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REGISTRO DE OBRAS

La Laguna (59) per N. Cataldo

Saludamos y agradecemos a Nico que nos escriba apenas entrado de sus merecidas vacaciones...Y como no podía ser de otro modo en estas fechas, os proponemos visitar al Cristo de La Laguna y a pasarlo bien con sus festividades...

VERSIONE SPAGNOLA

Ciao a tutti! Come va questo rientro dalle vacanze?

Spero non troppo traumatico. Per quanto mi riguarda, tornare alla routine si sta rivelando meno complicato del previsto.

Forse perché dopo un mese in giro per il continente e con la consapevolezza di avere approfittato a pieno delle mie vacanze, avevo anche un po' di voglia di tornare a casa, sull'isola e perfino al lavoro ;)

E non perché non mi sia divertito durante le vacanze, anzi.

Posso tranquillamente affermare che è stata la migliore estate della mia vita almeno da quando lavoro a tempo pieno.

Quello che mi tormenta in questo primo pomeriggio di questo secondo sabato di settembre è,   88867598 m6CuTCcIWfBlFV1sqLKYLYy GSdSe PFH3gdYG8g4sM

invece, un hangover da campionato che mi sono guadagnato a forza di birre tra casa di Juan

(dove abbiamo seguito una semifinale dell'US Open), il Tin Tin e il Blues Bar... praticamente uno

dei miei giri classici de La Laguna.


Ma torniamo al mese di agosto e alle mie vacanze.

Questo mese di agosto è stato speciale soprattutto perché dopo un anno di duro lavoro mi sono meritatamente concesso due viaggi.

Andiamo in ordine cronologico ;) Sabato cinque agosto sono partito per Bilbao dove ho passato la notte dopo aver fatto un gran bel giro della città ispirato da ottimi pintxos e buon vino.

Era la mia seconda volta in questa fantastica città e quindi stavolta al posto del Guggenheim, ho ALHONDIGA

visitato la Alhondiga, uno spazio museale gratuito molto bello in pieno centro frequentatissimo non

solo da turisti, ma da molti locali.

 

Il giorno seguente ho preso un bus per Santander, dove avevo appuntamento con Isabel, un'amica che avevo conosciuto due anni fa in occasione della mia visita precedente in questa città e con Francesco e Lucia, due carissimi amici che arrivavano in Cantabria dopo un viaggio estenuante da Bari.

Dalla stazione degli autobus ci siamo diretti a casa di Isabel dove non solo abbiamo potuto appoggiare i nostri bagagli per qualche ora, ma, addirittura, Pepi, la gentilissima e simpaticissima madre di Isabel, ci aveva preparato il pranzo.

Già più leggeri, abbiamo fatto un bel giro di Santander con tanto di cena a Casa Lita, ristorante sul lungomare famosissimo per i pintxos. Dopo la cena e una lunga e piacevolissima passeggiata digestiva, siamo ripassati da casa di Isabel per riprendere i nostri zaini che improvvisamente erano diventati più pesanti visto che Pepi ci aveva aggiunto frutta, formaggio e un ottimo dolce fatto in casa.

E di lì alla stazione degli autobus dove alle 3:20 del mattino avevamo un bus per Luarca, piccolo paese delle Asturie a 250

chilometri da Santiago de Compostela dal quale cinque ore più tardi abbiamo cominciato il nostro Camino.

In realtà, in totale abbiamo percorso a piedi 334 chilometri perché dopo essere arrivati alla capitale MUXIA

della Gallizia la mattina di Ferragosto, nei tre giorni seguenti abbiamo continuato a camminare fino

a Muxía, piccolo e magico paesino sulla Costa da Morte dove ho potuto godermi uno dei tramonti

più belli della mia vita con un sole meraviglioso che si è inzuppato nell'Oceano Atlantico poco dopo

le nove e mezza di sera.

In realtà, quello che rendeva così speciale questo tramonto era tutto ciò che avevamo vissuto e condiviso nei dodici giorni precedenti di pellegrinaggio.

E allora io e Francesco ci siamo meritatamente concessi due sigari che avevo appositamente portato PEREGRINO

da Tenerife e per accompagnarli siamo anche riusciti a trovare nel supermercato di Muxía una

bottiglia di rum Arehucas ;)

Perché è vero che Santiago ci ha protetti durante tutto il viaggio, ma anche perché il Padre Teide ci aveva messo una buona parola ;)

Luxía ci accompagnava con una birra e con la sicurezza di chi a Muxía sa di giocare in casa ;)

E con noi c'erano anche Giada e Martina, rispettivamente napoletana e sarda, conosciute durante il Camino, anche loro con

una birra e un gran sorriso, la soddisfazione di avercela fatta e la consapevolezza che d'ora in avanti tutto è possibile.

Cos'altro posso dirvi del Camino de Santiago che possa entrare in queste poche linee?

Per semplificare che è stata un'esperienza meravigliosa che molto probabilmente ripeterò e che LLEGADA SANTIAGO

consiglio vivamente a tutti perché ti cambia la vita o meglio la concezione che hai della stessa.

L'arrivo, prima a Santiago, con tanto di bacio a terra nella Plaza de Obradoiro in stile Cristoforo 

Colombo e poi a Muxía, con bagno in spiaggia, cena a base di frutti di mare locali e il fantastico

tramonto di cui sopra sono stati i momenti culminanti di giornate davvero speciali.

Anche se ciò che importa non è la meta, ma il Camino e tutto quello che abbiamo vissuto e condiviso metro a metro, passo a passo. È stato davvero bello ed emozionante vedere dei paesaggi incredibili, un sacco di animali e conoscere persone luminose ed interessanti, come Giada e Martina e non solo.

Ma un ringraziamento speciale lo devo ai miei infaticabili compagni di viaggio per la pazienza che hanno avuto con me e con i miei ritmi, per le risate, ma soprattutto per essere come sono.

Se l'esperienza è stata così fantastica, il merito è soprattutto di dos caminantes a cui bastava un cicchetto di ron miel per rimettersi in moto in mezzo alla pioggia, che non si fermavano neanche quando si iniziava a schiumare, che hanno coinventato e portato a termine più di una volta la manovra Boimorto, che erano capaci di emozionarsi come bambini davanti ad una spiaggia meravigliosa, che hanno attraversato una città intera per vendere un pallone, che mangiavano empanadas e non solo come se non ci fosse un domani e che in definitiva hanno assecondato tutte le mie pazzie e che sono stati bravissimi nel contagiarmi le loro.

Sono tornato dal Camino a mezzanotte del ventidue agosto e dopo meno di trentacinque ore sono ripartito già con una testa diversa per il mio secondo viaggio itinerante nel quale ho continuato ad abbracciare vecchi e nuovi amici.

A Barcellona, dove sono stato prima da Doramas e poi da Manu, Marte e Mikkel; a MontpellierMONTEPELLIER

dove mi hanno ospitato e fatto stare davvero bene Nestor, Maria e Barney; e, infine, a Marsiglia,

dove ho perso una chitarra e ho ritrovato Sergio, Leo e Maria e conosciuto Ariel e Inti.

Barcellona, l'avevo visitata più di una volta però stavolta ci sono andato per le feste del quartiere di Sants, per il compleanno di Isaac e per visitare il museo Picasso.

In Francia era la mia prima volta e devo dire che mi è piaciuta molto. Montpellier è molto bella, ma Marsiglia ha una marcia in più . Ero sicuro che mi sarebbe piaciuta, ma non pensavo tanto.

Forse anche perché dopo la pace del Camino e prima di tornare alla meravigliosa calma di Tenerife PICASSO MUSEO BCN

avevo bisogno di un po' di caos metropolitano.

Ora vi lascio e vi rimando al mese prossimo. Nel frattempo camminate e, soprattutto, sorridete.

Un abbraccio,
Nico

 

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