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REGISTRO DE OBRAS

La Laguna (65) di N. Cataldo

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti e buona primavera... o quasi;)

Come va? Spero bene. Qui, (hangover a parte;) tutto ok... per il momento. Vi scrivo, infatti e a proposito, nel pomeriggio di questa prima domenica del mese di marzo per evitare di scrivervi domani quando purtroppo si sapranno già i risultati di una giornata elettorale in Italia che non promette niente di buono.

È che non mi va di parlare di politica e soprattutto non ho nessuna voglio di rovinarmi la giornata. Preferisco, invece, parlarvi di un mese di febbraio breve, ma davvero intenso anche perché contraddistino da varie visite e da un bel viaggetto.

E proprio da lì voglio iniziare. Da dove? Da Barcellona dove sono stato durante il primo fine settimana del mese per fare visita a Manu e Doramas approfittando del weekend più lungo del normale grazie alla Vergine di Candelaria, patrona dell'isola che ci concede un giorno di festa tutti gli anni in data due febbraio.

In quest'occasione a Barcellona sono stato più turista che mai, nel buon senso della parola. Infatti, finalmente, dopo vari viaggi in questa città, sono entrato a la Sagrada Familia e al Parc Güell, luoghi che per un motivo o per l'altro non avevo mai visto per bene nelle visite precedenti. E, se il parco non mi ha emozionato troppo, la Sagrada Familia mi ha davvero impressionato. In tutti i dettagli si riconosce la mano del maestro Gaudí. Nel mio tour di Barcellona stavolta ho anche potuto visitare la Fundación Miro poco prima di ritornare a Tenerife.

Per quanto riguarda le visite, la prima in ordine cronologico è stata Sheila, una ragazza di familia italo-americana ma nata e cresciuta a Berlino che si è fermata per qualche giorno da me. Vi starete chiedendo come ci è finita a casa mia. Eccovi la risposta. Qualche giorno prima del suo arrivo ho ricevuto una mail da Felipe, un vecchio amico colombiano che avevo conosciuto nel mio primo anno sull'isola e con il quale sono rimasto in contatto.

In questo messaggio Felipe mi diceva che la sua amica Sheila stava arrivando a Tenerife per l'inizio del Carnevale e mi chiedeva se avevo voglia di prendermi una birra con lei e farle un po' da Cicerone. Se mi conoscete un pochino, potete perfettamente immaginare che per me è stato un piacere ospitarla per qualche giorno e portarla per esempio a mangiare pesce a Mesa del Mar e fare con lei una passeggiata a La Laguna. Abbiamo anche provato ad andare sul Padre Teide ma, causa neve, le vie d'accesso alla base del vulcano erano chiuse. Però non ci siamo persi d'animo e siamo andati a farci una bella mangiata di carne in uno dei guachinche del nord dell'isola.


A Carnevale, invece, non l'ho accompagnata perché lei era qui nel primo fine settimana di festa in strada e io mi sono voluto riservare per il secondo. Non solo perché gli anni cominciano a farsi sentire e non ho più il fisico per reggere quasi dieci giorni di festa, ma anche e soprattutto perché da martedì 13 a martedì 20 ho avuto la casa felicemente invasa da tre amici alla loro prima esperienza nel secondo miglior Carnevale del mondo.

Antonio, carissimo compare di Bari, e il suo amico Omar già dal primo giorno hanno potuto godersi un pranzo al sole in quel de El Médano e il Coso, la cavalcata "finale" delle feste carnavalesche. Le virgolette sono d'obbligo perché, in realtà, qui la festa non finisce con il Martedì Grasso, ma continua fino al sabato successivo, o all'alba di domenica. ;)

E allora siamo usciti il mercoledì delle ceneri per assistere, rigorosamente in nero, al funerale della nostra amatissima sardina. E quando poi, il giorno dopo, sotto forma di giovane andaluso rispondente al nome di Ramón, sono arrivati i rinforzi da Málaga abbiamo trovato le forze per uscire anche venerdì sera, sabato di giorno e parte della sera. Perché poi le gambe cominciavano ad accusare i classici indolenzimenti musculari da balli di Carnevale e perché il nostro Ramón, doveva essere in aeroporto all'ora di pranzo della domenica.

Credo che abbia passato le due ore di volo a dormire così come noi tre a Playa Jardín, al Puerto de la Cruz che, con i suoi panorami e un clima più che piacevole, ci ha aiutato a smaltire l'hangover accumulatosi nelle giornate precedenti. Ma non tutto è stato Carnevale. Abbiamo anche trovato il tempo e le forze di rendere visita al Padre Teide e di lì a Masca per mostrare ai miei amici che nel sud di Tenerife si può vedere il fratello minore di Machu Picchu. ;)

Evidentemente per fare tutti questi giri ci siamo dovuti alimentare bene e quindi siamo passati da San Andrés e da Los Abrigos per mangiare pesce, da un guachinche per proteine carniche, da La Garriga per il miglior panino di tortilla dell'arcipelago e dal Punto Criollo per fare viaggiare le nostre papille gustative fino alle peggiori areperas di Caracas ;)

Dopo tanti eccessi, gastronomici e paesaggistici, qualche giorno dopo ho fatto la pazzia di presentarmi alla dieci chilometri di sabato 24 a La Laguna dove, nonostante la dieta non proprio da atleta, ho fatto segnare un 50:11 che è il mio nuovo record personale. Alla prossima (e magari con un'arepa in più prima della corsa;) probabilmente riuscirò a scendere sotto i cinque minuti per chilometro.


Il giorno dopo, invece, sono stato al cinema per vedere in versione originale in inglese sottotitolata in spagnolo The shape of water, film di Guillermo del Toro, già regista di El laberinto del fauno. Vi consiglio entrambi i film, soprattutto il primo anche perché magari lo stanno passando al cinema anche in Italia.


Ma le visite non sono finite qui perché da martedì scorso e fino a ieri ho avuto la fortuna di conoscere Giulia Baruzzo, responsabile di Libera International, che ha visitato l'isola per partecipare a due eventi il cui obiettivo era presentare questa associazione e il gran lavoro che realizza per migliorare il mondo attraverso la lotta alle mafie. Con lei e altri preziosissimi collaboratori, ho organizzato e partecipato ad una delle due giornate.

Nei pochi momenti liberi da impegni lavorativi di entrambi, è stato un piacere fare un po' il turista con Giulia e portarla per esempio nel mio ristorante indiano preferito o a prendere un caffé alla meravigliosa casa in campagna del mio amico siciliano Carlo. Quest'ultimo poi è stato gentilissimo quando ci ha fatto da guida nel Palmetum di Santa Cruz, altro angolo magico dell'isola che consiglio a tutti di visitare.

Fino a qualche anno fa era praticamente una montagna di spazzatura in una zona non troppo periferica della città. Mentre oggi, soprattutto grazie al grandissimo lavoro di Carlo, è uno dei migliori orti botanici del mondo. Provare per credere!
E così siamo già arrivati ai primi di marzo e alla festa di ieri sera, o meglio alle feste di ieri alle quali si deve la resaca di oggi. Quello di ieri, infatti, è stato un bel sabato lagunero contraddistinto da capricci enogastronomici e un grande evento. Abbiamo iniziato con qualche vino e qualcosa da stuzzicare al Tocuyo, un classico de La Laguna.

Poi ho bevuto un paio di birre con Pia, amica uruguayana di vecchia data ormai residente a Granada e in vacanza a Tenerife per qualche giorno. In chiusura della giornata il grande evento, il compleanno di Dionisio. Vi starete chiedendo cosa abbia di speciale un semplice compleanno. Dovete sapere che il caro Diony non ha mai amato festeggiare i compleanni. Né quelli di altre persone e tantomeno il suo. Quest'anno, però ha deciso di festeggiare e la motivazione, cito testalmuente, è la seguente: "Quest'anno compio cinquant'anni e quindi dobbiamo festeggiare perché sono arrivato a metà della mia esistenza".

Abbiamo passato una gran bella serata in compagnia di vari amici, vecchi e nuovi e di varie provenienze e ci siamo dati appuntamento per festeggiare tra cinquant'anni esatti la seconda metà della sua esistenza. Siete tutti invitati ;) Nel frattempo, sorridete e fatevi contagiare dall'inarrestabile ottimismo di questo ragazzino venezuelano.

Ci risentiamo in primavera!
Un abbraccio,
Nico

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