portato a termine i ventuno chilometri e novantasette metri previsti dal tracciato, ma ho anche realizzato un buon tempo restando al di sotto delle due ore.

È stata davvero una gran bella esperienza facilitata dall'aiuto e dalla compagnia del mio amico granadino Juan che aveva già fatto qualche mezza maratona e con il quale ho percorso i primi dieci chilometri della gara.

Dopo, alla fine del primo dei due giri da dieci chilometri e mezzo, lui voleva aumentare un po' il suo MARATONLALAGUNA2017

ritmo, mentre io ho preferito mantenere più o meno lo stesso ritmo durante tutto il percorso. E

allora ci siamo rivisti al traguardo dove mi ha dovuto aspettare per quasi otto minuti ;)

Quando sono arrivato alla meta, mi sono inginocchiato e ho baciato terra come se fossi Cristoforo

Colombo che finalmente tocca terra anche se, a dire la verità, posso dire di essere arrivato abbastanza bene e che alla

prossima occasione cercherò di abbassare un po' i tempi.


E quindi perché ho bisogno di tanto riposo oggi? Perché dopo la gara e una doccia rapida ci siamo TEGUESTE

fiondati a Tegueste dove abbiamo partecipato all'annuale Romería di San Marcos. Come al solito,

gran bella atmosfera, divertimento assicurato con gli amici e qualche bicchierino di troppo anche

perché dovevamo festeggiare l'impresa realizzata in matttinata.

E così tra una cosa e l'altra sono andato a letto alle due ed è tutta la giornata che mi muovo tra il letto e il sofà per smaltire un hangover importante accompagnato da un po' di normalissimo e salutare indolenzimento muscolare. In ogni caso, tutto gestibile e domani ritornerò al lavoro come nuovo ;)


Comunque, il mese di aprile non solo si è concluso nel migliore dei modi ma, in generale, è stato abbastanza positivo e divertente. Grazie soprattutto alla visita che ho ricevuto all'inizio della settimana santa.

Infatti, dall'otto al tredici aprile (troppo pochi giorni) è venuto finalmente a trovarmi per la prima volta Davide con il quale è stato un grande piacere fare i soliti giri turistici e condividere tanto tempo.

Lui è uno degli amici storici dei tempi dell'università e abbiamo tantissimi amici in comune tra cui TAGANANA

Michele Puse che era venuto a trovarmi con sua moglie Simona nel mese di febbraio. E probabilmente al ritorno di Davide a Bari, i due avranno potuto confrontare le esperienze fatte a Tenerife dove hanno vissuto momenti simili, ma diversi. Anche con Davide per esempio siamo andati a rendere tributo al Padre Teide e poi a Masca, Punta Teno, Garachico, el Bollullo, Taganana, etc...


E in più siamo anche usciti a correre insieme un paio di giorni. Una volta per San Andrés con successivo bagno a Las Teresitas e un'altra volta dalla parte opposta del lungomare di Santa Cruz, ovvero dalla Plaza de España fino al Parque Marítimo di Santa Cruz.

Questo secondo "allenamento" è stato molto più rilassante perché abbiamo fatto delle soste ad esempio in coincidenza dell'Auditorio di Tenerife per dare un'occchiata ai murales realizzati da un artista polacco e tinerfegno d'adozione sui macigni del lungomare che raffigurano cantanti di fama nazionale ed internazionale o più avanti per vedere le riproduzioni con piastrelle dei cartelli del carnevale dagli anni '60 in avanti o ancora, verso la fine della nostra corsetta, per fare un giro nel Rastro.

L'ho anche portato in una delle mie librerie preferite di Santa Cruz, aperta anche la domenica e che RASTROSCRUZ

vende soprattutto libri usati in collaborazione con il mercato della capitale dell'isola. Evidentemente

ci siamo anche concessi una serata di quasi baldoria a La Laguna che si è conclusa nel Blues Bar

con un paio di partite a scacchi in cui l'ho praticamente massacrato ;)

A proposito, visto che so che è uno dei miei lettori più affezionati e che mi starà leggendo, lo ringrazio per la visita e lo invito ad allenarsi per prossime partite che spero siano da ora in avanti più ravvicinate nel tempo;)


A parte la visita di Davide e gli allenamenti per la prova di ieri, non ho fatto molto altro durante il 
MANOAJEDREZ

mese di aprile. Anche perché, come sempre, si è trattato di un periodo di lavoro intenso. Però, come

sempre mi godo le piccole cose come, ad esempio, qualche partita di Champions League o di Liga

vista in compagnia di qualche amico e con un paio di birre (a testa;) davanti.

È, in questo senso, il meglio sta per arrivare perché proprio domani cominciano le due avvincenti semifinali di quella che era la Coppa dei Campioni. Nel sorteggio al Madrid è toccato un durissimo derby contro l'Atletico Madrid mentre nell'altra semifinale la Juventus non dovrebbe avere problemi ad eliminare il Monaco ed a piazzarsi in tal modo nella finale di Cardiff.

Spero di sbagliarmi, ma credo che questo sia l'anno dell'Atletico, ma ormai staremo a vedere perché tutte le sorprese sono possibili. Nei quarti per esempio, poche persone avrebbero previsto che la Juve eliminasse così facilmente il Barca. Un po' meno sorprendente è stata, invece, l'eliminazione del Bayern da parte del Real Madrid in uno scontro vibrante e combattutissimo. Le due partite d'andata, tra l'altro, le ho viste a casa con Davide mentre sorseggiavamo dell'ottimo vino canario e mangiavamo papaya. E dopo la partita del Madrid siamo anche andati a bere un Arehucas cola e a mangiare una arepa sul lungomare di Santa Cruz.

È che sia chiaro che entrambe le cose, le abbiamo fatte solo perché il mio amico turista non le aveva ancora provate... così come il giorno dopo, quando prima di accompagnarlo all'aeroporto sud, ci siamo fatti una bella mangiata di pesce ;)


Anche per quanto riguarda la Liga, la situazione è alquanto appassionante, soprattutto dopo la vittoria LEAGUE

del Barca a Madrid nel Clásico di domenica scorsa. Ora, a sole tre giornate dalla fine del campionato,

le due squadre sono a pari punti, però sono convinto che il mio Madrid la spunterà anche perché ha

una partita in più da giocare.

E anche nel caso della Liga, le partite sono semplicemente un pretesto per riunirsi con gli amici. Non si tratta di una cosa seria, come lo sono, invece, le partite del Tenerife! ;)


Quando mancano sei giornate alla fine del campionato regolare, il Tete è quinto in classifica e si spera HELIODORO

che almeno sia in grado di mantenere questa posizione per potere così prendere parte ai playoff per

salire in prima divisione. Come vi avevo accennato nel blog precedente, ho sottoscritto un

abbonamento per lo stadio Heliodoro Rodríguez López e domenica mattina sarò nuovamente in curva

ad appoggiare la mia squadra locale.

Nel prossimo blog, spero di potervi dare buone notizie anche in questo senso.


A questo punto del blog, quelli di voi che mi leggono abitualmente staranno notando la mancanza di un paio di cose. Ebbene sì, anche in questo mese di aprile sono riuscito ad andare ad un concerto! ;)

Il primo giovedì del mese, sono, infatti, andato a bere una birra con alcuni amici presso il Museo de la Naturaleza y el Hombre a dieci minuti scarsi a piedi da casa dove tutti i giovedì di aprile e maggio si tiene il Natura Jazz, un festival di concerti e fotografia del mondo della natura giunto ormai alla sua quarta edizione. Si tratta di un'ottima occasione per ascoltare dell'ottimo jazz dal vivo e gratis in uno dei bei cortili del museo mentre su un maxi schermo si possono vedere delle fantastiche foto realizzate da fotografi locali. Nel mese di aprile ci sono andato solo una volta, ma conto di ripetere l'esperienza almeno una volta in questo mese che è appena cominciato.


Non a caso poco più in alto, scrivevo un paio di cose. La seconda è il cinema, quello del TEA e EVOLUTION

quello di casa ;) Come al solito, ho fatto la mia solita puntatina al Cinema/Museo dove, ahimé, ho

visto un film che né mi é piaciuto né ho capito... Pertanto, se qualcuno di voi avesse visto e

soprattutto capito ed apprezzato un film francese dal titolo Evolution che si faccia sentire ;)

A casa, invece, ho visto, tra gli altri, Truman, film MERAVIGLIOSO e commovente protagonizzato dal solito grande Riccardo Darín.
Un abbraccio a tutti e buona visione! (Fatemi caso... non ve ne pentirete)

Nico

 

Viaje por Italia (4) por A. de Azcárraga

 

De: "Viaje por Italia" por A. De Azcárraga. 1964

(...) A la mañana siguiente de mi llegada recorrí algunas calles, entre ellas la de Tornabuoni, que esCATTEDRALEFI

la de más bellos palacios y lujosos comercios, para ir después a la plaza del Duomo, en cuyo centro

se alzan, como en Pisa, pero aquí un tanto ahogados por la edificación urbana, el Baptisterio, el

Campanil y el Duomo, que es como en Italia denominan siempre a las catedrales.

Dante llamo al Baptisterio il bel san Giovanni, porque está dedicado a San Juan y porque en verdad es muy bello. Es un

edificio octogonal, revestido de mármol blanco y verde, dicromismo típico del románico florentino, y con tres portales de

bronce.

El segundo en antigüedad fue objeto del famoso concurso en el que Ghiberti venció en competencia BAPTISTEROFI

con Brunelleschi y Della Quercia; pero el más notable es el tercero, obra igualmente de Ghiberti al

que Miguel Angel juzgó digno de ser la puerta del Paraíso, causa de que se le designe con tal

nombre.

Ante él hay siempre congregados, a cualquier hora del día buen numero de admiradores.

Sin duda lo merece la fina y vigorosa perfección de sus relieves; pero a mi, si he de ser sincero, esta puerta del Paraíso me defraudó un poco.

Es más obra de orfebre que de escultor, con recursos de perspectiva más propicios del arte pictórico PORTEFI

que del relieve en bronce. Y cada arte tiene sus límites y medios expresivos propios, y el confundirlos

o traspasarlos no comporta muy buenos resultados. De añadidura, estos relieves han sido dorados

recientemente un brillo flamante que no les favorece.

El interior del Baptisterio, muy proporcionado y con mosaicos en la cúpula, es de una grata y religiosa intimidad, con la que no armoniza bien un ostensible puesto de venta de postales. Y, dicho sea de paso, recordaré que en todas las iglesias de Italia hay carteles prohibiendo la entrada a señoras y caballeros con trajes inadecuados, aunque la efectividad de esas prohibiciones no sea muy rigurosa.

A un lado del altar contemplé la patética Magdalena de Donatello y al otro lado vi, con sorpresa, laMADDALENAFIA

tumba de Juan XXIII. Pero en seguida sospeché que no podía tratarse del buen pontifice recientemen-

te fallecido; el estilo del mausoleo no era actual, sino renacentista. Tenía que ser, pues, la tumba del

antipapa que usó igual nombre. Este Juan XXIII, con Gregorio XII y nuestro Pedro de Luna, en

coexistencia de guerra fría, formaron la trinidad papal del Cisma de Oriente.

Me dirigí luego al Duomo o catedral de Santa Maria dei Fiore, esto es, „del Flor", porque éste sustanti-

vo es masculino en italiano, lo que debe constituir grave contrariedad para los poetas.

Lo que no sé es que si la flor de Santa Maria será el lirio, que es la que campea sobre el escudo de Firenze, nombre derivado del latin Florentia, lugar de flores, por lo que el nombre que los españoles damos a esta ciudad se ajusta más que ningún otro al suyo originario.

Los mármoles blancos, verdes y rosa que revisten el exterior de la catedral forman un policromo di-MARMIFI

bujo del más curioso efecto. Es como un trabajo de marquetería en piedra, con algo también de

orfebrería. Los florentinos sobresalieron siempre como ebanistas y, antes que escultores o pintores,

fueron notabilísimos lapidarios y orfebres. Por salir de sus talleres casi todos los artistas del Primer

Renacimiento, se llamó a la orfebrería „Escuela del Arte del siglo XV".

Y los florentinos de hoy hacen honor a la tradición; los escaparates de las joyerías y platerías de Florencia cautivan la mirada como vitrinas de museos.

La catedral esta coronada por la archifamosa cúpula de Brunelleschi, con la que el Renacimiento triunfo sobre la flecha gótica. Fue una suerte que el Brunelleschi escultor perdiera el concurso de las puertas del Batispterio, porque esa derrota le convirtió en el arquitecto más revolucionario y genial de su siglo. En la historia del arte, la erección de esa cúpula marca una fecha fundamental.

El interior de la catedral, vasto, de piedra de un solo color, se halla a medio camino entre lo sobrio y lo frío. La frialdad viene dada, según creo, por su escasa ornamentación, por su falta de retablos e imaágenes. En los muros hay algunos bustos, pero de personajes profanos: Brunelleschi, Giotto, Ficino...Lo cierto es que no conmueve.

Pero todo cambia cuando uno tiene ante los ojos una Piedad que Miguel Angel hizo a los noventa años

STATUAFI

y que dejó inacabada. Basta esa obra para que el ambiente adquiera tensión, religiosa o del caracter

que ustedes quieran. ¡Qué fuerza reprimida en aquel bloque de mármol que el artista, deliberadamente,

no terminó de cincelar!

Me restaba, de mi programa en la plaza, subir al famoso campanil de Giotto, erigido según los planos

de este artista, aunque después de su muerte.


Cuando Carlos V lo vió, dijo que los florentinos debían guardarlo en un estuche y no enseñarlo más que una vez al año. Y tenía razón, sobre todo en lo del estuche, pues esta torre es una filigrana, una gótica taracea de marfil ampliada en mármol. Una gran ampliación, pues tiene la laltura aproximada de la Giralda, y por ello consideré prudente tomar una copa antes de subir.

Pedí, en un bar cercano, un vaso de Chianti. En mi honor –pura casualidad en verdad-- descorcharon CHIANTI

una botella, uno de esos graciosos y panzudos frascos revestido de paja. En ellos el vino, supongo que

para su mejor conservación, esta cubierto por una pequeña capa de aceite, que el camarero eliminó

introduciendo por el cuello de la botella un esparto liado a un palito, al que después hizo girar entre

las palmas de sus manos. Cuando pedí mi segunda copa, el camarero sonrió: --Buono, eh?--

Era en efecto, molto buono; el Chianti recuerda vagamente al champán, pero con un sabor más fuerte y sin su acidez. Reconfortado, me preparé a subir los cuatrocientos escalones de la torre.

Me detuvo el triste espectáculo de una paloma moribunda que se debatía en el suelo, en el pequeño y breve callejón que forman, en su proximidad, el Duomo y la torre. Un barrendero de pulcro uniforme, que empujaba un gran cubo de latón sobre ruedas, esperaba pacientemente el final de la pobre avecilla.

Al observar mi mirada, el hombre se creyó obligado a darme explicaciones. La paloma estaba atacada de parálisis; morían muchas por lo mismo. No era una peste como yo aventuraba, sino una mortal indigestión. Comían demasiado. Sobre todo, el pan mojado que las viejas se empeñaban en darles y que para estas aves resultaba un veneno.

 

(...)Me despedí y entré en la torre, cuya subida es por rampas, como en la Giralda; pero no dispuestas

TORREFI

alrededor del eje, sino alternadas en series a un lado y otro. Solución que, al dejar libre el centro de la

torre, permite ver el cielo a través de ella, lo que aumenta su grácil ligereza. Desde la cima, adonde

llegué sin novedad, disfruté largo rato el magnífico panorama urbano, iluminado por una delicada luz

rosada. Sobre los tejados destacaban la impetuosa torre de Arnolfo, la esbelta torre de la Abadía y el

pródigo de vigor y belleza que es la cúpula del Duomo. Comprendí entonces que Miguel Angel,

encarándose con esta cúpula cuando proyectaba la de San Pedro dijera:

                                                           Io farò la tua sorella,
                                                           più grande si,
                                                           ma non più bella.

Luego de bajar, entré en uno de los lujosos establecimientos abiertos en la plaza por las dos firmas de pastelería más importantes de Italia, las casas Alemagna y Motta, las del panettone, cuya propaganda en todo el país es abrumadora.

Tomé un café, inmejorable como siempre, y al ir a pagar a la Caja –en Italia no se paga nunca en el mostrador --, la cajera me dijo que había pasado unas vacaciones en España. España era encantadora, los españoles molto gentili; pero el café –y ponía una carita de pena y excusa-- era cattivo. No quiero pensar lo que hubiera dicho del café, la pobre, de haber pasado sus vacaciones en Inglaterra o Francia.

Andando luego al acaso fui a parar a la plaza de la Señoría, la plaza de mas severa y proporcionada SIGNORIAFI

elegancia que haya visto jamas. Como oí decir más tarde a un turista que parecía persona inteligente

y sensible, si hubiera que definir a Italia por una ciudad, habría que definirla por Florencia, y si a

Florencia habría que definirla por un rincón urbano, habría que señalar su plaza de la Señoría.

Una plaza que, aparte de sus asombrosos edificios, se halla poblada de estatuas que son obras maestras.

El edificio que la domina, el Palacio Viejo o de la Señoría, es el más recio y solemne palacio consistorial del Medioevo italiano. Sus sillares sin desbastar le dan una austera grandeza; la prismática esbeltez de su torre de Arnolfo, de casi cien metros de altura y que gravita en parte sobre el saliente matacán, le añade una atrevida elegancia. Flanquean la escalinata de su fachada dos estatuas gigantescas, una de ellas fiel reproducción del avid de Miguel Angel, cuya fisonomía muestra una viril y fascinante belleza, y sus manos y pies, muy grandes, la desproporción característica de la adolescencia.


(...)Los florentinos glorificaban a David cada vez que intentaban desembararse de los Medicis e  DAVIDEFI

igualmente a Bruto, del que Miguel Angel labró también la vigorosa testa que después admiraría

en el Museo Barguello.

Con su David, Miguel Angel fue doblemente original. No le representó vencedor, con la cabeza del

gigante como trofeo, sino en el momento en que se prepara, altivo y desdeñoso, a lanzar su honda.

Y, paradójicamente, le dió la talla colosal de su enemigo. El pueblo, en otros tiempo, llamaba a la

estatua „el gigante de Florencia".

Más próximas a la puerta del palacio hay otras dos estatuas menores, con unos ridículos pámpanos de bronce superpuestos al mármol; agregado extravagante que seguramente fue idea de algún tartufo sucesor de los apedreadores. Son estatuas de una lamentable mediocridad y no se perdería nada si las quitaran de allí. De toda la plaza es lo único que desentona.

El gran zaguán o su portal de tres arcos llamado loggia de los Lanzi, antiguo foro de la Repubblica fiorentina, alberga hoy media docena de hermosas esculturas. Una de ellas, el Perseo, obra maestra de Benvenuto Cellini, el artista cuyas famosas memorias son un modelo de prosa narrativa y de desverguenza. Cellini fue un tipo de un desparpajo y un impudor notables.

Lo mismo aireó sus actividades artísticas que su escabrosa vida sentimental y delictiva. 

PERSEOFI

Fanfarroneaba de haber cometido varios homicidios, sin perjuicio de declararse creyente a pies

juntillas y, de paso, asegurar que el papa era ateo...

"Los hombres del mérito de Cellini –decia, benévolo, Paulo IV-- no pueden someterse a las leyes

ordinarias".

También Cosimo el Viejo, que tiene su estatua en esta plaza, al enterarse de que Fray Filippo Lippi, pintor de su palacio se descolgaba todas las noches por una ventana para ir a visitar una cierta ragazza, dijo a sus domésticos: „Dejadle abierta la puerta: los hombres de genio son esencias celestes y no se les puede mantener prisioneros".

(Resúmen libre a cargo de la Redacción del Blog...seguirá)

 

La Laguna (54) per N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buona primavera!

Finalmente, no? E poi che bello l'allungarsi delle giornate dovuto anche al cambio d'ora!

Non so lì, ma qui c'è luce fino alle otto e mezza di sera! Che vi racconto oggi? Forse che questo sarà l'ultimo blog e non si tratta di un pesce d'aprile perché vi scrivo in questa prima domenica del mese, ovvero giorno due. E allora perché potrebbe essere il mio ultimo blog?


Perché ho deciso che in data ventitré aprile farò una pazzia: partecipare alla mezza maratona de La Laguna!

Sarà la prima volta nella mia vita che provo a percorrere ventuno chilometri e spero di sopravvivere ;) FOTO 1

Scherzi a parte, sono un po' preoccupato perché, causa lavoro, ultimamente non mi sono potuto

allenare molto e sono uscito a correre sono nel fine settimana, però voglio provarci anche perché

voglio vedere a quanti chilometri posso arrivare con una certa dignità (credo quindici o sedici 

chilometri) e poi se si tratta di fare un pezzo camminando non c'è problema, no?

Tra l'altro il percorso aiuta nel senso che non ci sono particolari pendenze e ultimamente ho partecipato ad alcune corse più brevi, ma con delle salite e discese abbastanza importanti. Come per esempio nell'ultimo sabato del mese a Garachico dove ho completato otto chilometri di continue salite e discese con un tempo interessante.

L'esperienza è stata davvero bella prima, durante e dopo. Prima perché c'era il solito clima di festa di questo tipo di eventi e c'era anche un gruppo di batucada che dava il ritmo giusto per il riscaldamento.

Durante perché ho fatto tutto la corsa indossando un copricapo con una lanterna che serviva ad GARACHICO2017

illuminarmi il percorso visto che la città di Garachico aderiva all'ora di buio, iniziativa mondiale

che sensibilizza sul consumo energetico.

Ed è stato davvero bello correre sui sampietrini del centro storico della prima capitale dell'isola seguendo la scia di luce di quei (tanti) corridori più rapidi di me... uno dei vantaggi di non essere tra i più veloci ;)

Lo svantaggio a livello psicologico era vedere come andavano su per la montagna queste lucette e sapere di doverle seguire, ma poi il panorama che si poteva godere dall'alto era ricompensa sufficiente... e poi tutto quello che sale deve scendere, no?

L'ultimo e forse più gradevole premio sono state le arepas che ho mangiato nel post corsa a Icod de Los Vinos con Miguel e Abigail.

In generale, una serata diversa nel nord dell'isola nella quale ho approfittato per vedere due amici che purtroppo non vedo spesso e soprattutto che mi è servita per staccare un po' la spina in un mese abbastanza duro dal punto di vista lavorativo.

E forse proprio per questo mi piace tanto correre: è un'oretta durante la quale mi dimentico di tutto

e faccio caso solo alla musica che ho nelle orecchie e alle sensazioni che mi trasmettono la stradaLASTERESITAS 1

e il mio corpo. E non succede solo durante le corse, ma anche quando esco a correre per conto mio...

per esempio ieri ho parcheggiato davanti alla spiaggia de Las Teresitas e poi ho corso circa cinque

chilometri in direzione di Santa Cruz per poi tornare alla spiaggia dove il bagno nell' oceano e il panino

e la birra successivi avevano il sapore della gloria ;)

Comunque è stato un mese non solo di sport attivo, ma anche passivo. Infatti, finalmente, dopo quasi dieci anni sull'isola, ho sottoscritto un abbonamento per andare a vedere allo stadio le ultime sei partite del Tenerife.

E proprio oggi pomeriggio vado all'Heliodoro con un paio di amici e vediamo se portiamo fortuna TETE

al Tete in queste ultime giornate del campionato che spero portino ad una promozione in prima

divisione. Per il momento siamo quarti in classifica, ma in caso di vittoria oggi pomeriggio contro

un rivale diretto, l'Oviedo, chiuderemmo questo giornata al terzo posto e a soli sei punti da un

Girona secondo in classifica, ma in piena crisi di risultati e le prime due classificate vanno

direttamente in prima divisione senza bisogno si playoff. Ok, per scaramanzia non dico nient'altro se

non: incrociamo le dita!

Altro evento calcistico del quale mi piacerebbe parlare e che ho potuto vivere, ma solo attraverso la tv è stata la rimonta del Barca contro il PSG. Evidentemente si è trattato di un risultato storico per quanto riguarda la Champions e allora merito alla squadra catalana anche se l'aiuto dell'arbitro e il suicido collettivo della squadra francese hanno offerto una collaborazione determinante.

E senza nessun dubbio la serata più bella del mese l'ho passata proprio in compagnia di un catalano, il mio amico Manu, che, dopo quattro anni a Tenerife, circa due settimane e mezza fa si è trasferito con sua moglie e il loro bellissimo bambino a Barcellona.

Prima, però, di lasciare l'isola, hanno organizzato nella loro casa con piscina e barbecue del Sauzal una delle feste più belle che ricordi. A parte il luogo, la gran compagnia, l'ottimo cibo e il vino, la festa è stata resa ancora più speciale da un gruppo di Cumbia che Manu ha invitato nella seconda parte del party che era cominciato all'ora di pranzo e che andato avanti fino a notte fonda.

Il modo ideale di salutare un gran amico e la sua famiglia in attesa di rivederli spero presto qui, a Barcellona, a Bari o in qualsiasi parte del globo.

E questo blog continua con altri due concerti. Il primo di due settimane fa quando presso la Fundación

Caja Canarias, a circa duecento secondi da casa, ho assistito all'esibizione di Maria Mazzotta e Redi MARIAMAZZ

Hasa. Lei pugliese e lui albanese, da vari anni scrivono e suonano musica che loro definiscono

adriatica e che mi ha riportato a casa per un paio di ore. Concerto intimo ed interessante molto nello

stile del luogo dove si è tenuto, alla fine del quale ho avuto la possibilità di parlare con gli artisti che

mi sono sembrati molto simpatici e disponibili.

L'altro concerto, invece, è stato ieri ed è stato davvero sorprendente e diverso da quello che mi aspettavo,

ma in senso molto positivo. Presso il Teatro Guimerá (a circa cinquecento secondi da casa ;) si esibiva NOA

con tutta la sua presenza scenografica e una voce incredibile Noa, artista israeliana molto conosciuta

soprattutto per la colonna sonora del film premio Oscar di Benigni La vita è bella.

 

Evidentemente ha cantato la canzone omonima, ma soprattutto ha presentato un nuovo album che io personalmente non conoscevo e che mi ha sorpreso per la varietà dei brani che lo compongono. Così come vedere che Noa, a parte una voce meravigliosa e che si presta a qualsiasi genere musicale, è una gran percussionista.

Inoltre, era accompagnata da tre grandi musicisti: un altro batterista, un chitarrista ed un contrabassista. E poi la gente dice che per vedere un buon concerto bisogna andare in Spagna continentale! ;)

Un abbraccio a tutti gli amani della musica

Nico

 

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